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"Sirte, la resa entro sabato" In Libia ultimatum dei ribelli

Cnt spinge affinché i lealisti alzino bandiera bianca. Il comandante dei ribelli: "L'ora zero è vicina" Aisha ha partorito in Algeria

"Sirte, la resa entro sabato" In Libia ultimatum dei ribelli
La battaglia finale fra le forze dei ribelli e i lealisti di Muammar Gheddafi è imminente: è questa l'ultima dichiarazione rilasciata dal comandante militare dei ribelli, il colonnello Ahmed Omar Bani, durante una conferenza stampa a Bengasi, nel pomeriggio di martedì. "L'ora zero si sta velocemente avvicinando. Vorremmo che tutti sapessero che siamo pronti per una battaglia finale". I ribelli libici non vogliono più attendere. Già in precedenza un messaggio del medesimo tenore del presidente del Consiglio nazionale transitorio, Mustafa Abdel Jalil, intimava i fedeli di Gheddafi ad arrendersi: "Abbiamo dato un termine fino a sabato a Sirte e alla altre città fedeli a Muammar Gheddafi affinché si arrendano".  A Tripoli, dunque, l'allerta rimane altissima: il timore è quello di attacchi da parte delle milizie del Raìs in concomitanza con la fine del Ramadam.

Aisha ha partorito - Gran parte della famiglia di Gheddafi ha trovato asilo in Algeria. Si è appreso che Aisha, l'unica figlia del Colonnello, ha partorito una bimba. Lo hanno riferito le autorità di Algeri, che hanno poi precisato che il sesso del neonata. Soprannominata la Claudia Schiffer del deserto, Aisha - insieme ai fratelli Moahmmed e Hannibal e alla madre Safiya - aveva oltrepassato il confine lunedì, trovando rifugio nel Paese. "Madre e figlia stanno bene", ha riferito un funzionario del governo algerino.

Mistero su Khamis - Non è stata ancora chiarita, invece, la sorte degli altri figli del Colonnello. In una conferenza stampa, la Nato ha spiegato che "non è a conoscenza" dei movimenti di Gheddafi, e non ha informazioni particolari circa la sorte del figlio del Raìs, Khamis. Un portavoce della missione Unified Protector ha poi bollato come "voci" i rapporti che indicano che Khamis sia morto nel corso di un raid della Coalizione. "La conclusione della missione Nato non si basa sulla cattura o meno di Muammar Gheddafi, ma sulla valutazione del livello di minaccia nei confronti dei civili", ha concluo il portavoce.

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Commenti all'articolo

  • Gius11

    30 Agosto 2011 - 20:08

    Come tutti ricorderanno, la campagna dei bombardamenti ha avuto inizio asseritamente per impedire un massacro di civili a Bengasi da parte delle forze armate libiche. La risoluzione ONU parlava infatti di "tutti i mezzi necessari" per proteggere i civili in Libia. Ora gli insorti, vittoriosi grazie al supporto aereo NATO, minacciano la città di Sirte (ostinatamente fedele a Gheddafi) di arrendersi entro sabato altrimenti entreranno con le armi in pugno. La cosa più grottesca (per non dire scandalosa) è che in questo caso, la NATO invece li appoggia bombardado Sirte. In altre parole, l'intervento NATO è dichiaratamente in difesa dei civili libici, ma evidentemente NON è in difesa dei civili libici di Sirte che - a torto o a ragione - sono fedeli al regime del Colonello. In questo caso, infatti, anzicchè proteggerli, la NATO agevola (ancora una volta) l'assalto degli insorti contro la città. Ma la cosa ancora più stupefacente è che nessuno (!) trova la cosa perlomeno assurda e immorale!

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