Cerca

Anche la Merkel se la passa male: contro la crisi vuol bocciare l'euro

Il congresso della Cdu vota la possibilità di lasciare volontatiamente l'unione monetaria. Ma anche la locomotiva tedesca arranca

Anche la Merkel se la passa male: contro la crisi vuol bocciare l'euro
«Se crolla l’euro, crolla l’Europa». Frau Angela Merkel ha scelto Lipsia, nella “sua” Germania dell’Est, per esibire la sua abilità retorica, da degna  figlia del pastore luterano già gradito alle autorità di Berlino Est per la sua capacità di conciliare sacre scritture e verbo marxiano. Da una parte,  la Merkel ha speso parole impegnative in  difesa dell’Unione Europea. «Abbiamo bisogno dell’Europa – ha sillabato davanti ai delegati, tra cui una combattiva minoranza euroscettica – perché  è il fondamento del nostro benessere. Il 60% delle nostre esportazioni finisce nell’Ue  da cui dipendono nove milioni di posti di lavoro tedeschi. Se non va bene per l’Europa a lungo andare non va bene per la Germania». 

Ma il rinnovato impegno europeo della Cdu a suon di chiacchiere ha fatto da copertura  ad una bordata da ko nei confronti dell’euro che potrebbe far da anticamera ad un de profundis per la moneta unica:  il Congresso della Cdu, infatti, ha votato una mozione che prevede la possibilità per uno Stato di uscire «volontariamente» dall’euro, senza per questo essere escluso dall’Ue. Insomma,  si apre una porta per creare una comunità di serie A (Germania, Austria, Olanda, Finlandia, forse la Francia) raccolta attorno all’euro, e una periferia di contorno, aperta alle esportazioni del made in Germany ma, finalmente, non più in grado di infettare il nuovo euro, formato Deutsche Mark.  Certo, si prevede un meccanismo volontario. Termine di moda, se si pensa allo sconto «volontario» delle banche al debito greco che per ora ha portato solo guai ma nessuna soluzione. Così come promette di fare questa nuova trovata retorica, all’insegna della doppia verità che ha ben poco di luterano.

La Merkel si riempie di belle parole sull’euro, ma nei fatti fa solo la predica agli altri.   Al Regno Unito, per esempio, colpevole di porre il veto su regole più stringenti per  la finanza. E se Londra non cambierà idea, l’Europa a 17  dovrà marciare da sola. Anche se    non si riesce a capire come farà   a colpire  transazioni che, di norma, si svolgono a Londra o a Zurigo. Spesso su ordini in arrivo dalla Deutsche Bank o dall’Allianz da Francoforte. Ma ce n’è anche per i soliti  incorreggibili   pasticcioni del  Sud Europa: «Le regole del patto di stabilità e crescita – dice la Merkel – sono state infrante sessanta volte, e non è successo nulla. Quante  volte dobbiamo ancora attendere perché succeda qualcosa? Vogliamo meccanismi sanzionatori automatici nei confronti di chi viola i patti». Parole sacrosante, per carità. Ma, una volta finita la predica, che resta?  La  Merkel ha bocciato, al G20 di Cannes, l’ipotesi di mettere l’oro della Bundesbank a disposizione di un veicolo  finanziario in  grado di respingere gli assalti della speculazione, così come ha fatto a suo tempo l’America nel dopo Lehman.  Jens Weidmann, l’alfiere della Bundesbank alla Bce, ha ripetuto    ieri che la Bce non deve diventare il prestatore  di ultima istanza,   come   tutte le altre banche centrali del pianeta. L’impegno tedesco si limiterà a versare la propria quota nel fondo salvastati la cui dotazione, per bocca degli stessi tedeschi, è  insufficiente a sostenere un attacco nei confronti dei Btp, piuttosto che dei Bonos spagnoli o degli Oat francesi perché, come   è evidente, non esiste il singolo Paese cattivo, bensì un contagio che ha colpito l’intero edificio. Inutile pensare di salvarsi da soli.

E così la locomotiva tedesca procede, senza curarsi nei fatti degli altri vagoni del convoglio. Anche se, a leggere i dati del superindice, la Germania perde colpi ancor di più della scassata Italia: -1,3% contro l’1%. Ma, con l’eccezione di Usa e Giappone (in ripresa dopo lo shock dello tsunami) è un po’ tutta l’economia che rischia di entrare in recessione, a causa della crisi dell’area euro.  Per l’Italia la conferma dovrebbe arrivare oggi , con i dati sul terzo trimestre del Pil.  Ma anche la Germania dovrebbe aver registrato una brusca frenata: solo lo 0,5% di crescita, nonostante che a settembre le vendite di Bmw e Volkswagen in Cina e Sud America siano ancora andate a gonfie vele. La grande Germania, insomma, perde colpi. E i suoi politici, ahimè, non possono più scaricare la responsabilità su  Berlusconi o qualche greco un po’ imbroglione piuttosto che su qualche banchiere inglese dalla vocazione di locusta. Cara Frau Merkel, si decida.  E, tra l’altro, smetta di passeggiare su e giù per Cannes, Deauvoille o Potsdam con il degno compare Nicolas Sarkozy:  sta a vedere che l’idea dell’uscita «volontaria» dall’euro l’avete partorita voi due, futuri trombati alle elezioni che cercate un salvagente per riemergere prima della sonora bocciatura.   
 
di Ugo Bertone


Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • minimo

    15 Novembre 2011 - 21:09

    E' vero, non è un dramma la caduta di berlusconi, ma è certamente un dramma la motivazione che le sinistre e le opposizioni hanno dato per obbligare alle dimissioni berlusconi. Devi dimetterti perché la speculazione vuole una credibilità vera. Questo è veramente un falso e un dramma. Un dramma per la democrazia del nostro paese, giacché la speculazione è riuscita a cancellare il consenso popolare espresso con libere elezioni. Il dramma poi si è manifestato quando la speculazione ha sbertucciato anche il "carismatico professore" voluto dalle sinistre e da un presidente che ha agito, di fatto, come rappresentante di una repubblica presidenziale.

    Report

    Rispondi

  • Laurentius2

    15 Novembre 2011 - 20:08

    In realtà, vogliono semplicemente cambiare le regole del trattato UE sull'appartenenza nell'euro che prevede solo l'adesione ma non l'uscita dall'euro, cioè una volta entrato non puoi più' uscire a meno ché non esci dalla UE, su basi volontarie, nessuno viene buttato fuori. La Germania è la più' impegnata nella salvezza dell'Europa, ha messo sul piatto 211 miliardi di Euro, certo sarebbe meglio se pagasse tutti i nostri debiti, ma non è un'ipotesi realistica. Quando si sta' sulla stessa barca (con l'euro), tutti devono remare, altrimenti diventi un peso morto che rallenta gli altri, che colpa hanno gli altri se tu non vuoi remare, quindi vieni gentilmente invitato scendere dalla barca, o no ? Chi l'ha detto che perderà' le prossime elezioni ?, anzi, se si votasse ora, le vincerebbe alla grande, lo stresso vale per Sarkozy. Non sta' mica tifando per l'opposizione socialista in Germania e in Francia o anche in Italia ? Guardi, se è caduto Berlusconi, non cade certo il mondo, anzi !

    Report

    Rispondi

  • Laurentius2

    15 Novembre 2011 - 20:08

    In realtà, vogliono semplicemente cambiare le regole del trattato UE sull'appartenenza nell'euro che prevede solo l'adesione ma non l'uscita dall'euro, cioè una volta entrato non puoi più' uscire a meno ché non esci dalla UE, su basi volontarie, nessuno viene buttato fuori. La Germania è la più' impegnata nella salvezza dell'Europa, ha messo sul piatto 211 miliardi di Euro, certo sarebbe meglio se pagasse tutti i nostri debiti, ma non è un'ipotesi realistica. Quando si sta' sulla stessa barca (con l'euro), tutti devono remare, altrimenti diventi un peso morto che rallenta gli altri, che colpa hanno gli altri se tu non vuoi remare, quindi vieni gentilmente invitato scendere dalla barca, o no ? Chi l'ha detto che perderà' le prossime elezioni ?, anzi, se si votasse ora, le vincerebbe alla grande, lo stresso vale per Sarkozy. Non sta' mica tifando per l'opposizione socialista in Germania e in Francia o anche in Italia ? Guardi, se è caduto Berlusconi, non cade certo il mondo, anzi !

    Report

    Rispondi

  • minimo

    15 Novembre 2011 - 19:07

    L'avevo detto in tempi non sospetti: la germania e la francia avranno più probleni dell'italia. Finalmente il gruppo degli euroscettici aumenta di giorno in giorno. Gli ultimi arrivati non hanno il coraggio di ammettere pubblicamente che l'errore fondamentale è quello di non aver fatto una politica economica unica prima della moneta unica. La speculazione, che ha occhi vigili (fatti di cartacce) ,osserva la fragilità dell'intera europa e aggredisce le nazioni che hanno una forte industrializzazione per giocare al ribasso fino al punto di mettere in ginocchio il vero obiettivo:l'industria, Offossa la politica per conquistare l'industria. Come?? Con le svendite forzate. Dietro alla speculazione vi sono delle nazioni emergenti che vogliono umiliare e schiavizzare le grandi nazioni industrializzate.Avete voluto la globalizzazione, ora dovete accettare anche la strategia politica globale. Vedremo chi saranno i primi schiavi.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog