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Shalit libero: la scelta giusta "Vera lezione di civiltà"

"Chi salva una vita salva un mondo intero". Il commento del collaboratore di Libero, Vito Kahlun

Shalit libero: la scelta giusta "Vera lezione di civiltà"
Un israeliano vale mille palestinesi. E se a dirlo sono i fondamentalisti palestinesi di Hamas c’è da crederci. Quello che a molti sembra uno scambio improponibile per Israele è un affare. E il motivo è presto detto: quando l’ideale etico su cui si fonda il tuo Stato è quello per cui «chi salva una vita salva il mondo intero», non conta il prezzo che paghi, ma l’obiettivo che raggiungi. E salvare vite, in un contesto in cui chi ti circonda vuole la tua distruzione e la conversione di massa all’islam per tutta l’umanità, è l’unica cosa che abbia davvero un valore.

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Al di là di qualsiasi calcolo, ogni israeliano sa per certo che lo Stato non lo abbandonerà mai. Una garanzia indispensabile per tutti i ragazzi e ragazze che appena maggiorenni vanno a prestare servizio militare, per ben tre anni, in zone in cui li sgozzerebbero volentieri vivi, e una garanzia fondamentale per i loro genitori che non permetterebbero mai ai propri figli di vivere in uno Stato che non mettesse la vita umana davanti a qualsiasi calcolo politico. Israele non è solo un semplice scudo per tutti quegli ebrei che nel mondo rischiano la vita, ma è un avamposto dell’Occidente per la vita e la democrazia (il 20% dei cittadini israeliani sono musulmani, lo 0% dei cittadini degli Stati a maggioranza islamica è ebreo). 
Per garantire pace, vita e speranza alle future generazioni israeliane è necessario concepire la propria democrazia come unità di valori. Ed è questo che ha permesso di accettare un accordo che nella diplomazia del ricatto non sta né in cielo né in terra. Gilad Shalit in cambio non di palestinesi qualunque ma di terroristi e delinquenti condannati con regolare processo vuol dire mettere la sostanza davanti alla forma.

Quando i tuoi vicini dichiarano di volerti distruggere, quando arrivano a colpirti con 100 missili al giorno, devi fare i conti senza numeri e affidarti ai valori della tua civiltà. La liberazione di Shalit è anche una lezione di civiltà del popolo ebraico (a cui appartengo), e di tutto l’Occidente, al mondo islamico dei kamikaze: la vita è il valore supremo di fronte al quale non si mercanteggia.

di Vito Kahlun

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Commenti all'articolo

  • prt

    14 Ottobre 2011 - 09:09

    E' cio' che anche la Bibbia cristiana insegna....dare il privilegio alla vita di un uomo piuttosto che lasciarlo morire per punire chi riteniamo abbia commesso crimini. Anche se appare una scelta sbagliata da un punto di vista strategioco per una guerra, tuttavia Dio vuole che diamo la precedenza alla salvezza degli uomini....piuttosto che alle punizioni, ed essa si traduce anche nello scegliere di salvare un prigioniero liberando in cambio mille terroristi. Quindi capisco questa scelta che almeno e' spiritualmente giusta anche da un punto di vista cristiano ed umano in generale. INFATTI NON CI SONO NELLA APPLICAZIONE PRATICA DELLA VOLONTA' DI DIO TUTTE LE SUDDIVISIONI CHE SUPERFICIALMENTE CREDIAMO FRA L'EBRAISMO ED IL CRISTIANESIMO.Anzi su alcune cose come questa dovremmo anche noi cristiani ricordarci MEGLIO IN COSA REALMENTE NOI CREDIAMO....

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  • p.giorgio

    13 Ottobre 2011 - 17:05

    tenuto in ostaggio da 5 (cinque) anni, vale piu' di quella di 1000 (mille) palestinesi. Perchè nessuno vuole i palestinesi, nè gli occidentali, ne' gli arabi ? Perchè nessuno Stato mediorientale vuole i palestinesi? La risposta esiste, eccome! Basta conoscere un po' di storia.

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