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Filippine, minacce dai rapitori

"Decapitiamo gli ostaggi"

Filippine, minacce dai rapitori
Nuove minacce per i tre operatori della Croce Rossa in mano ai ribelli islamici nelle Filippine dal 15 gennaio scorso. I sequestratori dell'italiano Eugenio Vagni, dello svizzero Andreas Notter e della filippina Mary Jean Lacaba hanno nuovamente minacciato di decapitare uno degli ostaggi se le truppe governative non si ritireranno dalla zona delle roccaforti della guerriglia nella giungla. Il ritiro dovrà avvenire entro la fine del mese. Le ultime minacce sono giunte lunedì scorso dal leader dei ribelli di Abu Sayyaf Albader Paradon, mentre i militari erano impegnati a rafforzare un blocco per impedire che la guerriglia sull'isola di Jolo, mille chilometri circa a sud di Manila, potesse avere accesso a cibo ed altri rifornimenti. La minaccia è stata ribadita da Parad durante una conversazione telefonica avvenuta ieri con il vicegovernatore Lady Ann Sahidullah.
Secondo quanto riferito dal sito filippino 'Enquirer.net', Abu Sayyaf ha dato al governo una settimana di tempo a partire da lunedì 23 marzo per attuare il ritiro militare ed avviare le trattative: in caso contrario gli ostaggi verranno uccisi.
Ma le forze armate di Manila hanno respinto la richiesta: "Scommettiamo che metteranno fine a questa vicenda e consegneranno gli ostaggi", ha detto un portavoce militare, Ernesto Torres; "Stiamo osservando attentamente la situazione e non abbiamo alcuna intenzione di andare via, permettendo ai rapitori di fuggire", ha aggiunto, sottolineando che "non abbiamo cambiato il nostro biettivo che è quello di liberare in sicurezza gli ostaggi della croce rossa e, in secondo luogo, di neutralizzare i sequestratori".

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