Cerca

Obama: A Natale via dall'Iraq Manterrà una promessa?

Il presidente degli Stati Uniti annuncia il ritiro definitivo: sarebbe uno dei pochi punti del programma del 2008 realizzati

Obama: A Natale via dall'Iraq Manterrà una promessa?
Barack Obama annuncia il ritiro dall'Iraq. "Oggi posso annunciare quello che era stato promesso: tutte le nostre truppe saranno a casa per Natale. Dopo quasi nove anni la guerra in Iraq è finita. La marea della guerra si ritira". Così il presidente degli Stati Uniti ha annunciato che le restanti truppe americane in Iraq rientreranno in patria entro il 2011. Obama ha letto un comunicato alla Casa Bianca dopo aver parlato in videoconferenza con il primo ministro iracheno, Nuri al-Maliki.

Manterrà una promessa? - Con questa decisione, forse, Barack riuscirà a mantenere almeno uno degli impegni che aveva preso nella campagna elettorale del 2008 (anche la tanto strombazzata riforma sanitaria, infatti, dopo essere stata depotenziata dalla battaglia in Congresso prima e dalle decisioni degli Stati poi, pare non avere la necessaria copertura economica). "Da candidato lo avevo promesso - ha spiegato Obama -. Quando mi sono insediato ho varato una nuova strategia per ridurre il numero di truppe sia in Iraq sia in Afghanistan. I soldati andranno via a testa alta e orgogliosi del loro successo".

Il contingente - "Ora - ha proseguito dalla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti - inaugureremo una nuova fase nei rapporti tra Usa e Iraq, ci sarà una relazione normale tra i due Paesi. Aiuteremo l'Iraq ad addestrare e ad equipaggiare le truppe irachene. Gli Stati Uniti vogliono che l'Iraq diventi un Paese sovrano, sicuro e stabile".  In Iraq, ad oggi, ci sono ancora 40mila soldati a stelle e strisce, un contingente decisamente ridotto rispetto a quello del marzo 2003, quando le truppe che invasero il Paese di Saddam Hussein ammontavano a 150mila unità. Nei quasi nove anni che sono passati dall'inizio delle ostilità sono caduti 4.400 soldati.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • 44carlomaria

    23 Ottobre 2011 - 12:12

    Obama, Obama.... Obama del buco del 23! Lo dissi appena eletto e purtroppo non ero un visionario. Dal 1950 è stato il peggior presidente USA e getta. Aveva tante pseudo doti a suo favore, la principali essere di sinistra ed essere abbronzato. Purtroppo per bontà ora dico che è sfigato. Ai posteri l'ardua sentenza. Asvedommia

    Report

    Rispondi

  • jerico

    23 Ottobre 2011 - 11:11

    Non nutro simpatie per il regime iraniano degli ayatollah,tutt'altro, ma quando dicono che gli USA sono il ''grande Satana'' ,mi soffermo un attimo e sono colto da dubbi.Non possiamo negare che gli USA ,oggi, sono impegnati militarmente in molte parti del mondo,e dove sono presenti,cadono Governi, dittature,ci sono conflitti piccoli o grandi, come mai?Si suole dire che non esistono guerre di religione ,ma guerre per il controllo dei mercati,e forse questo il vero motivo della presenza militare americana nel mondo.L'Italia non è una dittatura nordafricana, eppure sono stati molti i tentativi di estromettere il Premier dal potere (i vari lanci -vedasi treppiede-souvenir -escort) allo scopo di interrompere il fealing con la Russia(petrolio e gas). Mi auguro solamente, che nel caso di future elezioni politiche(anticipate o nel 2013) ,il Cav. non ci lasci la pelle, magari a mezzo di un finto black bloc,o no-global o qualche irresponsabile dei centri sociali.

    Report

    Rispondi

  • Borgofosco

    22 Ottobre 2011 - 11:11

    Ora che gli italiani hanno perso la faccia, prima in Iraq e successivamente in Libia, Barack Obama presenterà il conto a quelle pseudo potenze europee (Francia e Germania)e si 'papperà' la maggior parte dei profitti che trarrà dalla caduta di Gheddafi. La politica 'amerikana' modificatasi, nei confronti dell'Italia, dopo che George Bush ha lasciato la Casa Bianca, ha inguaiato Berlusconi al punto di non sfavorire i tentati golpe del dicembre scorso e quelli di questi giorni. L'amicizia di Silvio con Putin, soprattutto la politica petrolifera del governo italiano, ha dato fastidio agli Usa. Obama all'inizio del suo mandato ha assecondato l'alleato fedele come si era dimostrato l'Italia. Ora gli italiani, dopo aver gettato al vento milioni di euro per guerre a cui non erano interessati minimamente, subiscono la beffa di essere costretti, dall'Onu, ad accogliere profughi e clandestini senza ricevere nulla in cambio. E' il caso di modificare la politica estera italiana?

    Report

    Rispondi

blog