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Protesta choc contro l'Islam Blogger egiziana nuda sul web

La ventenne del Cairo si è fatta scattare otto foto senza veli e le ha messe in rete in nome della libertà. Centomila click in poche ore

Protesta choc contro l'Islam Blogger egiziana nuda sul web
Centomila click in pochissimi giorni per vedere le foto di una ventenne del Cairo, studentessa alla American università che si è spogliata in nome della libertà di espressione. Aliaa Magda el Mahadi, che su Twitter usa il suo vero nome, si definisce "laica, liberale, femminista, vegetariana, individualista, egiziana" e non si è fatta alcun problema a togliersi i vestiti di dosso e mettere quelle  immagini provocanti sul suo blog sotto il titolo 'fan àry' (arte nuda).
Non tutti però hanno apprezzato. Ai tanti che sostengono il coraggio della sua provocazione, fanno da contraltare le polemiche di quanti le contestano l’iniziativa scandalosa in un paese nel quale si sta diffondendo sempre di più una interpretazione rigida dell'Islam e nel quale continuano ad aumentare il numero delle donne in niqab, il velo integrale, soprattutto dopo la rivoluzione. Fatto sta che Aliaa Magda, che si definisce atea dall'età di sedici anni,  è diventata una celebrità e sui social network  racconta il perché di quegli scatti: è “un grido contro la società della violenza, del razzismo, della molestia sessuale e dell'ipocrisia" scrive su Fb e giù una valanga di commenti. Molti dei quali esprimono anche preoccupazione che le foto di nudo possano irrompere nella campagna elettorale egiziana. "Speriamo solo che gli sheikh salafiti non se ne accorgano. Altrimenti accuseranno di questo tutti i liberali e i laici", scrive uno, mentre un altro posta il seguente messaggio: "questa è la faccia del secolarismo". "Sono completamente a favore dei diritti delle donne, ma #NudePhotoRevolutionary da un punto di vista laico è una stupidaggine. Come pensiamo di ottenere rispetto cosi?”, si chiede una internauta su twitter.
Le foto sono tutt'altro che pornografiche. Nella prima appare completamente nuda, in una immagine ingenua anche se indossa calze autoreggenti e ballerine rosse. Nell'ultima appare nella stessa posa, ma con pecette gialle che le coprono le parti intime, la bocca e gli occhi. "Ho scattato la foto io stessa nella casa dei miei genitori", rivela Aliaa su twitter e spiega che gli adesivi gialli rappresentano "la censura sulla nostra conoscenza, la nostra espressione e la nostra sessualità".

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Commenti all'articolo

  • libero

    15 Novembre 2011 - 14:02

    e solidarieta' per questo gesto simbolico dirompente da eroina di altri tempi,tanto piu' grande se si considera il contesto in cui avviene.sono pero' molto preoccupato per il futuro e la vita di questa eroica studentessa.Un gesto cosi' determinato e' lo specchio dell'anima di chi e' determinata a non subire piu'la condizione di essere umano di serie B ma di voler lottare strenuamente per l'affermazione dei principi di liberta' e di eguaglianza.Spero che il mondo intero si erga a sua difesa e a sua protezione,perche' questa giovane lotta per gli stessi nostri principi di civilta',anche da noi conquistati con lotte secolari. MI permetto di dire che alcuni commenti letti,sono a dir poco scandalosi ed indignitosi,dovuti per lo piu' all'ignoranza piu' grassa e alla demenza mentale. Chissa' se le femministe,i girotondini,i pacifisti, gli indiniados nostrani e i centri sociali,cosi' sempre attivi a casa nostra,andranno in Egitto a manifestare,al seguito di Agnoletto & c.

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  • alvit

    15 Novembre 2011 - 11:11

    quali siti porno, fossero solo quelli. Loro si accontentano di tutto, fra uomini, con donne e con animali. Si vede che il loro credo concede tutto affinche' siano felici e sereni. La gente che crede ancora alle 70 vergini se compie una strage e' gente che ha bisogno di un bel lavaggio del cervello. Fosse solo questo, ora che questa ha acceso un fuocherello, la faranno sparire dalla circolazione, vedrete. Ciò che dovrebbe renderci veramente cattivi, noi occidentali, e' che abbiamo molti di sinistra o meglio tutti i sinistri, che approvano le loro leggi e vorrebbero che esistessero anche qui. I sinistri ammettono le punizioni corporali alle donne che si ribellano e accettano qualsiasi cosa che questi animali compiono. Bisognerebbe mandare questi sinistroidi in quei paesi e lasciarceli per anni, tornerebbero come imafhu o osti che camminano a gambe larghe.

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  • Baronedel Carretto

    15 Novembre 2011 - 10:10

    I criminali islamisti la ammazzeranno in pochi giorni.

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  • alfredido1

    15 Novembre 2011 - 10:10

    Solo le donne dell'Islam riusciranno ,un giorno o l'altro, a scalzare l'orrido oscurantismo del fondamentalismo che oggi impera nel mondo Musulmano. Questo è un gesto apparentemente semplice ma che rivela coraggio e che lancia una sfida. Pensiamo infatti che nel mondo Musulmano le donne debbono dichiarare di essere contente e libere di andare in giro incappucciate .

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