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Smascherati E ora vediamo chi se la ride: Sarkozy e Merkel stanno peggio di noi

Gli Stati Uniti sfondano i 15mila miliardi di dollari, Berlino ci batte e Parigi non riesce a invertire la rotta del deficit

Smascherati E ora vediamo chi se la ride: Sarkozy e Merkel stanno peggio di noi
Per allentare la pressione sul debito pubblico italiano, i mercati aspettano le prime mosse concrete del governo Monti. Ma il giocattolo sembra comunque destinato a rompersi, così la speculazione internazionale, per racimolare altri quattrini, è a caccia di un nuovo ventre molle su cui assestare i suoi diretti, scommettendo sulla sfiducia che ha già abbondantemente dimostrato di saper stimolare. Con la Grecia, Irlanda e Portogallo, pesi piuma dell’euro, il gioco è stato facile mentre con la Spagna le sale operative si sono dovute impegnare un po’ di più. Con l’Italia, gravata da un forte debito e una crescita risicata ma con un Pil di un’altra categoria e i conti ben più solidi di molti Paesi europei, chi specula con la crisi si è fatto davvero le ossa. E ora è pronto per la sfida finale: fare finta di voler mettere al tappeto Francia e Germania. E il gioco potrebbe riuscire perché a colpire ai fianchi i pesi massimi c’è anche la notizia di un indebolimento sul fronte del debito della prima economia del mondo: gli Stati Uniti. Per finanziare gli stimoli voluti da Obama, l’amministrazione statunitense ha dovuto stampare «Treasury», facendo schizzare il debito complessivo a 15.000 miliardi di dollari, pari al 99% del suo Prodotto interno lordo. Giochetti contabili fanno sì che l’indebitamento dei due colossi governativi dell’immobiliare, Freddie Mac e Fannie Mae, non vengano contabilizzati in quello nazionale. Così facendo i bond Usa in circolazione riescono ancora a non superare la soglia psicologica del 100% sul Pil.

Mentre dunque l’Italia si è posizionata sulla strada giusta per riconquistare la fiducia degli investitori istituzionali, l’attacco sui debiti sovrani continua a macinare vittime. Ieri è toccato a Francia e Spagna. Non era solo Roma dunque il problema. Bastano due dati per dimostrarlo:   al netto degli interessi   il bilancio pubblico francese segnerà nel 2012 un disavanzo (segno meno) del 2,4% rispetto al Pil, la Germania invece avrà un avanzo (segno più) stimato all’1,4%. L’Italia sta meglio di tutti con un avanzo che dovrebbe toccare addirittura il 2%: siamo più bravi di Berlino. L’emergenza però non solo non è finita, ma può diventare sempre più pericolosa perché sono le colonne portanti dell’euro e del dollaro a essere prese di mira. Parigi e Berlino fanno i maestrini ma anche loro sono gravati di un debito pubblico nominale da capogiro; in termini reali quello tedesco è addirittura più alto del nostro: quasi 1.900 miliardi di euro. Due giorni fa il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha lanciato l’allarme sull’indebitamento tedesco, più basso rispetto al nostro se rapporto al Pil, ma molto più pericoloso in termini numerici. L’Italia, rispetto a Germania e Stati Uniti, ha un livello di risparmio privato nettamente più alto, in grado di mettere in sicurezza eventuali, quanto improbabili, fughe in avanti del nostro indebitamento pubblico. La metà dei Bot in circolazione sono in mano delle banche tricolori e dei privati. Soltanto la brillante idea di Bruxelles di far contabilizzare agli istituti di credito i titoli italiani a prezzo di mercato al posto di quello di emissione li ha messi in seria difficoltà. Ma le nostre banche stanno nettamente meglio delle colleghe europee. Ieri l’agenzia Moody’s ha tagliato il rating di 10 banche pubbliche tedesche. Non è un bel segnale. Secondo un’altra agenzia di rating, Fitch, l’Italia si troverebbe di nuovo in recessione, ma il nuovo governo italiano ha «l’opportunità di generare una sorpresa positiva, che potrebbe rompere la dinamica negativa dei mercati e far abbassare gli spread verso livelli più sostenibili». E questo, invece, è un bel segnale.

di Antonio Spampinato

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Commenti all'articolo

  • pussy

    18 Novembre 2011 - 14:02

    Merkel e sarkosy giocano a fare i grandi quando grandi non sono!! Questo lo dimostrano i consensi che hanno perso nei loro paesi (pare che sark. ha un pò recuperato) e quasi sicuramente alle prossime elezioni non saranno rieletti. Altro che sorridere di Berlusconi, il quale al contrario di loro sarà sempre un uomo di grande carisma, grandi capacità, notevole savoir faire e con tanti, tanti soldi che manco li pensa. Sono convinto che anche nel loro co0mportamento si può ravvisare un pò di invidia!!!

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  • Dream

    18 Novembre 2011 - 14:02

    ..buono il galletto con i crauti!!: Kartoffel e baguette, quelle tenute sotto braccio, quelle con la puzza di sudore...:-((

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  • travis_bickle

    18 Novembre 2011 - 14:02

    se le fanno i lettori "intrusi" di questo foglio di partito, che non si vergogna a scrivere idiozie del genere (la Germania e la Francia stanno peggio di noi, roba da far impallidire Minzolingua). E poi basta con la storiella del disavanzo primario, la Germania lo fa più basso di noi perchè SE LO PUO' PERMETTERE. Come se usare i soldi del contribuente per pagare i debiti anziche per fornire servizi fosse una cosa di cui vantarsi.

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