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Filippine, i ribelli minacciano:

ritiratevi, o un ostaggio muore

Filippine, i ribelli minacciano:
Ancora 24 ore, poi uno degli ostaggi sarà decapitato. La minaccia/ultimatum arriva ribelli islamici del gruppo di Abu Sayyaf, che dal 15 gennaio scorso tiene prigionieri tre volontari della Croce Rossa internazionale, l'italiano Eugenio Vagni, lo svizzero Andreas Notter e la filippina Mary Jean Lacaba: "Se entro le 14 di martedì (le 8 in Italia) l'esercito di Manila (Filippine) non si sarà ritirato dall'isola di Jolo, uno degli ostaggi sarà decapitato", è stato l'avvertimento. Ma il governo considera inaccettabile tale richiesta e ha fatto sapere che reagirà con la forza se sarà fatto del male agli ostaggi. Nell'annunciare l'ultimatum dei rapitori il ministro dell'interno filippino, Ronaldo Puno - citato dalla emittente televisiva filippina Gma News - ha subito messo le mani avanti: "È impossibile soddisfare la loro ultima richiesta di completare il ritiro entro 24 ore. Sarebbe difficile anche in 48 ore. Ci troviamo nella situazione in cui anche se volessimo, non potremmo farlo". Allarmato  il governatore della provincia di Sulu, Abdusakur Tan: "I rapitori ci hanno chiesto un ritiro totale dell'esercito ... Hanno ribadito che faranno quello che vorranno agli ostaggi se noi non daremo loro quello che chiedono. Si sta mettendo male.
Le autorità filippine avevano già accettato di ritirare le truppe dalla parte meridionale di Jolo per allentare la pressione sui terroristi e consentire l'apertura di un corridoio umanitario da cui gli estremisti islamici potessero liberare uno dei tre volontari della Croce rossa. Ma questa mossa non è bastata ai terroristi.

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