Cerca

Battisti, il Brasile si pente: "Illegittimo il suo visto"

L'ex terrorista potrebbe venire espulso in un Paese terzo, ma non verrà restituito all'Italia: "Annullare il suo permesso"

Battisti, il Brasile si pente: "Illegittimo il suo visto"
Cesare Battisti potrebbe essere costretto a rinunciare alle sue scorribande sulle spiagge di Rio e alle interviste concesse a mezzo paradiso della stampa brasiliana per spiegare quanto sia perseguitato (dall'Italia) e quanto sia amato (da Lula). Dal Paese verdeoro arriva una notizia un po' a sorpresa: il Ministero pubblico federale di Brasilia, la procura federale, ha chiesto l'annullamento del visto di soggiorno permanente concesso all'ex terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo), che in Italia è accusato di quattro omicidi.

La questione, a livello burocratico, è pouttosto complessa. Ma in soldoni significa che Battisti, forse, dovrà lasciare il Brasile: non in direzione dell'Italia, bensì per la Francia o il Messico, Paesi in cui aveva precedentemente vissuto (o per qualsiasi altro Paese, purché non finisca in mano alle autorità italiane). Il punto è che per il procuratore Heringer il visto permanente ottenuto dal terrorista, che gli permette di restare in Brasile, sarebbe illegale e contrario allo Stratuto dello Straniero. Di norma, infatti, il visto permanente viene concesso solo a chi ha ricevuto asilo politico o rifugio e, inoltre, abbia avuto almeno due visti di lavoro consecutivi con aziende brasiliane. Una serie di circostanze che con Battisti non hanno nulla a che fare. Inoltre, non essendo Battisti stato estradato (anche se tecnicamente era "estradabile") risulta illegale la concessione del visto a uno straniero condannato in un altro Stato per un crimine passibile di estradizione in base alla legge Brasiliana.

Per il procuratore Heringer, inoltre, i delitti commessi da Battisti non sono di natura politica, bensì di natura comune. E anche se la decisione di Lula del dicembre 2010 - quando negò l'estradizione, decisione poi confermata dal Supremo Tribunale Federale - era eminentemente di natura politica, questo non alterà il fatto che i crimini dell'ex terrorista siano considerati di matrice comune. Per questo motivo la decisione di compromesso presa dal procuratore è quella che l'ex Pac debba lasciare il Brasile, ma per un paese 'ospitante', non insomma per l'Italia che vorrebbe far pagare a Battisti il suo conto con la giustizia. La trafila burocratica, tra ricorsi e controricorsi, potrebbe però protrarsi a lungo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Il_Presidente

    14 Ottobre 2011 - 21:09

    che esista un pezzente come questo.

    Report

    Rispondi

  • raucher

    14 Ottobre 2011 - 19:07

    Lo spediscono in paese terzo.... meglio , altrimenti dovremmo mantenerlo e sorbircelo alla tv a fare il divo. Spero che il paese terzo sia qualcosa del tipo Corea del Nord .

    Report

    Rispondi

  • graziella

    14 Ottobre 2011 - 16:04

    fategli fare uno scalo in in'Italia, rifornimento carburante, anomalia del motore, e fatelo scendere sul suolo italiano il delinquente che sghignazza ad ogni intervista, che si sente un dio circondato dall'imbecillità dei finti intellettuali, che sarebbe stato disposto ad uccidere se gli fosse stato chiesto! Ergastolo a vita e lavoro in miniera, altro che scrittore..

    Report

    Rispondi

  • fossog

    14 Ottobre 2011 - 15:03

    Battisti ? un pezzente/delinquente che in italia farebbe solo danni, e ci costerebbe di carcere senza rendere nulla in cultura. Il Brasile? un paese di favelas e di ignoranza diffusa, inutile perderci tempo. Certo che un delinquente deve essere punito, ma chi punisce davvero non fà teatrini sui delinquenti puniti come invece facciamo noi, buttando risorse e facendo ammuine. Anche sui pirati somali arrestati qualche giorno fà, abbiamo già l'ammuina napoletana della nostra pseudo-giustizia. Per una dozzina di selvaggi, nemmeno italiani, già abbiamo buttato soldi per una video conferenza con la nave che li detiene, ora ci manca il solito giudice che va in vacanza in kenia per interrogarli, e poi dulcis in fundo che ce li portiamo in casa nostra questi pesi morti.... e così l'ennesimo TEATRINO TRAGICO ITALIANO SI SARA' CONSUMATO A NOSTRE SPESE.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog