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Filmano il suo incontro gay Ragazzo si butta da ponte

Studente viene ripreso di nascosto dal suo compagno di stanza condannato a dieci anni di reclusione. Negli Usa scoppia la polemica

Filmano il suo incontro gay Ragazzo si butta da ponte

Una storia tristissima quella dello studente italo-americano Tyler Clementi: una storia di cyber bullismo. Il ragazzo, filmato da una telecamera nascosta, durante un incontro gay dal ragazzo con cui condivideva la stanza, non ha retto la vergogna e si è tolto la vita dopo tre giorni lanciandosi nel fiume Hudson dal Washington Bridge, il ponte che collega Manhattan al New Jersey. Il responsabile, Dharun Ravi,  studente di orgine indiana, ma che dall'età di due anni viveva negli Stati Uniti, dopo averlo filmato ha diffuso le immagini su internet facendole girare nei vari social network. E' stato condannato a 10 anni di detenzione. Una sentenza che in Amercia ha acceso un forte dibattito dividendo quelli che credono sia la giusta punzione per uno scherzo che ha spinto un ragazzo al suicidio e chi invece, pur sottolineando la gravità dell'atto, sostiene che il responsabile non possa essere mandato in cella insieme a stupratori e assassini.

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  • minimo

    19 Marzo 2012 - 23:11

    Non vi sono dubbi che il gesto del ragazzo, l'uso di immagini di vita privatissima, sia da condannare. Il fatto però ci dovrebbe far pensare e dovrebbe far pensare anche coloro che vogliono i matrimoni gay. Tutti e dico tutti devono rispettare la riservatezza di ognuno e devono anche rispettare la morale delle società, anche quelle più avanzate in marale sessuale. In pubblico non si devono ostentare libertà sessuali non gradite alla gente. In privato tutti siamo liberi di esprimere la nostra sessualità in piena libertà, anche quella del rapporto intimo di famiglia.

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  • pat2008

    19 Marzo 2012 - 19:07

    Ben fatto, dieci anni di galera fatti come Dio comanda (e in America glieli fanno fare tutti) gli insegneranno il principio di responsabilità, e cioè che a ogni azione che si compie corrisponde una conseguenza di cui si è responsabili. Un'azione spregevole come filmare la vita privata di un proprio compagno omosessuale e metterla su internet per dileggio merita certamente di essere punita così e anche di più. Bene hanno fatto i giudici a sbatterlo in galera, dove avrà tempo di meditare su quel che ha fatto, rendendosi colpevole del suicidio di una persona. E anche di fare alcune simpatiche amicizie che lo avvicineranno alla realtà che tanto disprezza: certamente ne uscirà come un uomo... diverso.

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  • uomo-qualunque

    19 Marzo 2012 - 19:07

    da grande sostegno agli equal rights. Il limite tra tale sostegno e promozione dell'omosessualità (transgender, ecc.) è sottilissimo. La tragedia in questo caso si combina tra 2 mentalità molto diverse, quella di un ragazzo indiano estroverso e uno americano timido, e sofferente per la sua omosessualità. Ne fanno le spese entrambi. Uno l'ha fatta finita, per l'altro si apre l'inferno. Non so per chi dei 2 sia peggio. Il giudice che punisce con 10 anni al ragazzo indiano può essere difficile da capire con la nostra mentalità, ma gli USA sono molto diversi da noi. Un marito che apre una lettera indirizzata alla moglie rischia eil carcere se la moglie lo dovesse accusare, figuriamoci in Italia dove spesso qualche postino capisce che c'è qualcosa di valore dentro la busta e se lo frega. La privacy è sacrosanta in USA e l'indiano l'ha fatta grossa. Noi abbiamo visto di peggio con le imagine di Belen Rodriguez messe in internet dal suo partner.

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  • liberalettera

    19 Marzo 2012 - 18:06

    Il comportamento è da punire, in quanto ha preso le immagini di momenti intimi di altre persone.... e le ha pubblicate senza pensare alle conseguenze! Stessa cosa se si fosse trattato di un ragazzo con la fidanzata!! In questo caso deve essere punita l'irresponsabilità del gesto e delle sicure conseguenze.

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