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La Ue difende l'embrione umano grazie ai Verdi e Greenpeace

Bruxelles: "Vietato brevettare medicinali ricavati da procedimenti che distruggono embrioni". Ecco dove nasce l'iniziativa

La Ue difende l'embrione umano grazie ai Verdi e Greenpeace
L’embrione umano viene riconosciuto come entità da non distruggere. Non lo rivendicano i gruppi cattolici, gli ultras della vita o il Vaticano. Lo dichiara una sentenza europea, dando ragione a Greenpeace e ai Verdi tedeschi, in questo caso su inedite posizioni pro-life. È vietato brevettare medicinali ricavati da cellule staminali con procedimenti che comportano la distruzione degli embrioni emani. È quanto ha stabilito una sentenza della Corte di giustizia della Ue, che si è espressa sul caso di un trattamento che combatte il morbo di Parkinson brevettato dal ricercatore tedesco Oliver Brustle nel 1997.  La sentenza della Corte di Lussemburgo giunge nell’ambito di una causa in cui Greenpeace aveva contestato -sostenuta anche dai verdi europei - la brevettabilità  di un procedimento che utilizza cellule staminali umane ma nel far ciò comporta la distruzione dell’embrione.  Per la Corte, in particolare, deve essere riconosciuta la qualifica di embrione umano anche all'ovulo non fecondato, «dal momento che la fecondazione è tale da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano».

Grande soddisfazione per la sentenza viene espressa dalla Chiesa e dal mondo cattolico. La  Commissione degli Episcopati della Comunità Europea «accoglie con favore la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea». Soprattutto perché, secondo i vescovi europei, si tratta di  «una chiara definizione scientifica dell’embrione umano» e «una pietra miliare nella protezione della vita umana nella legislazione europea, che molto probabilmente avrà un impatto positivo su concreti ambiti della politica come il finanziamento alla ricerca nell’Ue». «Una sentenza a   lungo auspicata e da accogliere con profonda soddisfazione»  perché   ribadisce «la piena dignità dell’embrione umano», commenta Antonio G. Spagnolo, direttore dell’Istituto di Bioetica   dell’Università cattolica di Roma.

Secondo il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella la sentenza  rappresenta «un traguardo importante, che mette un paletto contro il mercato del corpo umano». La Roccella sottolinea che la questione è stata sollevata da Greenpeace e dai Verdi europei, mentre quelli italiani «difendono il panda e non l’embrione, e non si rendono conto delle conseguenze di questa nuova economia sul corpo umano». Anche Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, rileva «l’insolita alleanza», a livello europeo,  tra parlamentari pro-life e verdi tedeschi.
 
Questa inedita alleanza, o comunque la “conversione”  a posizioni prolife, si sta realizzando anche in Italia. Un caso, in particolare, fa molto riflettere e lo ha ben sottolineato il vaticanista Sandro Magister nel suo blog settimo cielo. Dopo aver ribadito che il cardinale Bagnasco, nel forum a Todi delle associazioni cattoliche, fortemente sponsorizzata dal Corriere della Sera, ha messo a tappeto proprio il giornale di via Solferino, <talmente ostinato a dettare una via politica, la sua, ai cattolici italiani>, Magister fa sapere che il Corriere  ha <rifiutato di pubblicare – alla vigilia di Todi – quel “manifesto” dei quattro intellettuali di area Pd che chiede al loro partito di mettere al centro della nuova politica proprio “l’emergenza antropologica” rappresentata dai principi non negoziabili richiamati da Bagnasco e da Benedetto XVI. Il manifesto di Giuseppe Vacca, Mario Tronti, Paolo Sorbi e Pietro Barcellona scompagina infatti il disegno del “Corriere” sul versante della sinistra, tanto quanto il cardinale Bagnasco lo mette in fuga sul versante cattolico>.

di Caterina Maniaci

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Commenti all'articolo

  • GMTubini

    19 Ottobre 2011 - 21:09

    Non ci speri: "Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno." 1Giovanni 5,19. Cordiali saluti!

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  • claudionebridio

    19 Ottobre 2011 - 13:01

    Volevo dire: "sterminati nei ventri materni a centinaia di milioni" e ciò in nome della "salute riproduttiva della donna", eufemismo dell'ONU per definire l'aborto libero. Le lobbies che dominano l'EU fino ad ora avevano sempre cercato di diffondere l'abortolibero in base al trattato CEDAW delle NU, per cui desta meraviglia questo improvviso mutamento d'indirizzo, abbinabile all'altra notizia (che i giornali si guardano bene dal divulgare per non "offendere" il femminismo dilagante) che la EU sta spingendo per far assumere uomini come insegnanti essendo le scuole completamente femminilizzate con tutte le conseguenze derivanti perchè i ragazzi non hanno più riferimenti maschili, nè sanno cosa sia più il principio di autorità: dal bullismo alla mancanza di autofiducia (e di autostima perchè il femminismo che impervenza tende a denigrare e minimizzare il lato maschile della società). Divieto di usare embrioni significa quindi anche eliminare la vergogna umana dell'aborto libero?

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  • claudionebridio

    19 Ottobre 2011 - 11:11

    La cosa strana è che la Commissione Europea è in mano alla massoneria e agli ultralaicisti (alla Umberto Veronesi, per intenderci) e che l'ecologismo ideologico è alla base del processo tendente a creare sulla terra (Gaia) il ritorno al paganesimo della dea Madre (vedere libri di Al Gore che per questo ha ricevuto il Nobel) appoggiato dalle Nazioni Unite ed EU, usando il radical-femminismo per distruggere ogni principio etico: lafamiglia "patriarcale" deve essere distrutta assieme al cristianesimo; la maternità è per la donna un "handikap della natura" che non le permette diaffermarsi nella vita; il principio maschiledeve essere soppresso e l'aborto liberalizzato ( l'uomo è un "parassita" che appunto impedisce a Gaia di svilupparsi). Quindi ecologismo ideologico ultralaicista e pro-aborto (appoggiato dalla massoneria, coerentemente alla "gnosi"). Che qualcuno stia cominciando finalmente a provare disgusto per tutto ciò (centinaia di esseri umani sterminati nei ventri materni)?

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