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Le ricette (indigeste) del G20 Economisti, è bluff continuo

Alla riunione di Washington i ministri e i banchieri s'impegnano ad affrontare la crisi. Ma non ci crede più nessuno

Le ricette (indigeste) del G20 Economisti, è bluff continuo
A Washington i Paesi più potenti del mondo varano misure per affontare la crisi. I ministri delle Finanze e i banchieri centrali degli Stati del G20 si sono impegnati a dare "una risposta internazionale forte e coordinata per trattare le sfide rinnovate che incontra l’economia mondiale", aiutando le banche. Nel dettaglio il fondo salva-Stati supporterà gli aumenti di capitale degli istituti più fragili, ed entro metà ottobre arriverà un nuovo intervento da parte dei Paesi dell'Eurozona. In questo modo i ministri del G20 hanno accolto le richieste del Fondo monetario internazionale, secondo il quale a breve saranno necessarie delle ricapitalizzazioni per le banche europee. Il consesso di Washington, inoltre, prevede a causa della crisi del debito europea costi per le banche che potrebbero aggirarsi intorno ai 300 miliardi di dollari.

Ricette inutili - I ministri delle finanze e i governatori centrali delle banche, dal G20, cercano così di dare una "risposta forte e coordinata per affrontare le nuove sfide dell'economia mondiale", e prendono l'impegno a varare "tutte le misure necessarie per preservare la stabilità del sistema bancario e dei mercati finanziari". L'impegno dei Paese europei è stato accolto con favore dagli Stati Uniti. Peccato però che sia dal 2008 - o meglio, da prima, ovvero da quando la bolla dei mutui subprime era stata cavalcata fino a far impledere il sistema - che le ricette di economisti e banchieri vengono puntualmente vomitate dai mercati. La spirale negativa sembra non avere fine - l'ultimo, scontato, detteglio sta nel donwgrade da parte di S&P's degli istituti di Atene -, e le risposte di Unione europea e Stati Uniti paiono essere inadeguate.

Giù le Borse - Il ritornello insomma non cambia. Il G20 si dice pronto a un'azione "forte e decisa" contro la crisi. Le Borse riaprono le contrattazioni e guadagano parte del terreno perduto nella seduta di giovedì: l'ennesimo fuoco di paglia, un nuovo ineludibile rimbalzo tecnico. Intorno a metà seduta - non ci sono consessi né G20 né ricette che tengano - risprofondano in territorio negativo". Da Washington si continua a insistere per "aumentare la flessibilità dell'Efsf (il fondo salva-Stati, ndr) e massimizzare il suo impatto per gestire il contaggio" ma la sorte di Atene sembra essere segnata: la Grecia esclude un default pilotato, ma a detta di molti esperti il Paese ellenico è già fallito. "Le politche monetarie manterranno la stabilità dei prezzi e continueranno a sostenere la crescita", concludono da Washington, ma gli eocnomisti paiono continuare a predicare nel deserto.


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Commenti all'articolo

  • vgrossi

    23 Settembre 2011 - 13:01

    l' inatteso comunicato della Presidenza del G20, ieri sera dopo la cena (alle 23 ora locale) ha smosso la situazione. I mercati hanno aperto bene, poi sono andati a piombo, e la Germania è la peggiore. A mio avviso questo significa una specie di ultimatum verso il G20, vale a dire o che si decidano a fare qualcosa di efficace e SUBITO, o si salvi chi può. Si dice che il ministro greco delle finanze abbia dichiarato che un default del 50% da parte della Grecia è sul tavolo (Reuters). In poche parole, c'è "tempo" fino a domenica, credo. Una riflessione personale : dato che parlare di "risistemazione immediata" del debito degli Stati è possibile solo via un intervento delle Banche Centrali (o dell' EFSF che è lo stesso), la strategia cara alla BCE (tassazione per ridurre il debito) si è rivelata pateticamente insufficiente. Un intervento immediato comporta una spesa sostanzialmente illimitata, quindi, a mio parere, una svalutazione collettiva, il che è meglio di 20 anni di agonia,credo.

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