Cerca

In Siria tira aria di Libia: richiamati gli ambasciatori

Caos a Damasco, tutti contro il presidente Assad. Turchia e Qatar mandano aiuti ai ribelli. Unicef: uccisi 400 bambini

In Siria tira aria di Libia: richiamati gli ambasciatori

Gli orrori che il regime siriano consegna ad un mondo indifferente sono senza fine. Ieri, giornata in cui si sono registrati un centinaio di morti per le strade (siamo a quota 14.000 vittime secondo l’opposizione siriana), il portavoce dell’Unicef Marixie Mercado non solo ha dato conto di una cifra crescente di bambini e minori uccisi dagli scherani di Assad nelle strade siriane - non meno di 400 - ma ha anche denunciato il fatto che altrettanti sono tuttora in carcere, in condizioni disumane: «Abbiamo notizia di bambini arrestati arbitrariamente, torturati e abusati sessualmente durante la loro detenzione e  notizie credibili, che arrivano da media internazionali presenti a Homs, ci dicono che ci sono bambini in preda alle violenze».

A fronte di questo quadro devastante, con l’Onu che «dà vita ad una farsa» (parola di Hillary Clinton) incapace com’è di porvi rimedio, a causa del veto di Russia e Cina ad una risoluzione minimamente incisiva, l’Europa non è neanche in grado di decidere  l’immediata chiusura delle relazioni diplomatiche con la Siria, limitandosi a un «richiamo in patria per consultazioni» degli ambasciatori a Damasco, come ha disposto il ministro degli esteri Giulio Terzi. I Paesi arabi del Consiglio del Golfo (Arabia Saudita ed emirati varii) hanno invece a deciso di espellere gli ambasciatori di Damasco nelle loro capitali e di ritirare le loro delegazioni dalla Siria: una lezione si stile alla ignava Europa che non sa dare un segnale forte di solidarietà alle forze di opposizione e di ammonimento, non tanto al regime, quanto a quel consistente blocco sociale (alauiti, cristiani e anche sunniti agiati), che ancora sostengono il regime baathista di Assad. L’incapacità della comunità internazionale, in primis dell’Onu, di operare un intervento efficace per fermare il massacro, avrà quindi come conseguenza di lasciare ancora per un lungo periodo la parola alle armi, cronicizzando sia la protesta che la repressione, col risultato che il bagno di sangue, con ogni probabilità, non avrà fine molto presto.

A meno che - l’ipotesi è sempre più probabile - alcuni Paesi non decidano di accentuare l’intervento militare unilaterale a fianco della Syrian Free Army dei disertori (come, sul fonte opposto, l’Iran ha inviato centinaia di pasdaran a combattere per Assad). Intervento militare che è già in atto da due mesi, sia pure in forma “coperta”. Ne è prova la trattativa iniziata ieri tra il governo di Damasco e quello di Ankara per il rilascio di ben 49 “agenti dei servizi segreti turchi” arrestati nelle ultime settimane sul territorio siriano. Una cifra impressionante, che indica come siano almeno centinaia, se non di più, i militari turchi già impegnati nei combattimenti in Siria (e probabilmente anche a Homs: questo è il segreto della sua incredibile resistenza alla repressione degli scherani di Assad). Sicuramente la loro attività militare si svolge sul terreno delle comunicazioni e della logistica (non si comprende altrimenti come i disertori siano riusciti ad attaccare un mese fa addirittura due sedi dei Servizi di Assad a Damasco con razzi Rpg e con mortai), ma probabilmente anche in azioni armate dirette. Anche l’emiro del Qatar Hamed ben Khalifa al Thani (padrone anche di al Jazeera) ha sicuramente già inviato suoi commandos a combattere a fianco dei disertori in Siria e oggi dà chiari segni di intendere rafforzare questo impegno. Insomma, un replay di quanto Qatar, Francia e Inghilterra hanno già fatto in Libia, di nascosto, sin dai primi giorni della rivolta (e anche prima). Solo che in Siria l’Onu latita.

di Carlo Panella

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • autores

    12 Febbraio 2012 - 20:08

    quanti discorsi al vento che state facendo. Anche la Libia ha detto di essere dalla parte dei ribelli ma non lo e' tanto da concedere ai ribelli della Siria la possibilita' almeno di delineare il proprio territorio da come riesce a fare qualsiasi altro Stato che e' in lotta oppure e' in guerra per la propria Indipendenza. Voi non sapete quanti canali Televisivi e Radio della canzone Libica in lingua Araba abbia la Libia in Occidente e negli U.s.a.,e' il piu' alto rendimento che sia esistito in tutto il mondo di cui io presumo che non e' un problema di denaro ma e' quello che e' la Libia stessa a non voler comperare le bombe a mano ,o le armi di alta tecnologia moderna o i carri armati da delineare il proprio territorio ai ribelli della Siria,com'e' vero che non entrerebbe neanche nella NATO da fare stabilizzare la Siria da com'e' avvenuto in Libia. Credetemi in tutto cio' c'e' sempre troppo falso valutando i soldi diponibili alla spesa.

    Report

    Rispondi

  • parigiocara

    09 Febbraio 2012 - 20:08

    anche io ho notato la somiglianza con fabio fazio; solo che il nostro è più sfigato ... alto la metà del siriano e, nonostante (forse) siano coetanei, il fabio nazionale sembra un vecchio.

    Report

    Rispondi

  • jack1

    08 Febbraio 2012 - 12:12

    c'è sempre morte e miseria .....chissà perchè dove ci sono loro è sempre la steffa solfa .. A cojhlioni italiani vi svegliate ????? Anzi , ma andate a fare in cu......

    Report

    Rispondi

  • raucher

    08 Febbraio 2012 - 10:10

    Ma quando viveva a Londra ( regnante il famigerato padre) non era un medico? Farà la fine degli altri dittatori , prima o poi , i sunniti lo vogliono far fuori .

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog