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La risposta all'immigrazione? In Usa è l'autodeportazione

Il candidato repubblicano Romney favorevole al rimpatrio dei migranti illegali: "Saranno loro a voler tornare a casa"

La risposta all'immigrazione? In Usa è l'autodeportazione

La risposta al problema dell'immigrazione, ndr è l'auto-deportazione, quando le persone decidono di poter stare meglio se tornano nel loro Paese perché qui non possono trovare un lavoro non avendo i documenti richiesti dalla legge". Così il candidato alla nomination repubblicana Mitt Romney durante il dibattito che si è tenuto ieri sera a Tampa, in Florida, dove il prossimo 31 gennaio si svolgerà la prossima tappa delle primarie. L'ex governatore del Massachusetts ha dato questa risposta quando gli è stato chiesto come possa essere contemporaneamente favorevole al ritorno degli immigrati in patria e opporsi alle pratiche di rimpatrio forzato applicate dal governo federale. Secondo Romney, se i datori di lavoro controlleranno con più attenzione i documenti che i dipendenti sono obbligati a presentare, allora gli immigrati illegali decideranno da soli di lasciare gli Usa e il governo non dovrà rispedirli indietro con la forza.
Una politica simile all'auto-deportazione proposta da Romney fu sperimentata dall'amministrazione Bush nel 2008. Gli immigranti illegali ebbero fino a 90 giorni per lasciare il Paese, ma il programma fu interrotto dopo meno di tre settimane, perché si presentarono soltanto otto volontari. Di seguito il governo federale rafforzò le politiche volte a rintracciare i clandestini: una politica a cui Romney dice di essere contrario. In Florida è fondamentale il voto degli immigrati, provenienti soprattutto dall'America Latina.


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Commenti all'articolo

  • spalella

    25 Gennaio 2012 - 19:07

    Uno stop all'invasione di stranieri ci dovrà pur essere un giorno.... sò che in queste problematiche gli stupidi buonisti, i preti che non servono a nulla ma che chiaccherano su tutto, ecc, ci portano sempre vicini al punto di non ritorno per cui le reazioni poi sono poi più reazionarie del normale, ma alla fine la perdita di pazienza, e il danno, inducono a prendere provvedimenti.

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  • Luliricchi61

    24 Gennaio 2012 - 13:01

    Sono perfettamente d'accordo con il candidato alla presidenza USA Romney: se si asciugasse il brodo di coltura in cui sguazzano gli extracomunitari, qualcuno deciderebbe di tornare a casa propria. Se, ad esempio, ad un crimine corrispondesse una pena certa e rigida, chi viene qui per delinquere avrebbe vita dura. Se la documentazione prodotta venisse controllata (attualmente spesso non viene effettuato un controllo serio), altri stranieri dovrebbero darsi seriamente da fare per campare. Da noi si fa, sostanzialmente, l'opposto: si prevengono i desideri e le esigenze, presentando benefici su benefici su piatti d'argento

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