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Usa, i democrat per vincere devono liberarsi di Obama

Secondo un sondaggio di 'Time' Hillary Clinton straccherebbe tutti i candidati repubblicani. Barack è invece un palla al piede

Usa, i democrat per vincere devono liberarsi di Obama
Negli Stati Uniti (e non solo) lo chiamano il «rimorso dell’acquirente». Quello che prova chi ha scelto un prodotto ma col senno di poi ne vorrebbe un altro. È quanto sta succedendo fra i democratici americani, sempre più scontenti della presidenza di Barack Obama. Così molti rimpiangono di non aver scelto Hillary Clinton nel 2008, quando le primarie del partito dovevano decidere chi avrebbe corso per la Casa Bianca. Come tutti sanno, allora vinse Obama, ma oggi non sarebbe così. La Clinton avrebbe la via spianata per il 1600 di Pennsylvania Avenue, diventando la prima donna a ricoprire il ruolo più importante del mondo.
Un sondaggio del prestigioso settimanale Time mostra come il segretario di Stato, se si candidasse alle presidenziali del 2012, vincerebbe a mani basse con qualsiasi sfidante repubblicano: batterebbe infatti l’ex governatore del Massachusetts, Mitt Romney, con un sonoro 55 a 38 per cento, e ancora meglio con un 58 a 32 per cento il governatore del Texas, Rick Perry, e con un 58 a 32 per cento l’uomo d’affari della Georgia, Herman Cain. Una situazione ben diversa da quella dell’attuale presidente. Secondo lo stesso sondaggio, Obama otterrebbe invece il 46 per cento contro il 43 di Romney, il 50 contro il 38 di Perry e il 49 contro il 37 di Cain. Nel caso di Romney si tratta di numeri che non lasciano un margine di vittoria sicuro. Tutt’altro, per il presidente in carica si prospetta un testa a testa in molti Stati.

Cresce il panico
Altri sondaggi usciti nelle ultime settimane sono ancora più preoccupanti per i democratici. Come quello pubblicato dal Washington Post, secondo cui solo il 37% degli americani crede che Obama riuscirà a essere rieletto nel 2012, e ben il 55% prevede che il prossimo inquilino della Casa Bianca sarà un repubblicano. Nel partito si sta quindi diffondendo il panico e non mancano i deputati che vorrebbero le primarie democratiche. «Servirebbero a stimolare un po’ di più il presidente e i suoi collaboratori e forse ci ridarebbero il candidato che avevamo tre anni fa», ha dichiarato Peter DeFazio, membro della Camera dei Rappresentanti.

Ma lei dice no
Anche altri la pensano come lui ma una candidatura della Clinton al posto di Obama resta comunque solo un sogno, anche se i giornalisti americani continuano a parlarne. Il capo della diplomazia ha ribadito più volte che non punta alla presidenza e non intende nemmeno svolgere un secondo mandato come segretario di Stato, in caso di una rielezione di Obama. Esclusa anche la possibilità che diventi ministro della Difesa o vice-presidente. Quest’ultima opzione era circolata qualche tempo fa: creare un «ticket» Obama-Clinton, per rafforzare i consensi dell’attuale presidente. «Penso che essere segretario di Stato sarà il mio ultimo incarico pubblico», ha detto la Clinton in un’intervista. «Del resto questo è il miglior incarico che posso immaginare, un incarico difficile ed esigente ma anche pieno di gratificazione». In futuro vorrebbe dedicarsi alla scrittura e alla difesa dei diritti delle donne nel mondo.

di Alessandro Carlini

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Commenti all'articolo

  • autores

    29 Ottobre 2011 - 21:09

    Obama non vale quanto voi e mi sa' che alla Presidenza di Stato fara' fallimento completo,ha chiesto troppe volte soldi invece di offrirli,Obama e' un Bluff sostituibile e se e' il nuovo Presidente Federale anche se Repubblicano e la Norvegia ha interesse a me io la faccio entrare proprio da com'e' che io ho fatto con tutti voi,chi prima e chi dopo.

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  • jerico

    29 Ottobre 2011 - 15:03

    Che cantonate prendono gli americani!Quando alla Casa Bianca ci sono i Democratici, gli USA s'impelagano nei guai; negli anni 70' ,contrasto con gli ayatollah iraniani( Carter)-guerra nella ex Jugoslavia( Clinton)-guerre Nordafrica e ''primavere arabe'' (Obama):del resto dalla sinistra americana cosa dobbiamo aspettarci?Tale e quale la nostra sinistra,guerrafondai di professione.

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