Cerca

2011 tra guerra e democrazia Un anno di missioni all'estero

I punti caldi del conflitto globale, tra Iraq, Afghanistan, Kossovo e Libano: dieci i soldati italiani morti in agguati e combattimenti

2011 tra guerra e democrazia  Un anno di missioni all'estero

Un anno vissuto, come sempre,pericolosamente a difesa della pace e della stabilità internazionale,  il 2011 dei militari italiani, che ha fatto registrare anche nuovi lutti: sono stati dieci gli uomini con le stellette morti, tutti sul   'teatro operativo' afghano. Un anno che - come tutti gli altri settori, per effetto del   passaggio dal governo Berlusconi al governo Monti - ha visto l'avvicendamento alla guida del ministero della Difesa: a palazzo   Baracchini, il politico Ignazio La Russa ha lasciato il passo al militare Giampaolo Di Paola, ammiraglio, già capo di stato maggiore   della Difesa e presidente del comitato militare della Nato. In totale, il personale impegnato nelle missioni all’estero è di 8.181 militari in 27 Paesi, dall’Afghanistan al Libano, dal Kosovo al Corno d’Africa per le operazioni contro la pirateria navale, dalla  Libia nella fase dell’insorgenza contro il regime di Gheddafi  all’Iraq, dove la missione si concluderà ufficialmente allo scoccare  della mezzanotte che segnerà l’inizio del nuovo anno.

AFGHANISTAN - Sono circa 4.000 gli italiani   impegnati nella capitale Kabul e soprattutto nella regione di Herat, nell’ambito della missione Isaf, guidata dal generale Usa John Allen.  A loro ha portato il saluto lo scorso 18 dicembre il nuovo ministro  della Difesa, Giampaolo Di Paola nella sua prima visita ai nostri  contingenti all’estero dall’assunzione delle responsabilità di  governo, assieme al capo di Smd, il generale Biagio Abrate. Quanto   alla nostra presenza militare, dal 29 settembre è assicurata dalla   brigata 'Sassari' che ha sostituito la brigata paracadutisti della  'Folgore'.
Le note del 'Silenziò hanno purtroppo accompagnato l’estremo  addio per dieci nostri militari impegnati in Afghanistan. Non si era  ancora spenta l’eco della commozione per la morte, l’ultimo giorno dell’anno 2010 del caporalmaggiore Matteo Miotto per uno scontro a   fuoco, che già a inizio 2011, il 18 gennaio, perdeva la vita il  caporalmaggiore scelto Luca Sanna, per le ferite causate  dall’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco ad opera di un  appartenente all’Afghan National Army. E’ invece un ordigno esplosivo,  il 28 febbraio, a colpire mortalmente il tenente Massimo Ranzani.
Il 4 giugno viene ucciso il tenente colonnello Cristiano Congiu,  con un colpo di kalashnikov alla testa per aver difeso una donna   americana da un’aggressione, nella provincia del Panjshir. Un ordigno   'ied’ il 2 luglio causa la morte del caporalmaggiore scelto Gaetano Tuccillo, nel distretto di Farah. Pochi giorni dopo, il 12 luglio nella stessa provincia, un esplosivo toglie la vita al primo caporalmaggiore Roberto Marchini. E ancora a luglio, il 25, le ferite riportate in uno scontro a fuoco con i ribelli risultano fatali al primo caporalmaggiore David Tobini, nella valle di Bala Murghab. Se il 16 settembre il maggiore Matteo De Marco   muore per cause naturali, il 23 settembre è la data che segna  l'episodio più luttuoso del 2011 per i nostri militari in   Afghanistan: in un incidente stradale, vicino a Herat, muoiono il   capitano Riccardo Bucci, il caporalmaggiore scelto Mario Frasca e il   caporalmaggiore Massimo Di Legge.

LIBANO - La situazione sempre 'calda' in Medio Oriente vede in   particolare 1.350 militari italiani impegnati nella missione Unifil   che coinvolge 30 Paesi con un totale di 12.800 uomini e di cui proprio  l'Italia assumerà il prossimo anno il comando. Proprio ai caschi blu   italiani è stata affidata la sorveglianza del meeting fra Libano e   Israele con la mediazione di Unifil dello scorso 15 dicembre. Dal 7   novembre, è presente la brigata meccanizzata 'Pinerolò, subentrata   alla brigata 'Aosta', mentre il 27 ottobre la bandiera dell’Onu è  passata dai lancieri di Aosta al 7° reggimento bersaglieri.

KOSOVO - Nella regione dei Balcani sono presenti circa 670   italiani in divisa appartenenti a tutte le Forze armate, di cui in   particolare 648 in Kosovo nel dispositivo K-For. Gli altri militari   sono operativi per la stessa missione in Bosnia-Erzegovina, in   Macedonia e in Albania. Il 15 novembre, a Pec il 2° reggimento 'Vicenza' subentra al comando del contingente italiano in Kosovo. A  inizio anno, il 24 gennaio, il capo di stato maggiore della Difesa, il  generale Biagio Abrate, allora all’inizio del suo mandato, aveva reso   visita ai nostri militari nel 'Villaggio Italia'.

CORNO D’AFRICA - I 'pirati' sono tornati, da qualche anno: purtroppo, non solo in celluloide sul grande schermo con  lo sfondo dei Caraibi; ma in carne, ossa e armi, nell’oceano Indiano specie al largo della Somalia, nel Corno d’Africa. L’operazione 'Ocean  Shield’vede ora nelle acque somale la nave 'Grecale' che ha   sostituito il 7 dicembre la nave 'Doria', con il gruppo navale internazionale comandato dall’ammiraglio italiano Gualtiero Mattesi.
E' di queste ore la notizia del sequestro del mercantile italiano  'Enrico Ievoli', che segue di qualche giorno la liberazione   dell’equipaggio del mercantile italiano 'Savina Caylyn' dopo dieci mesi in ostaggio. Ma il 2011 ha fatto registrare almeno altri due interventi di rilievo da parte delle nostre imbarcazioni di contrasto alla pirateria. L’11 ottobre la 'Doria' ha coordinato il salvataggio   nel golfo di Aden del mercantile 'Montecristo', attaccato dai pirati e  rinchiusosi nella zona blindata di sicurezza a bordo. E il 26 novembre, il cacciatorpediniere della nostra Marina militare è  intervenuto per il rilascio al largo delle coste somale del mercantile 'Rosalia D’Amato' e del suo equipaggio.

IRAQ - Per tante operazioni in corso in diversi 'teatri' mondiali, una missione chiude il sipario. Si concluderà infatti   ufficialmente a fine anno in Iraq la 'Nato Training Mission'per   aiutare Baghdad nella transizione al dopo Saddam Hussein e, in particolare, per addestrare le forze di sicurezza irachene. La  presenza italiana nel corso dell’anno è ammontata a circa una   settantina di militari, poi ridotti negli ultimi mesi a circa venti. La bandiera italiana è stata già consegnata il 17 dicembre scorso in  una cerimonia ufficiale, con il vicecomandante della missione Nato, il  generale Giovanni Armentani, che ha solennemente proclamato: "Missione  compiuta!".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Bobirons

    02 Gennaio 2012 - 14:02

    Che tutti i nostri soldati dislocati in teatri di guerra, che non ci appartengono, in funzioni ripudiate dallo spirito della Costituzione Italiana, tornino a casa dalle loro famiglie, dai loro cari pronti caso mai a difendere la Patria, nella remota ipotesi che venisse attaccata dall'esterno o dall'interno. A tutti i soldati, di ogni grado ed arma, un felice anno 2012. NON VOGLIAMO ALTRI MARTIRI MA SOLO CITTADINI VIVI E VEGETI !

    Report

    Rispondi

blog