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Dsk recita il mea culpa in tv: "Colpe morali, no violenze"

L'ex direttore dell'Fmi a Tf1 nega l'accusa di stupro e non esclude che sia stata "una trappola". Fuori da corsa all'Eliseo

Dsk recita il mea culpa in tv:  "Colpe morali, no violenze"

Lo scandalo sesuale è "una colpa morale" nei confronti "di mia moglie, dei miei figli e anche dei francesi". Per la prima volta, dopo il suo rientro a Parigi, Dominique Strauss-Kahn parla della vicenda giudiziaria americana che lo ha coinvolto. E dalla quale è stato scagionato, con la caduta dell'accusa di violenza sessuale nei confronti di Nafissatou Diallo, alias Ophelia, la cameriera dell'Hotel Sofitel di New York che lo aveva incastrato. L'ex direttore del Fondo monetario internazionale ed ex (?) possibile candidato socialista alla presidenza della Repubblica transalpina, ha parlato domenica ai microfoni del telegiornale delle 20 di TF1, la prima rete televisiva d'Oltralpe. Si è trattato di "un errore nei confronti di mia moglie e dei miei figli", ha detto. Per la corsa all'Eliseo, "ho mancato il mio io appuntamento con i francesi. Che avevano fiducia in me". E poi ha confermato che non si presenterà alle elezioni presidenziali del 2012 come candidato del Partito socialista: "Avrei voluto, ma non lo farò", ha detto. 

"Nessuna violenza" - "Quanto accaduto non ha nulla a che fare con la violenza, né con aggressioni, né altri atti criminali, come è stato riconosciuto dalla Procura di Manhattan. Ma quello che è successo non è solo una relazione inappropriata, è un errore", ha risposto DSK alla giornalista che gli ha chiesto chiarimenti sulla famosa notte del 14 maggio scorso nell'hotel di Manhattan. "Ho avuto paura, molta paura - ha raccontato -. Quando sei preso in un meccanismo del genere hai l'impressione che possa farti a pezzi. Sono stato umiliato". Strauss-Kahn non ha escluso, davanti alle telecamere, che possa essersi trattato di "una trappola, una cospirazione". Ma "se ho potuto resistere - ha aggiunto - è grazie a mia moglie Anne Sinclair, una donna straordinaria, senza di lei non ce l'avrei fatta".

Il caso Banon - Quanto alle accuse della giornalista francese Tristane Banon, Strauss-Kahn ha definito la vicenda "immaginaria". Una ricostruzione "calunniosa - ha detto - non ci fu nessuna aggressione, nessuna violenza". La donna, figlia di un dirigente socialista, sostiene invece da anni che l'ex direttore del Fmi la aggredì nel febbraio 2003 nel corso di una intervista nell'appartamento dell'uomo. Davanti la sede parigina dell'emittente TF1, cinquanta persone hanno atteso l'arrivo dell'economista, manifestando con slogan e cartelli a sostegno delle dignità delle donne.




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Commenti all'articolo

  • blu521

    19 Settembre 2011 - 15:03

    E' proprio vero: nemo propheta in patria. Da noi si libera un posto da Presidente della Repubblica tra un paio d'anni, ci faccia un pensierino! Ma si sbrighi, occorre la cittadinana, il resto è perfetto. Chissà come sara contento il nano!

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  • S.Winston

    19 Settembre 2011 - 10:10

    Venga qui da noi, che più ne combini e più sei votato....

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