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Voleva far saltare Congresso Fbi arresta terrorista

Fermato 29enne marocchino. Gli agenti dell'Fbi si fingono di Al Qaeda e gli forniscono partita di falso esplosivo

Voleva far saltare Congresso Fbi arresta terrorista

Gli agenti dell'Fbi lo hanno bloccato intorno a mezzogiorno davanti alla sede del ministero del lavoro americano, a Washington, a due passi da Capitol Hill, sede del Parlamento. Amin Khalifi, 29 anni di nazionalità marocchina, era convinto stesse per compiere un attacco suicida contro il Congresso. Ma in realtà la sostanza che portava indosso, sotto una veste, non era esplosiva. A fornigliela sarebbero stati alcuni investigatori che lo controllavano da settimane, e che per incastrarlo si sono spacciati per emissari di Al Qaida.

L'indagine Fbi - L'indagine dell'Fbi sarebbe partita più di un anno fa, dopo che alcune conversazioni telefoniche dell'uomo - arrivato negli Stati Uniti a 16 anni e da tempo immigrato clandestino, residente ad Arlington, in Virginia - sarebbero state intercettate. Conversazioni in cui Khalifi avrebbe parlato della sua intenzione di compiere un attentato. Qui è scattata la trappola degli agenti dell'Fbi che, spacciatisi per membri dell'organizzazione terroristica numero uno al mondo, avrebbero fornito all'uomo un finto 'abito-bombà ed una pistola non funzionante. Tanto il giovane era convinto fosse giunto il giorno dell'attentato, con un attacco kamikaze contro Capitol Hill, che poco prima del suo arresto si sarebbe recato in una moschea di Washington a pregare.

La trappola - La trappola è quindi scattata intorno a mezzogiorno, quando Khalifi è stato bloccato in un parcheggio di Constitution Avenue, di fonte al Dipartimento del lavoro e poco distante dalla sede del Congresso statunitense. L'uomo non ha posto alcuna resistenza ed ora sarà portato davanti ai giudici ed andrà incontro a sicuro processo. "Questo arresto - ha spiegato un portavoce dell'Fbi - è il risultato di un'operazione segreta nel corso della quale il sospetto è stato tenuto sotto sorveglianza dalle forze dell'ordine che indagavano su un possibile attacco al Congresso". "Gli esplosivi che si suppone l'uomo volesse utilizzare nel tentativo di attentato - hanno quindi assicurato gli investigatori - sono stati subito disinnescati e non costituiscono più una minaccia per la popolazione". Gli agenti incaricati di vigilare sulla sicurezza del Congresso, intanto, hanno sottolineato come "in nessun momento il pubblico o il personale sono stati in pericolo".

 

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Commenti all'articolo

  • agosman

    19 Febbraio 2012 - 12:12

    E la notizia dov’è? Ma che razza di operazione è mai questa? Uno sfigato deficiente muore dalla voglia di fare un attentato, trova altri esaltati, agenti dell’FBI che si fingono membri di Al Qaeda i quali gli forniscono del falso esplosivo e una pistola giocattolo. Lo scemo fanatico, istigato dagli agenti sotto copertura dell’FBI ci casca, indossa l’esplosivo fasullo e la pistola giocattolo, si raccomanda l’anima ad Allah e va al Campidoglio di Washington per un impossibile salto per aria. Ovviamente lì lo aspettano gli allegri buontemponi dell’FBI che lo arrestano per detenzione e porto di finto esplosivo, di pistola giocattolo e tentata strage impossibile. Ovviamente ai poliziotti che hanno approfittato di quello psicolabile istigandolo a compiere quel gesto, che altro non è che una ignobile pagliacciata, non accadrà nulla. Ma quel deficiente che reato ha commesso se non aveva esplosivo, non aveva armi e non poteva fare male a nessuno? Aveva recitato a sua insaputa una parte come in una fiction. Lui era convinto che fosse tutto vero mentre l’FBI, dopo averlo assecondato e istigato fornendogli il finto esplosivo e la finta arma lo ha atteso nella trappola. Non era meglio una volta scoperto il marocchino clandestino con velleità di martirio islamico, prenderlo, impacchettarlo e rimandarlo in Marocco anziché perdere tutto quel tempo e denaro? Se questi lavorassero in Italia, pur con tutti i limiti e difetti della legge penale italiana sarebbero finiti tutti indagati. Altro che balzare agli onori della cronaca. E se penso che dopo poche ore dall’attentato alle torri gemelle i servizi americani recuperando i filmati degli aeroporti, avevano individuato e identificato tutti i terroristi fra un mare di gente, ricostruito il loro soggiorno in USA fino alle ultime ore della loro vita, beh, … quasi quasi mi verrebbe di pensar male. Ma che efficienza!!

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