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Per i Repubblicani è un incubo Ora la Gaffe di Cain: resta muto

Obama ko, ma gli avversari toppano ancora in campagna. Il candidato non sa che cosa vuole dire sulla Libia: silenzio di 11 secondi

Per i Repubblicani è un incubo Ora la Gaffe di Cain: resta muto
In principio era stato il governatore del Texas, Rick Perry, che nel corso di un'intervista, alla domanda su quali ministeri volesse tagliare, era riuscito a pronunciare solo un confuso "ooops..." prima di piombare in un imbarazzante silenzio (alla fin della fire si dimenticò uno dei dicasteri che voleva tagliare: uno scivolone clamoros, quello di un candidato alla Casa Bianca che non ricorda nemmeno i punti del suo programma). Oggi l'imbarazzante siparietto si è ripetuto. Questa volta il protagonista è il candidato alle elezioni Herman Cain, il repubblicano di colore che cerca di togliere lo scettro sia ai Tea Party sia a Barack Obama. Per gli 'Elefantini', la destra statunitense, la campagna elettorale fratricida (in diversi si scannano per contendere la leadership allo scalchignato Obama) continua a essere un calvario tra gaffe, scivoloni, accuse e colpi bassi.


La gaffe -  Cain, quando gli è stato chiesto quali critiche volesse muovere alla gestione di Obama circa la guerra in Libia, è letteralmente andato nel panico. Prima, con fare sconsolato, ha alzato gli occhi al cielo, poi ha ripetuto "Ok, Libia..." come per tentare disperatamente di raccogliere le idee. E invece niente. Si è ammutolito per ben 11, interminabili, secondi, impietosamente trasmessi in diretta televisiva. Cain, però non si è dato per vinto e ha tentato in tutti i modi di arrampicarsi sugli specchi, finendo dalla padella alla brace. "Non sono d'accordo per le seguenti ragioni" ha farfugliato ai giornalisti del Milwaukee Journal Sentinel.  "Tutta questa roba gira nella mai testa". Sulle motivazioni dei ribelli libici che non sarebbero state considerate dall'inquilino della Casa Bianca ha poi aggiunto "non so se l'hanno valutate o meno. Io non ho visto queste valutazioni". Ma la gaffe è solo l'ultimo dei problemi di Cain, la cui corsa verso la presidenza degli Stati Uniti è stata minata anche dalle accuse di molestie sessuali nei confronti di due sue collaboratrici.

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Commenti all'articolo

  • gitex

    16 Novembre 2011 - 17:05

    sempre più in basso quanto a politici. Credo il fallito Obummer ( one timer president) possa dormire tranquillo. Ma il declino della qualità dei politici colpisce anche l'eurabia.

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