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Fango sugli eroi di New York "Pompieri sono dei razzisti"

Contro i miti dell'11 settembre. Sentenza mette nel mirino l'amministrazione: solo bianchi tra gli assunti. Riscarcire i neri

Fango sugli eroi di New York "Pompieri sono dei razzisti"

Dalla gloria degli eroi caduti per salvare la gente nelle Torri Gemelle all’infamante accusa di essere razzisti. In questo modo è crollato il mito dei pompieri di New York, che si sono visti condannare da un giudice federale di Brooklyn per aver assunto negli anni quasi solo dipendenti bianchi. Da tempo si sapeva che sui lucidi camion rossi del New York Fire Department (FDNY) salivano pochissimi vigili del fuoco neri o ispanici. Tanti di loro volevano arruolarsi, iniziavano il concorso ma poi venivano quasi sempre scartati.

Così qualcuno ha osato denunciare il glorioso FDNY, parte dell’amministrazione di New York, che si è ritrovato nelle aule di tribunale per salvare la sua integrità. Il giudice Nicholas Garaufis, che in passato si è distinto nella lotta alle organizzazioni mafiose della Grande Mela, ha osato andare contro il simbolo di New York. Ha ordinato al dipartimento dei «firefighter» di pagare fino a un massimo di 128 milioni di dollari ai circa 2200 fra neri e ispanici che si sono visti negare tuta e casco da pompieri. Non solo, ha anche disposto l’assunzione d’ufficio di 186 neri e 107 ispanici, che hanno fatto richiesta per entrare nel corpo. L’iter legale andrà ancora avanti per accertare i singoli casi e i rispettivi indennizzi, ma questo resta un colpo durissimo per una vera e proprio istituzione americana. «La città di New York», si legge nelle 64 pagine di motivazioni della sentenza, «sapeva bene che il test d’ingresso aveva un impatto differente a seconda delle popolazioni».

Basta pensare che il 90% dei vigili del fuoco è rappresentato da bianchi, contro un misero 3,4% da neri e un 6,7% da ispanici. Di sicuro questo non piace ai primi fan dei pompieri di New York, i cittadini di una delle metropoli più multietniche del mondo, che conta un quarto di afro-americani e il 27% di “latinos”. Tutti ricordano i 343 vigili che l’11 settembre del 2001 sono morti nelle Torri Gemelle per salvare le migliaia di persone intrappolate dopo gli attacchi kamikaze di Al Qaeda.

Entrare nel corpo è un’impresa. Da decenni, ha spiegato il giudice nella sua sentenza, vengono violate le leggi federali sul lavoro che offrono pari opportunità a chiunque faccia domanda. Dal processo è emerso il vero grande problema dell’FDNY: il nepotismo. Ci sono vere e proprie «dinastie» di vigili, la divisa e il distintivo vengono tramandati di padre in figlio. Scorrendo fra i nomi dei pompieri saltano all’occhio i tanti cognomi di origine irlandese e soprattutto italo-americana. I vigili cercano di difendersi da questo assalto. «Non sono affatto d’accordo con la sentenza che ci accusa di discriminazione intenzionale. Sono in questo dipartimento da 42 anni e non ho mai visto nulla di tutto questo. Se studi duro e ti impegni puoi passare l’esame senza problemi: questo è l’unico modo per diventare pompiere». Queste parole perentorie sono state pronunciate dal capo dei pompieri di New York, Salvatore Cassano.

di Alessandro Carlini

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Commenti all'articolo

  • blackindustry

    13 Marzo 2012 - 13:01

    ma piuttosto di differente cultura. Se ti fai un giro in Italia (e vale in tutta Europa, e purtroppo anche in America) vedi che chi si da da fare non sono certo i neri o gli arabi. Quelli fanno del parassitismo il loro lavoro. I neri non lavorano, non vendono nemmeno più i fazzolettini (la gente li schifa giustamente viste le condizioni igieniche prossime a fogna di calcutta) e stanno tutto il giorno seduti sul marciapiede mentre un paio di loro danno istruzioni per parcheggiare alle auto. Di cosa vivono??? Di aria? non credo! Sono sovvenzionati da caritas, chiese, associazioni di sinistra, con soldi pubblici ovvio! E anche a NY, dove badano al valore e non alla razza, se ne fottono di mettere anche un nero, un giallo, un rosso. Il razzismo è nella testa fasulla di quei personaggi che vorrebbero il posto solo perché neri. Certo il nepotismo e le mafiettine sono ovunque nel mondo, ma l'America non è grande certo perché mafiosa. Per quello, purtroppo, guarderei altrove.

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  • Marcoenrico

    12 Marzo 2012 - 16:04

    Perché 100 anni fa erano i gruppi nazionali più poveri. Gli scozzesi e gli scandinavi da NY ci passavano solamente e poi andavano a fare i contadini, i boscaioli o i falegnami nel west. I francesi andavano in Luoisiana. Gli inglesi ed i tedeschi erano WASP (bianchi protestanti) e quindi potevano fare ciò che più gli aggradava. Gli spagnoli andavano in sud-america. Gli ebrei si dedicavano al commercio. Irlandesi e italiani facevano gli operai e rimaneva l'opportunità di fare i pompieri. Lavoro disdegnato dagli altri per la pericolosità e la fatica. E ora? Ecco arrivare negri e latinos che, tramite avvocati, entrano di prepotenza. Ma i pompieri vivono come in caserma. Vedo tempi duri per loro.

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  • Marcoenrico

    12 Marzo 2012 - 16:04

    La banda musicale del corpo dei pompieri di NY è strutturata come una banda musicale irlandese-scozzese. Ossia con Kilt, cornamuse, tamburi e berrettoni d'orso. Ce li vedete il sergenze Garzia (quello di Zorro per intendersi) scoppiarsi i polmoni per soffiare nella cornamusa o il cugino di Barak Hussein Obama suonare la grancassa in estate con il berrettone d'orso, l'uniforme nera, il kilt verde ed i calzettoni bianchi? No? Beh, neanch'io... Troppo faticoso. Meglio fare i bidelli o i guardiani di un museo...

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  • Marcoenrico

    12 Marzo 2012 - 16:04

    Stavo per scrivere quasi la stessa cosa. Però devo correggerti. Di tedeschi ce ne sono di sicuro, rientrando nella categoria "razziale" bianca che da noi è pericoloso nominarla ma negli USA è sui documenti. Volevo aggiungere un paio di cose: naturalmente non ci sono magrebini/arabi, cinesi, indopachistani ed ebrei, perché per fare il pompiere occorre, oltre che lavorare sodo, essere coraggiosi... e quindi: nemmeno la domanda. Per quanto riguarda negri e ispanici, dirai, anche loro non brillano certo per coraggio. Vero però sono dei grandissimi accaparratori di "posti" statali, che negli USA sono pochi e quei pochi sono quasi tutti loro. Il giudice obbliga ad assumerne alcune decine, pazienza, basta aspettare qualche mese. Si licenzieranno da soli dopo che non sono riusciti a farsi dare una mansione impiegatizia. Che gli facciano tirare a lucido i camion e fare un paio di turni di notte ed il problema è risolto.

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