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Sesso all'asilo, omelie in aula La maleducazione di Stato

Impazziti. In Francia e Svizzera ecco le folli proposte. Sex-box nel nido, lezioni di morale e guai se la scuola fa solo il suo mestiere

Sesso all'asilo, omelie in aula La maleducazione di Stato
Meglio maleducati che educati dagli Stati. È ancora fresca la notizia del turista italiano che ha trascorso tre notti in cella a Stoccolma per aver osato dare uno schiaffo al figlio capriccioso. Fresca ma già superata: in Francia e in Svizzera lo Stato non vuole impedire  ai genitori di educare i figli con le cattive, vuole impedire di educarli anche con le buone. Avanza un totalitarismo pedagogico che sottrae i bambini alle famiglie perché siano plasmati da insegnanti pubblici secondo programmi ideologici e alla moda.

Il ministro francese dell’educazione nazionale, che già basta la definizione per ricordarsi di Orwell, se non proprio di Mussolini o Stalin, ha dichiarato: «Farò tornare la morale a scuola». Detta così può sembrare una cosa giusta, sarebbe stato più immediatamente preoccupante se avesse affermato di voler diffondere tra i banchi l’immoralità. Ma il diavolo come sempre si annida nei dettagli: «Poco importa il metodo, purché il professore trasmetta un certo numero di valori». A parte l’indifferenza tipicamente machiavellica nei confronti dei mezzi, a colpire è la confusione sui fini.

Quali saranno mai questi benedetti valori in una società fieramente laica ergo atea come quella francese? Se non sono ricavati dal Decalogo, da quale testo verranno estratti? All’uopo si organizzeranno sondaggi, consultazioni, comitati? E si deciderà a maggioranza? E i valori della minoranza che fine faranno? Tempo addietro proprio un francese, anzi il massimo scrittore francese (Michel Houellebecq), ha definito «valori superiori, la cui scomparsa costituirebbe una tragedia» l’altruismo, l’amore, la compassione, la fedeltà, la dolcezza: una bella panoramica su cui tutti o quasi tutti, francesi e pure italiani, si direbbero d’accordo. Molti però cambierebbero idea qualora si precisasse il significato delle parole. Non credo proprio, ad esempio, che l’altruismo sia compatibile con l’aborto: nessuno, neanche Emma Bonino, può spingersi a definire l’uccisione di un feto un grande atto di generosità. L’aborto ha tante ragioni, tante motivazioni: l’altruismo però no. E la fedeltà? In una repubblica il cui presidente ha avuto tre mogli? L’ultima della quali si chiama  Carla Bruni, sì, proprio lei, l’avvenente teorica della coppia aperta, apertissima, spalancata: «La fedeltà è una forma di pazzia».

Ecco, se fossi in quel ministro, e ci tenessi alla poltrona, lascerei perdere anche il valore-fedeltà. Se la pedagogia pubblica francese risulta poco chiara, quella svizzera lo è anche troppo. A partire dal nuovo anno scolastico, ai bambini degli asili di Basilea verranno impartite lezioni con una Sex Box, una scatola del sesso piena di oggettini erotici, affinché imparino quanto sia piacevole toccarsi. No, non è uno scherzo di cattivo gusto e anche qui c’è in ballo un ministro dell’educazione che però stavolta non è nazionale, è cantonale. Che dopo le reazioni furibonde dei genitori abbia intuito di aver preso una cantonata? Manco per idea: «Ci atterremo al nostro obiettivo: far capire ai bambini che la sessualità è qualcosa di naturale». Nessuna possibilità di esenzione, magari l’educazione religiosa è facoltativa ma quella sessuale è obbligatoria.

Io piuttosto renderei obbligatorio (ma non per i bambini, per gli insegnanti) lo studio dell’opera di Milosz, lo scrittore polacco Nobel per la letteratura che aveva capito tutto: «L’abbattimento di ogni barriera in questa nostra società permissiva si riduce essenzialmente al dominio del sesso». Grazie alla magica scatoletta, inno alla masturbazione precoce, i bambini di Basilea già a cinque anni verranno consegnati al dominio dei propri istinti sessuali mentre i genitori verranno confinati in una totale, umiliante impotenza educativa. Potranno solo pregare affinché si realizzi il Vangelo di Marco: «Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare». A Basilea il mare non c’è ma fa lo stesso, anche il fiume Reno è abbastanza profondo.

di Camillo Langone

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Commenti all'articolo

  • Bobirons

    02 Settembre 2011 - 14:02

    Ci sono anche tanti laghi profondi ....

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  • sparviero

    01 Settembre 2011 - 22:10

    Negli asili italiani un cartello all'ingresso recita: Vietato l'ingresso ai cani e agli svizzeri.

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  • claudionebridio

    01 Settembre 2011 - 21:09

    Gli "oscuri burocrati" (massoneria) dell'ONU descritti da Dale O'Leary in "La guerra del genere" spingono alla globalizz. mondiale per fini mercantilisti. Usano il radical-femminismo (Conferenze del Cairo, di Pechino ecc) per indebolire le nazioni portandole pericolosamente al di sotto della soglia di natalità (infatti il CEDAW, l' IPPF rinvigorito da Prodi, l'OMS propalano aborto libero, sterilizzazione, distruzione del matrimonio etero con attacco alla famiglia "patriarcale" e con prole, rapporti promiscui e omosex ecc, tutte pratiche antinataliste. Il lavaggio del cervello sui giovani A SCUOLA assicurerà future generazioni amorfe costruite per la società nichilista del consumo senza limiti: individui androgini costruiti con l'ingegneria sociale della quale Veronesi è uno dei cantori: "il mondo sarà bisessuale". "La clonazione umana è auspicabile"; "Beati i ragazzi che crescono senza padre perchè non hanno traumi"; "Le donne si riprodurranno da sole e l'uomo è inutile".

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  • claudionebridio

    01 Settembre 2011 - 21:09

    Il mainstreaming dell'ideologia gender consiste nell'inserire nella cultura generale il concetto dei generi intercambiabili (l'individuo puo' scegliere a che sesso appartenere come fosse un vestito). Il concetto è diffuso da NU e EU come dato acquisito, influenzando le idee senza che di tale influenza ci si renda conto. Occorre la complicità della politica e dei media. In Germania per esempio il condizionamento sui giovani è di pratica attuazione con programmi pianificati da un gruppo di lavoro interministeriale con consulenza dell'Un. di Berlino per impartire ai bambini l'istruzione sessuale dagli asili nido alle scuole, sottraendola ai genitori. Dai 10 anni vengono attuata propaganda e addestramento all'omo-bi e transessualità. Temi da svolgere: "Tu sei Peter, 29 anni, incontri un amichetto che ti piace. Come lo dici ai genitori?"-"Tu sei Evelyn Meier, 19 anni vuoi contrarre un patto di solidarietà con Katrin. Il pastore evangelico S.ra Shultz volentieri vi sposerà in chiesa."

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