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Il ruolo dell'intelligence occidentale in Iran

Nel 2010 due professori impegnati nel programma nucleare di Teheran sono stati uccisi in un attentato

Il ruolo dell'intelligence occidentale in Iran

Nel 2010 due professori impegnati nel programma nucleare iraniano sono stati uccisi in due attentati: il 12 gennaio 2010, Masoud Ali Mohammadi, nell'esplosione di una moto-bomba all'uscita della sua abitazione a Teheran; il 29 novembre 2010 due responsabili del programma nucleare iraniano, Majid Shahriari e Ferydoun Abbassi Davani, saltarono in aria nella loro autovettura, colpiti dall’esplosione di ordigni piazzati da ignoti motociclisti. Shahriari, responsabile del progetto sui reattori nucleari, morì. Abbassi Davani, è sopravvissuto e da febbraio è il direttore dell’Agenzia atomica iraniana.

Il 23 luglio scorso il fisico nucleare Daryoush Rezaie, docente universitario che collaborava con l’agenzia atomica iraniana, e' stato ucciso davanti alla propria residenza da proiettili sparati da due motociclisti. Le agenzie di stampa iraniane hanno dato oggi la notizia che una bomba magnetica, piazzata da una persona in moto, ha fatto saltare in aria il professore Mostafa Ahmadi Roshan, docente di industria del petrolio presso l'Università di Teheran.  Roshan, 32enne, si era laureato in Chimica degli Idrocarburi presso l’Università Tecnologica ’Sharif’ e lavorava ad un progetto relativo ai polimeri e ad un dispositivo per la separazione degli elementi gassosi. Il governo iraniano accusa apertamente il Mossad. Le altre due persone che si trovavano con lui in macchina sono rimaste ferite nell'attentato. Roshan era la “mente” della costruzione della centrale nucleare di Natanz, nella provincia di Isfahan. Natanz è il principale sito per l'arricchimento dell'uranio in Iran. Il governo ha annunciato che è diventato operativo anche l'impianto sotterraneo di Fordow, vicino alla città-santa di Qom.

Nei giorni scorsi Amir Mirzai Hekmati, 28 anni, ex marine statunitense, con doppia cittadinanza americana e iraniana, è stato condannato a morte da un tribunale di Teheran per spionaggio e collaborazione con la Cia.    Secondo la televisione statale di Teheran l’imputato ha lavorato dal 2005 al 2007 per un’Agenzia di studi sulla difesa riferibile al Pentagono. Hekmati avrebbe dovuto conquistare la fiducia dei dirigenti del Ministero dell’Intelligence, per poi riferire informazioni riservate.Alla condanna a morte del giovane Hekmati, si aggiunge l'annuncio ufficiale da parte del governo iraniano dell'imminente messa in opera di un sito sotterraneo per l'arricchimento dell'uranio.

Il regime di Teheran è consapevole di non poter sopravvivere a nuove sanzioni, soprattutto se i paesi occidentali rinunciassero alle importazioni di greggio. L’Iran possiede il 9,9% delle riserve mondiali di petrolio, è il quarto produttore mondiale, dopo Arabia Saudita, Russia e Stati Uniti, e il secondo produttore OPEC. Il Paese dispone inoltre del 15,8% delle riserve mondiali di gas naturale. La Repubblica Islamica sta vivendo una seria crisi politica, oltre che economica. La crescita demografica e l’arretratezza tecnologica hanno comportato una progressiva riduzione dei benefici legati alla distribuzione delle rendite petrolifere.  Stato burocratico, in cui il centro domina sulla periferia, il presente dell’Iran è naturale conseguenza della rivolta contro lo Scià, e dell’istituzione della Repubblica islamica. Il nazionalismo e la morale religiosa furono i fattori di amalgama di una popolazione perloppiù analfabeta. L'Iran costituisce un unicum dal punto di vista etnico e religioso in Medio Oriente: è etnicamente persiano in un ambiente a maggioranza araba ed è religiosamente sciita, circondato da Paesi a maggioranza sunnita. Questo ha fatto affiorare nell’élite al potere una  permanente percezione di minaccia dall’esterno. 

di Antonella Colonna Vilasi

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