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La Merkel scarica Sarkozy: "Soltanto un voltagabbana"

Asse franco-tedesco in crisi. Sarkò dopo aver chiamato Angela per la campagna elettorale la allontana. Lei sbotta coi suoi

La Merkel scarica Sarkozy: "Soltanto un voltagabbana"

Asse franco-tedesco in frantumi. La Cancelliera Angela Merkel non ne può più del presidente transalpino Nicolas Sarkozy. La Merkel non ha preso affatto bene le dichiarazioni del presidente francese sull'appoggio che Angela dà alla sua campagna presidenziale: "L'elezione è un fatto che rigarda i francesi", ha dichiarato il capo dello Stato francese intervenendo all'emittente Europe1. Peccato che fino a poche settimane fa Sarkò elemosinasse la presenza di Angela in Francia per favorire la sua nuova corsa all'Eliseo, tanto che i due erano anche apparsi insieme in televisione.

Le critiche - Secondo quanto riporta Der Spiegel, la Merkel, di fronte al voltafaccia di Sarkozy, avrebbe criticato aspramente di fronte ai suoi collaboratori l'incostanza del francese, e non avrebbe nascosto affatto il fatto che preferirebbe non doversi recare nel paese prima delle elezioni, anche per non essere associata a dichiarazioni di Sarkò come quelle sugli stranieri e sulla possibilità di sospendere la partecipazione della Francia a Schengen (una soluzione minacciata da Nicolas in una recente intervista, che servirebbe a limitare l'afflusso nel Paese di troppi extracomunitari).

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Commenti all'articolo

  • Angrus

    18 Marzo 2012 - 12:12

    ma il nostro beneamato Presidente Napolitano in Francia non può intervenire. Questa volta dovrà sbrigarsela da sola.

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  • L'Italiano1982

    18 Marzo 2012 - 11:11

    Sarebbe la politica "credibile" dell'Europa? Befangela che coi suoi sogni neo-imperialistici obbliga la Grecia a comprare scarti d'industria bellica e poi la commissaria e l'affama, in questo è convinta di avere l'appoggio di Sciarlò e gli regge la candela nel suo tentativo d'infinocchiare i transalpini, buscandosi le critiche del suo stesso entourage e senza fare i conti con gli elettori che, per quanto spocchiosi e de-latinizzati, cominciano ad averli pieni di gravitare attorno a Berlino e faticano ormai a sostenere la panzana europea, sicché per non perderli Sciarlò le rifila una pedata nel preterito secco e nomina invano il dio Schengen, lo stesso che, per inciso, invocava a discapito dell'Italia in piena crisi lampedusana, non prima di aver, non avendo di meglio da fare, tirato il freno ai flussi immigratori con una bella "primavera" libica. L'Italia sarà pure messa male, difficile negarlo; ma a quanto pare siamo in buona, ottima compagnia. A quando la fine di questa pagliacciata?

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