Cerca

Incidente in Afghanistan Muoiono tre soldati italiani

Dopo il primo militare, deceduti anche i due feriti. Tragedia vicino alla base Folgore di Herat. Difesa: "Nessun conflitto a fuoco"

Incidente in Afghanistan Muoiono tre soldati italiani
Sono morti tutti e tre i soldati italiani coinvolti a Herat in un incidente a poca distanza dalla base del contingente in Afghanistan. In un primo momento il bilancio era di un morto e due feriti gravi. Non si è trattato di un attentato, ma di un incidente stradale. Il mezzo su cui viaggiavano, un Lince, si è ribaltato venerdì mattina intorno alle 11.20 italiane. Massimo Fogari, portavoce del Ministero della Difesa, ha chiarito che "non c'è stato conflitto a fuoco". Tutte e tre le vittime appartenevano alla Folgore. Con i tre morti, salgono a 44 i militari italiani uccisi in Afghanistan, a partire dall'inizio della missione nel 2004.

Le vittime -
I tre militari morti nell'incidente sono il tenente Riccardo Bucci, 34 anni, di Milano, in servizio presso il Reggimento lagunari Serenissima di Venezia; il caporal maggiore scelto Mario Frasca, 32 anni di Foggia, in servizio al Quartier generale del Comando delle forze operative terrestri di Verona; il caporal maggiore Massimo Di Legge, 28 anni, di Aprilia (Latina), in servizio presso il Raggruppamento logistico centrale di Roma.

La dinamica -
E' il generale Massimo Fogari, portavoce dello Stato maggiore della Difesa, a riferire a Sky la dinamica dell'incidente avvenuto a Herat: "I 3 militari erano a bordo di un Lince, appartenevano ad una unità affiancata all'esercito afghano e stavano muovendo verso il comando italiano in Afghanistan. Si è trattato di un mero incidente stradale" avvenuto su "una via molto ma molto trafficata". Quanto alla missione dei militari deceduti, spiega Fogari, era quella "che normalmente noi, in gergo militare, chiamiamo missione di collegamento. Semplicemente andare da un capo all'altro per dare informazioni logistiche-amministrative".

Messaggi di cordoglio - Subito i primi messaggi di solidarietà da parte del mondo politico: "Prendo parte al dolore delle famiglie dei nostri tre ragazzi deceduti in un incidente in Afghanistan. A loro e a tutti i militari impegnati nelle operazioni di  pace in quel Paese e in altre parti del mondo va la riconoscenza mia e di tutti gli italiani" queste le parole del premier, Silvio Berlusconi. E non tarda ad arrivare anche il messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che "appresa con profonda commozione la notizia del grave incidente stradale in cui hanno perso la vita tre militari italiani mentre assolvevano i propri compiti operativi nell'ambito della missione internazionale per la pace e la stabilità in Afghanistan, esprime - rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese - i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari dei militari caduti. Da New York - dove si trova per rappresentare il governo italiano all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite - il ministro degli Esteri, Franco Frattini, esprime il proprio cordoglio: "La notizia della morte dei nostri soldati rappresenta un momento di dolore per l'Italia e per tutti coloro che - in diversi modi - sono impegnati nella costruzione di una pace duratura in Afghanistan. Questo dolore, tuttavia, non può e non deve arrestare il processo di transizione ormai avviato in Afghanistan e reso possibile anche grazie all’altissimo prezzo pagato dalle nostre Forze Armate". Così anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Il_Presidente

    24 Settembre 2011 - 01:01

    hanno svolto il proprio dovere, hanno anche dato la vita... ora richiamateli ed impegnateli per combattere la piaga dell'invasione clandestina!

    Report

    Rispondi

  • folgore38

    23 Settembre 2011 - 17:05

    No, cari miei,cosi non va ma proprio per niente.Un soldato e' un soldato : esegue gli ordini e fa quello che gli viene chiesto rispettando,sempre e dovunque,il giuramento di servire con fedelta' il proprio Paese e gli ordini che gli vengono dati dai suoi superiori. Servire la Patria , la bandiera, le Istituzioni e il corpo a cui appartiene con ONORE . Questo e' il dovere di ogni soldato.Morire per difendere il proprio Paese o per dare aiuto ad un popolo sfortunato : non cambia il risultato.Bisogna andare avanti fino al compimento degli impegni presi senza perdere il coraggio con il quale ci si offre volontario per una missione " in pace o in guerra " . Onore ai nostri ragazzi : ora ,sempre e dovunque. F O L G O R E !!!

    Report

    Rispondi

  • fustigor

    23 Settembre 2011 - 17:05

    Premesso che di fronte alla morte di un essere umano è doveroso, sempre e comunque, esprimere la solidarietà per la fine di una vita,detto questo è altrettanto doveroso, per un popolo che si definisce civile, rispettare i canoni della verità e serietà. Auspico quindi che prendendo spunto da questa ennesima disgrazia si ponga fine a quelle smodate e populiste manifestazioni di cordoglio nazionale cui ci hanno abituato i mezzi di informazione e soprattutto che non scappi fuori, ancora una volta, il solito prelato a celebrare ed esaltate delle immaginifiche figure di eroi.Tutti ormai sappiamo da anni che il personale militare, che partecipa a tali missioni, lo fa su base volontaria (non come gli americani, tanto per capirci) e dietro un sostanzioso compenso salariale sembra che qualche gola profonda (si parla di indennità mensili di 6000€/mese, in aggiunta allo stipendio base). In ambiente militare si vocifera persino di "raccomandazioni" per il reclutamento.AD ASTRA PER ASPERA,Fustigor

    Report

    Rispondi

  • Era

    23 Settembre 2011 - 14:02

    fate sentire la vostra voce...

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog