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G20, la bozza del piano d'azione

I leader dei paesi più industrializzati hanno riassunto in sei punti le azioni che gli stati devono intraprendere per uscire dalla crisi

G20, la bozza del piano d'azione
Sei punti per rafforzare le basi di medio periodo per la crescita. E' quanto prevede la bozza di Piano d'azione del G20, secondo cui "le azioni per affrontare i rischi immediati per la ripresa devono essere completate da riforme ampie e costanti per rafforzare la fiducia, per aumentare la produzione globale e creare posti di lavoro". "L'economia globale - si legge nel testo - è entrata in una fase nuova e difficile. La crescita globale si è indebolita, i rischi di rallentamento sono aumentati e la fiducia è diminuita", mentre l'"incertezza sulla sostenibilità dei livelli di debito pubblico in alcune economie avanzate è aumentata". In questo contesto, i leader del G20 hanno concordato sei punti a sostegno della crescita: impegno per consolidamento fiscale, impegni per sostenere la domanda privata nei Paesi attualmente in surplus e, dove opportuno, per spostare la domanda dal settore pubblico a quello privato nei Paesi in deficit, riforme strutturali per sostenere la crescita e la creazione di posti di lavoro nei Paesi del G20, riforme per rafforzare il sistema finanziario nazionale e globale, misure per promuovere il commercio estero e gli investimenti, respingendo il protezionismo in tutte le sue forme, e, infine, azioni per promuovere lo sviluppo.

"In Europa - si legge ancora nella bozza circolata a Cannes - i rischi del debito sovrano in alcuni Paesi hanno provocato una difficile dinamica di aumenti dei costi di interesse e di tensioni nel sistema bancario, che stanno adesso pesando sulla fiducia e sull'economia reale nell'area euro. Le previsioni di crescita nell'eurozona adesso sono più deboli e la disoccupazione più alta". Ancora, il G20 nota come negli Stati Uniti "la ripresa sia più bassa di quanto previsto" e che, in questo contesto, "una maggiore certezza e determinazione sul consolidamento di bilancio di medio periodo contribuirà al rafforzamento della crescita". Quanto alle economie emergenti, "ci sono chiari segnali di rallamentamento della crescita dal momento che gli sviluppi nelle economie avanzate cominciano a pesare su questi Paesi". Tra l'altro, "la mancanza di flessibilità nei tassi di cambio in alcuni Paesi limita le opzioni politiche per affrontare questi rischi". Di fronte a queste sfide, affermano i leader del G20, siamo d'accordo che "una cooperazione rafforzata nella politica internazionale sia ora necessaria" e per questo è stato concordato «un Piano d'azione per affrontare le vulnerabilità di breve periodo e per rafforzare le basi per la crescita nel medio termine". "Siamo fermamente impegnati a sostenere la ripresa, ad assicurare la stabilità finanziaria ed a ripristinare la fiducia", affermano ancora, assicurando che "il nostro obiettivo finale è di creare più e migliori posti di lavoro per i nostri cittadini, per promuovere l'inclusione sociale in tutti i Paesi e per sostenere lo sviluppo e la riduzione della povertà, in particolare nei Paesi meno sviluppati".

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