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AddioRaìs Danza macabra intorno al corpo Video e immagini dell'ultimo Colonello

Il mondo turbato da foto e video del linciaggio di Gheddafi. Giusto farle vedere? Difficili da digerire, ma scrivono un pezzo di storia

AddioRaìs Danza macabra intorno al corpo Video e immagini dell'ultimo Colonello
Il dibattito è acceso, è aspro. Duro almeno quanto le immagini arrivate da Sirte, in Libia, e che hanno scosso le coscienze di tutti noi. Muammar Gheddafi è morto. Il Raìs è stato catturato, ferito, linciato. La guerra, almeno quella guerreggiata e più sanguinosa, è vicina alla fine. Nell'epoca di internet, cellulari e videofonini, le immagini dell'orrore, del corpo del Colonnello straziato, in fin di vita, calpestato e ucciso, hanno fatto in pochi secondi il giro del mondo. E su queste fotografie, su queste immagini, si alimenta la discussione.

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Le polemiche
- "Con Gheddafi, - scrive il Sir, il Servizio di informazione religiosa - il volto insanguinato del leader libico è arrivato in tutte le case all'ora di cena. Il suo corpo buttato lì, su una camionetta, si vede un po' ovunque. Non solo: ci sono anche i filmati di un Raìs ferito e sanguinante che probabilmente implora pietà". "Immagini crude - commenta l'agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei -, come è cruda questa nostra società, che divora immagini e notizie, una dietro l'altra, spesso anche senza metabolizzarle". "La morte di Gheddafi e la sua ostentazione parlano di vendetta", conclude critica la nota del Sir, che ricorda come nel caso della morte di Osama Bin Laden, il governo americano decise di non mostrare quelle immagini forti. Sulla stessa linea anche Roberto Rao, capogruppo dell'Udc in Commissione di Vigilanza Rai: "Capisco tutte le esigenze legate alla necessità di garantire la cronaca di eventi così importanti e non intendo in alcun modo neanche ventilare l'ipotesi di censura, ma mi domando se per ogni bambino che sta vedendo le immagini di Gheddafi, trasmesse a ripetizione anche in fascia protetta, ci sia un adulto in grado di spiegare quale sia la realtà dei fatti". E l'associazione dei telespettatori cattolici Aiart, per bocca del presidente Luca Borgomeo, dice "no all'ostentazione del corpo di Gheddafi. Serve un po' di pietas anche per il dittatore".

La posizione di Libero - E' giusto mostrarle? Probabilmente sì. Il sangue e la violenza fanno male. E' comprensibile, e corretto, che in molti vogliano evitarle. Ma gli ultimi frammenti della vita del Raìs scrivono un pezzo di storia, andranno a illustrare le pagine dei manuali sui quali studieranno i nostri figli. Quegli scatti, quei filmati, entrano di diritto nel novero di quelli che ricordano la fine delle grandi dittature, che segnano svolte secolari. Ci ricordiamo le immagini terribili di Benito Mussolini a Piazzale Loreto, quelle di Nicolae Ceausescu dopo la fucilazione in Romania, quelle del presidente liberiano torturato e suicida, Samuel Doe, e ancora, più recenti, quelle dell'impiccagione di Saddam Hussein. Abbiamo così deciso di raccogliere tutte gli scatti della violenza, della furia, dell'opinabile linciaggio a cui si è abbassata la costola libica della Primavera araba. Sono immagini toccanti, strazianti e in certi casi rivoltanti. Ma la morte violenta di Gheddafi e la guerra in Libia sono già un pezzo di storia legata a doppio filo con quella del nostro Paese e con quella dell'Europa intera.

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Commenti all'articolo

  • Armadillo

    22 Ottobre 2011 - 23:11

    delle popolazioni che "stanno bene". Certo, c'era e c'è di peggio di Gheddafi, ma il soggetto in questione non era uno che si facesse scrupoli a trucidare la propria gente e non ha esitato ad ingaggiare mercenari disposti a sparare sulla gente inerme. Del resto un popolo non si ribella per l'aria che tira. Per non parlare dei finanziamenti a gruppi terroristici palestinesi, legati all'IRA, ecc. Gheddafi, come tutti i dittatori, era un vigliacco e quando se l'è vista brutta ha detto che avrebbe distribuito i proventi petroliferi alla popolazione. Dopo quasi mezzo secolo di dittatura quella promessa suonò come l'ennesima presa per i fondelli di un dittatore ormai anacronistico e incapace di articolare un discorso logico. I libici hanno davanti una grande sfida: dimostrare che sono in grado di darsi un futuro democratico. So che non è politically correct dire che Gheddafi era un bastardo ed ha avuto la fine che meritava, ma così è.

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  • raucher

    22 Ottobre 2011 - 18:06

    definendo barbari i libici. In fin dei conti Mussolini ebbe lo stesso brutale trattamento da macelleria dagli italiani , ora tanto schizzinosi.

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  • Bobirons

    22 Ottobre 2011 - 13:01

    Forse in termini temporali, non storici. che dire dei "governanti" del Myanmar, di Cuba, del Venezuela, della Bielorussia, di diversi staterelli asiatici, africani e, perchè no, euroasiatici ?

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  • conchito

    22 Ottobre 2011 - 13:01

    ‎"Quando mi dissero che il cadavere di Mussolini era stato portato a piazzale Loreto, corsi con mia moglie e Filippo Carpi. I corpi non erano appesi. Stavano per terra e la folla ci sputava sopra, urlando. Mi feci riconoscere e mi arrabbiai: «Tenete indietro la folla!». Poi andai al CLN e dissi che era una cosa indegna: giustizia era stata fatta, dunque non si doveva fare scempio dei cadaveri. Mi dettero tutti ragione: Salvadori, Marazza, Arpesani, Sereni, Longo, Valiani, tutti. E si precipitarono a piazzale Loreto, con me, per porre fine allo scempio. Ma i corpi, nel frattempo, erano già stati appesi al distributore della benzina. Così ordinai che fossero rimossi e portati alla morgue. Io, il nemico, lo combatto quando è vivo e non quando è morto. Lo combatto quando è in piedi e non quando giace per terra". SANDRO PERTINI - I grandi uomini si riconoscono anche da piccole decisioni di grande buon senso.

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