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Sopravvive per due mesi nell'auto sepolta dalla neve

La storia di un 45enne svedese sparito il 19 dicembre e ritrovato venerdì scorso. Ce l'ha fatta bevendo neve sciolta e grazie all'effetto igloo

Sopravvive per due mesi nell'auto sepolta dalla neve

Sembra una storia incredibile, di quelle che finiscono poi in qualche film. Un uomo, uno svedese è sopravvissuto intrappolato per due mesi in un’auto sepolta dalla neve senza toccare cibo. L’auto è stata ritrovata venerdì in un bosco a circa un chilometro da una strada principale nel nord del Paese scandinavo. Secondo la polizia l 'uomo, che era troppo debole per pronunciare più di due parole, ha detto che si trovava nel veicolo dal 19 dicembre.

Era il 19 dicembre quando una fortissima tempesta di neve si abbattè sulla città di Umea, nel centro-nord del Paese. Peter Skyllberg, un automobilista quarantacinquenne rimane con l’auto in panne, a circa un chilometro dalla strada principale. Resta bloccato, nessuno passa di lì, è isolato e il freddo è spietato. La neve lo seppellisce, nessuno lo può vedere e nessuno sente le sue grida d'allarme. venerdì l'auto è stata avvistata da un giovane che ne ha notato il tetto che spuntava dalla neve e che ha subito chiamato i soccorsi. «Ho visto uno strano movimento e ho capito che nell’abitacolo c’era qualcuno – ha dichiarato Ebbe Nyberg – una volta avvicinatomi ho notato una persona rannicchiata su sé stessa avvolta in un sacco a pelo. Quasi non era in grado di muoversi e parlare».

Il sopravvissuto, provato e debolissimo, tra un sospiro e l’altro è riuscito a spiegare di essersi salvato grazie alla neve, di cui si è nutrito per tutto il periodo di «sepoltura». Inoltre sarebbe stato provvidenziale un sacco a pelo nel quale ha dormito per sessanta giorni a una temperatrura che il manto di neve attorno alla vettura ha contribuito a mantenere stabile intorno agli zero gradi centigradi, contro i -30 all'esterno. Il quarantacinquenne si trova ora all’Umea University Hospital dove gli sono state prestate le prime cure per il gravissimo stato di malnutrizione, ma i medici non ritengono sia in pericolo di vita. Dietro alla vicenda c’è comunque un’aria di mistero, alimentata anche dalla reticenza del protagonista che si è rifiutato di concedere interviste: nonostante la polizia non dubiti della versione del superstite, stupisce che nessuno avesse denunciato la sua scomparsa.

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Commenti all'articolo

  • Il_Presidente

    24 Febbraio 2012 - 16:04

    usare il cellulare per chiedere aiuto? Cos'ha mangiato,solo neve per 2 mesi? E i bisogni corporali? Nessuno poi si è preoccupato di cercarlo? Al lavoro,per es o la famiglia o parenti...

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