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La Primavera araba è finita: piazza Tahrir, altri tre morti

Violenti scontri al Cairo. Manifestanti contro agenti di sicurezza: "Usano proiettili veri. In centinaia hanno caricato all'alba"

La Primavera araba è finita: piazza Tahrir, altri tre morti

La Primavera Araba è una polveriera. A piazza Tahrir, al Cairo, il bilancio degli scontri nella notte è di tre morti e 57 feriti. Per il quinto giorno consecutivo i militari egiziani hanno sparato contro i manifestanti, caricati con bastoni e gas lacrimogeni. Continua così la mattanza nella piazza simbolo della ribellione che ha portato alle dimissioni dell'ex presidente Hosni Mubarak. I manifestanti proseguono nella protesta per chiedere alla giunta militare attualmente al potere di rimettere il mandato e di favorire l'ascesa di un'autorità civile.

La testimonianza - Se le forze dell'ordine affermano di aver usato munizioni di gomma, i manifestanti parlano di proiettili veri. Il bilancio di tre morti è stato reso noto dal quotidiano locale al-Wafd. I feriti, si è appreso, sono stati trasportati nella mosche Omar Mukram dove è stato improvvisato un ospedale da campo. Secondo altre testimoniane, centinaia di militari in tenuta antisommossa, all'alba, hanno aperto il fuoco contro i manifestanti pacifici. "Centinaia di forze di sicurezza dello Stato e dell'esercito - ha raccontato un manifestante - sono entrati nella piazza e hanno iniziato a sparare pesantemente. Hanno inseguito i manifestanti e dato fuoco a qualsiasi cosa trovassero sulla loro strada, compresi dispositivi medici e coperte". La piazza, al momento, rimane controllata dai manifestanti.

 

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Commenti all'articolo

  • raucher

    21 Dicembre 2011 - 18:06

    salta agli occhi di chiunque abbia una vaga conoscenza della storia. Dopo la rovinosa guerra dei 6 giorni , durante la quale Nasser raccontò un sacco di balle al suo popolo e lo prese per il c... , cosa fecero gli egiziani? Lo osannarono , lo appoggiarono e lo tennero al potere , come un eroe. Neanche lontanamente pensarono di castigarlo per aver preso per il fondello un' intera nazione. Restò al potere fino alla morte. Questa la dice tutta. Quando l'odio acceca , ottunde le capacità di giudizio e ciò vale per tutti , non solo per gli egiziani.

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  • raucher

    21 Dicembre 2011 - 10:10

    bastasse la caduta di Mubarak per risollevare miracolosamente 80 milioni di egiziani dallo stato di miseria in cui molti di loro versano? Stessa cosa si può dire dei tunisini. Ora avranno il loro bravo governo di islamici che si sono puntualmente eletti. Dalla padella nella brace. Si ostinano a non voler capire che i disordini allontanano il turismo , immiserendoli sempre più e che non possono permettersi di continuare a sfornare figli con i ritmi soliti. Vabbè che poi i figli li mandano a noi ...ma comunque, a mio parere, stanno facendo del loro meglio per affondare nel caos e nella povertà più assoluta. La rabbia della gente , aizzata ad arte,preparerà la strada ad un duro regime integralista. Contenti loro.....peccato che ci andiamo di mezzo pure noi.

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  • franziscus

    20 Dicembre 2011 - 14:02

    ma, scusate un pò, ma quando mai è iniziata ? (a parte che nelle fantasie del vecchietto ? )

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