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Inciucio tra il prof e Obama per far fuori la culona Merkel

Un successo la missione italiana negli Stati Uniti: sfruttiamolo contro i maestrini alla Merkozy. Il commento di Giacalone

Inciucio tra il prof e Obama per far fuori la culona Merkel

L’incontro di ieri, alla Casa Bianca, ha un valore cruciale. Lasciate da parte tutti gli aspetti personalistici che, pur rilevanti, sono dettagli di contorno. Quel che conta è la sostanza, ovvero la riaffermata presenza di una sponda atlantica da utilizzarsi per far valere i nostri interessi nazionali all’interno dell’Unione Europea. È un punto fondamentale, un valore che non appartiene al governo pro tempore, ma all’Italia. Il compito di Mario Monti è farlo pesare.

Barack Obama ha sottolineato tre punti, decisivi: a. i rapporti con l’Italia non sono solo economici, o riconducibili all’essere componente dell’Ue, perché c’è un aspetto militare che non può essere dimenticato; b. il riferimento al summit di Lisbona del 2010, privilegia il nostro Paese rispetto ad altri; c. considerare prevalenti i firewall molto alti, rispetto alle politiche restrittive e recessive nazionali, costituisce un solido ancoraggio rispetto alla deriva germanocentrica. Questi tre punti sono un successo da sfruttare. Nel pieno della crisi ci mettemmo a sostenere l’importanza degli equilibri militari. In diversi ci presero per matti. Quando l’ipocrisia si sposa con l’ignoranza genera mostriciattoli patetici. Il tema è centrale: l’Italia ha svolto egregiamente la propria funzione in tutte le guerre fatte sotto l’ombrello della Nato. A Lisbona si stabilì che dall’Afghanistan non ci si sarebbe ritirati prima del 2014. Gli spagnoli sono andati via. I francesi sono arretrati. I tedeschi non sono mai arrivati. Noi ci siamo stati e ci siamo, sopportando costi economici e umani, mettendo in campo altissima qualità. Tutto questo conta, eccome.

Obama si spinge oltre: plaude agli accordi di partneship a lunga scadenza, firmati da noi e dagli afgani, quindi mette l’Italia sullo stesso piano degli Usa, come destinata a restare in zona anche dopo il 2014. Richiama il peso degli altri scenari, afferma che il regime siriano deve essere rimosso e ribadisce l’impegno contro le armi atomiche. Tutto questo suona a morto per gli iraniani e riconosce il ruolo dell’Italia (è appena il caso di ricordare che il governo Prodi riconobbe al regime iraniano il ruolo di “potenza regionale”, che è cosa opposta). Bene, molto bene. Ma l’Italia deve essere assistita nel soddisfare i propri bisogni energetici: abbiamo rinunciato al petrolio iraniano e abbiamo subìto un danno dalla guerra in Libia. Senza contare gli attacchi che subimmo quando si rese attivo il gasdotto che porta combustibile dalla Russia (accordo firmato dal governo Prodi, realizzato da quello Berlusconi e in armonia con la Germania, senza che questo ci abbia risparmiato sgradevolezze e una certa curiosa induzione di certi dibattiti interni).

È il caso che ce ne si ricordi quando, al freddo, si descrive la diminuita erogazione come una sorta di disgrazia. In ogni caso: su questo capitolo meritiamo di avere delle contropartite. In quanto alla crisi del debito, alla Casa Bianca è ben chiaro che applicando la ricetta che l’Ue sta imponendo alla Grecia si otterranno solo disastri. Ben venga il rigore nell’amministrare, ben vengano le riforme, ma non scherziamo: solo barriere finanziarie elevate, costruite con i mattoni dei soldi pubblici, possono fermare il fuoco della speculazione. Che siano erette è interesse comune. Se la Germania resiste, deve essere chiaro quale partita si sta giocando: non è la gara a chi fa meglio il maestrino, ma è in ballo la solidità delle economie occidentali. Se la speculazione porta la Germania a finanziare il proprio debito spendendo meno di quel che l’inflazione consuma non per questo è accettabile che tale condizione di privilegio metta a repentaglio tanto gli interessi dell’Unione quanto quelli Atlantici.

Il bilancio della missione è molto positivo. Monti porta a casa un successo ragguardevole. Per sfruttarlo, nel mentre la Merkel fa campagna elettorale per il boccheggiante partner francese, occorre rompere l’assedio dei rapporti bilaterali e interstatali, restituendo l’Ue alla sua collegialità. Il luogo idoneo acché si ritrovi l’equilibrio fra interessi nazionali, istituzioni europee, sviluppo economico ed equilibri globali.

di Davide Giacalone

www.davidegiacalone.it

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Commenti all'articolo

  • alberthammer

    10 Febbraio 2012 - 23:11

    1 - Siete grossolani nei confronti della Cancelliera Merkel. 2 - Come italiano ritengo le vostre valutazioni, sulla strategia della Germania, contrarie all'interesse del popolo italiano, ma favorevoli alla politica anglo americana. La nostra unica possibilità è diventare del tutto uno stato mitteleuropeo, l'alternativa è la seppur bellissima Africa, e questo è quello che piace agli anglosassoni. Cordiali Saluti

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  • walter112

    10 Febbraio 2012 - 18:06

    Per il momento la culona ha fatto fuori Silvio Berlusconi, che poi Monti ed Obahma abbiano veramente la voglia ed i mezzi per far fuori la leader della prima economia industriale e tecnologica del mondo: HO DEI FONDATI DUBBI.

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  • libero42

    10 Febbraio 2012 - 18:06

    Avete cancellato i primi commenti pubblicati stamattina, sulla cafoneria del giornalista e censurato quelli di critica. Bravi, ma allora erano vere le indiscrezioni sull' appellativo dato dall'ex-premier alla Cancelliere. Che poi ci ha fatto uno 'spead' così!..

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  • wilegio

    wilegio

    10 Febbraio 2012 - 18:06

    Qualcuno ha chiesto all'ineffabile professore cosa è andato realmente a fare in America? Oltre a prendersi le pacche sulle spalle dall'abbronzato, ha avuto il coraggio di chiedere, anzi pretendere qualcosa in cambio del sacrificio di uomini e mezzi profuso dall'Italia a favore delle guerre americane? Ha chiesto che gli speculatori americani la piantino una volta per tutte di attaccare noi e l'euro e di dissanguarci a favore delle loro malefiche banche di affari e dei loro altrettanto malefici speculatori? Ha chiesto ad obama di fare in modo che le maledette agenzie di rating americane la piantino di declassarci per sostenere il loro dio dollaro? Gli ha fatto capire che noi non siamo più disposti a farci massacrare per loro e per i tedeschi, e che le guerre è ora che se le facciano da soli? Non credo proprio...

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