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Turchia, terremoto e disastro Ma rifiuta gli aiuti di Israele

La terra trema nella regione montuosa di Van, al confine con l'Iran. Centinaia di feriti e dispersi, bilancio drammatico

Turchia, terremoto e disastro Ma rifiuta gli aiuti di Israele
La Turchia in ginocchio per il devastante terremoto di magnitudo 7.2 che ha colpito domenica pomeriggio l'est del Paese, nella zona del lago di Van: si temono oltre mille morti, i feriti sono già centinaia. Nella provincia montagnosa al confine con l'Iran, zona altamente sismica, sono crollati decine di edifici e per tutta la serata di ieri sono continuate le operazioni di scavo per salvare la gente intrappolata sotto le macerie. Tra le vittime non ci dovrebbero essere italiani. La scossa principale è avvenuta poco dopo le 13.30 locali con un epicentro localizzato a 17 chilometri di Van, città di quasi 380mila abitanti. Subito dopo, uno sciame di oltre 70 scosse di assestamento, di cui due di magnitudo 5.6 nell'arco di un'ora e una da 5,1 ancora in serata, seguita da una da 6,1 nella notte. Il vicepremier turco Besir Atalay ha riferito che il sisma ha abbattuto circa dieci edifici a Van e tra i 25 e i 30 nella vicina di Ercis, dove però giornalisti hanno contato un'ottantina di palazzi e case distrutte. L'Istituto sismologico Kandilli ha stimato in mille gli edifici danneggiati, per una previsione di vittime che oscilla tra le 500 e le mille. Offerte di aiuto sono subito giunte fra l'altro da Nato, Cina, Giappone, Usa (il presidente Obama ha detto di seguire l'evento "con grande preoccupazione") e anche da Israele, nonostante la crisi diplomatico-militare tra Tel Aviv e Ankara. Il presidente turco Abdullah Gul ha però declinato le offerte.


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