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Sette giorni per salvare Atene "Default? Tempi brevissimi"

Capo dei negoziatori con la Grecia lancia un drammatico appello: "Abbiamo una settimana". Il pessimismo di S&P

Sette giorni per salvare Atene "Default? Tempi brevissimi"

La Grecia a un passo dal baratro. Atene, come si dice da mesi, potrebbe essere già fallita: tutta l'attenzione dei governi europei potrebbe rivelarsi inutile, nonostante gli sforzi dei negoziatori incaricati di trovare un accordo sulla ristrutturazione volontaria del debito. L'ultimo drammatico grido d'allarme è stato lanciato dal capo dell'Iif, l'organizzazione che raggruppa banche e creditori esposti verso la Grecia: Charles Dallara ha spiegato in un'intervista al Financial Times che "c'è tempo solo fino alla fine della settimana per evitare il default ellenico", e ha aggiunto che "c'è qualcuno che rema contro" il salvataggio.

"Intesa entro la settimana" - Formalmente per finalizzare l'intesa senza la quale non potrà essere sbloccata la seconda tranche di aiuti alla Grecia (un pacchetto da 130 miliardi varato in autunno dall'Unione Europea) c'è tempo fino al 20 marzo, quando Atene dovrà rifinanziare 14,5 miliardi di titoli di Stato. Ma Dallara taglia i tempi drasticamente: "Per il taglio del debito da 100 miliardi di euro serve un'intesa entro la fine della settimana", ovvero prima dell'Eurogruppo in calendario per il 23 gennaio. Il capo dell'Iif ha aggiunto che mentre "tutti i capi di Stato europei dicono che vogliono un accordo con un 50 per cento di haircut su base volontaria, alcuni dei loro collaboratori non stanno seguendo questo principio". I negoziati tra il fondo e Atene sono stati interrotti lo scorso venerdì, il giorno in cui Standard & Poor's ha deciso il declassamento del debito di mezza Unione Europea: le operazioni dovrebbero riprendere domani, mercoledì 18 gennaio. Si tratterà anche sui tassi di interesse che verranno offerti con i nuovi titoli; la Germania insiste per limitarli al 2-3%, ma i detentori chiedono il 5%: l'accordo pare essere lontano, nonostante i tempi sempre più contingentati.

"Atene, default in tempi brevi" - E una nuova bordata contro Atene e l'intero Vecchio Continente è arrivata lunedì dal responsabile del monitoragguio dei rating sovrani europei di S&P, Moritz Kraemer, che prevede un "default della Grecia in tempi molto brevi. Non saprei dire se ci sarà una soluzione alla fine degli attuali negoziati - ha aggiunto -. C'è molta strategia del rischio calcolato e un default disordinato avrebbe ramificazioni su altri paesi, ma credo che i politici vogliano evitarlo. I giochi sono ancora aperti", ha concluso.

La fiducia di Papademos - Da parte loro le istituzioni greche continuano a scacciare lo spettro del default. Il premier ellenico, Lucas Papademos, lunedì ha ribadito che "l'abbandono dell'euro non è un'opzione" presa in considerazione. Papademos ha anche sfoggiato ottimismo sulla possibilità di raggiungere un'intesa con l'Iif. Secondo il premier, nonché ex banchiere centrale di Atene, lo stop alle trattative di venerdì scorso è stata "una piccola pausa nelle discussioni, ma sono fiducioso che continueranno e che raggiungeremo in tempo un accordo che sia accettabile da entrambe le parti". Parole di simile tenore sono arrivate da Bruxelles, dove un portavoce della Commissione europea si è detto "fiducioso" sulla possibilità di trovare un accordo "al più presto". Parole e appelli che devono essere seguite dai fatti: il tempo stringe.

 

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  • L'Italiano1982

    22 Gennaio 2012 - 13:01

    La Grecia se la sta passando brutta, più di quanto i rappresentanti di sovrastati e istituzioni non dicano e gli stessi organi di stampa non mostrino: è una Nazione allo stremo. La gestione della sua cosa pubblica è stata sciagurata, ma a pagare sono unicamente i cittadini, che ormai rovistano nell'immondizia. È vomitevole l'argomento addotto per lavarsi la coscienza: «Hanno vissuto oltre i propri mezzi». Ma che vuol dire? I mezzi quelli erano, quelli gli erano concessi e di quelli hanno goduto; da quando devo essere io a dirti a cosa non ho diritto? Che fosse un sistema sbagliato è un altro conto, ma non esiste che si tolga ad un popolo, da un giorno all'altro, la metà e più di quel che possiede: l'avrai annullato, e portato alla rivolta, molto prima di avergli risolto qualsiasi problema. Con la Grecia stiamo freschi; l'ipotesi del ritorno alla dracma non godrà ancora di gran popolarità, ma la carità di Berlino non è la soluzione, e prima o poi dovranno accorgersene. E così anche noi.

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  • betzero

    18 Gennaio 2012 - 10:10

    La BCE non è altro che l'unione delle banche centrali (lasciando da parte l'anomalia tutta italiana per cui la Banca D'Italia è privata), pertanto, dovrebbe dare i soldi ad un interesse di favore agli Stati e non alle banche. Le banche, in quanto soggetti privati, dovrebbero andare a cercarsi i soldi sul mercato e gli Stati dovrebbero prenderli dalla BCE. Invece, così com'è, la Bce presta i soldi all'uno per cento alle banche che li prestano agli stati ad interessi superiori che, per giunta, garantiscono le banche da eventuali fallimenti. Perchè debbono essere gli stati, soggetti pubblici che stampano e garantiscono i soldi, a doverseli cercare sul mercato a tassi da strozzino e le banche, soggetti privati, li debbono ricevere dalla Bce a tassi di favore? Quali interessi masochistici spingono l'Europa a fare questi ragionamenti? In Italia, sino al governo Ciampi, era grosso modo così e si andava bene, quando si è cambiato è esploso il debito pubblico.

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  • paolospyder

    17 Gennaio 2012 - 17:05

    Già il fatto che un paese vuole restituire la metà del debito come vuole fare la Grecia è già fallimento, ma l'altra metà ce la prenderemmo nel didietro tutti noi. Non solo, le banche (private) si sono tirate indietro, e per forza fallirebbero loro da come sono messe !! Non se ne escce. E noi siamo messi 5 volte peggio, ma si evita di dirlo per non far crollare tutto.

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  • boss1

    boss1

    17 Gennaio 2012 - 17:05

    fallisca atene fallisca roma, madrid, e a seguire tutte le capitali dell'occidente quando saremo tutti falliti ricominceremo tutti dallo stesso livello ma almeno ricominceremo.

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