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Tolosa, killer ancora barricato Diffuso il primo video

Il presunto omicida non è un nazista ma un franco-algerino che si dice affiliato ad Al Qaeda. Le trattative proseguono dalla scorsa notte

Tolosa, killer ancora barricato Diffuso il primo video

La faccia di Mohamed Merah, il killer della scuola ebraica di Tolosa, è sorridente, come quella di un giovane qualsiasi. Nel video amatoriale mostrato dall'edizione serale del telegiornale di France 2, la seconda rete pubblica francese, è in compagnia di un coetaneo, a bordo di una sportiva e fiammante Bmw serie 3. Qualche parola alla telecamera e poi via, a fare sgommate in uno spiazzo sterrato. Poi frenata e altre sbruffonerie alla telecamera. un ragazzo come tanti, forse solo un po' tamarro.

Nulla che lasci intravedere il carnefice di tre bambini. Il quale è ancora asserragliato in un appartamento del quartiere residenziale Cote Pavee, il giorno dopo la strage nella scuola ebraica 'Ozar Hatorah' di Tolosa. La cattura era stata prima confermata e poi smentita. L'uomo  sostiene di appartenere a al-Qaeda e di aver voluto vendicare i bambini palestinesi vittime della repressione israeliana, così come attaccare l'Esercito. La notizia della cattura di Merah è stata data dall'emittente Bfmtv e successivamente da i-Telè, ma è stata poi smentita dall'Eliseo e dal ministero dell'Interno. Sul luogo della cattura anche il presidente francese, Nicolas Sarkozy, che era a circa 200 metri dal luogo dove si trovava il killer di tolosa. In precedenza Sarkò aveva affermato: "Lo voglio vivo". Il presidente su questo caso si gioca le rielezioni, e in una campagna elettorale basata nella lotta all'immigrazione la strage di Tolosa gioca a suo favore.

Feriti tre agenti - Una presunta operazione per arrivare al suo arresto era stata annunciata dall'emittente radio Bfm, ma non è mai stata effettuata. Il raid per catturare Merah era stato lanciato già nella notte, e ha coinvolto circa 300 uomini tra polizia e forze speciali. Il blitz è iniziato circa alle 3 del mattino della notte tra martedì e mercoledì: da quel momento l'uomo è asserragliato in un appartamento al piano terra del numero 17 di via Sergent Vignè, nel quartiere Cote Pavèe. Qualche ora dopo l'inizio dell'operazione c'è stato uno scontro a fuoco nel quale sono rimasti feriti tre poliziotti in maniera non grave. Un cordone di sicurezza è stato fissato a circa 150 metri dal teatro delle operazioni e il gas è stato tagliato in tutta la zona. L'uomo aveva annunciato la volontà di arrendersi per le 14.30, ma non ha mantenuto la parola. Il blitz delle forze speciali transalpine è un'operazione molto delicata poiché nel palazzo dove risiede il sospetto vivono alcune famiglie, al momento chiuse all'interno dell'abitazione.

"Voleva uccidere ancora" - Il procuratore della Repubblica di Parigi, Francois Molins, nel corso di una conferenza stampa ha spiegato che il presunto killer avrebbe voluto uccidere ancora, mercoledì mattina, un militare. Nei prossimi giorni prevedeva di eliminare due agenti di polizia: "Merah ha rivendicato i crimini commessi a Tolosa e Montauban e ha affermato di avere sempre agito da solo". Il sospetto killer, ha aggiunto Sarkozy, "voleva mettere la Repubblica in ginocchio, ma la Repubblica non ha ceduto".

Casa piena di esplosivo - L'auto di Merah, nel corso della giornata, è stata messa in sicurezza con un'esplosione controllata: era piena di armi. In casa il killer aveva un revolver calibro 11.43, barattato con un telefonino fornito dalla polizia nel corso delle trattative. Merah aveva anche un kalashnikov, un mitragliatore uzi e probabilmente altre armi. Un fratello del sospetto, ritenuto vicino ad associazioni islamiste, è stato interrogato ed arrestato: nel suo appartamento sarebbe stata trovata polvere esplosiva. "A scopo cautelare" sono state fermate anche la madre, la fidanzata e due sorelle del presunto killer.

Si dichiara un mujahedin  - L’assedio a Merah era iniziato con una sparatoria nel corso della quale due agenti sono rimasti lievemente feriti. Era circa mezzanotte quando le forze speciali francesi del raid hanno fatto partire l'operazione in un quartiere residenziale della parte nord di Tolosa contro quello che si considera  il sospetto principale per la strage della scuola ebraica e  l'uccisione dei militari francesi. L’uomo si è asserragliato  al piano terra di un piccolo edificio dove vive e le forze dell’ordine stanno trattando con lui. Non appena è iniziato il blitz il giovane ha aperto il fuoco ferendo almeno due agenti di polizia.

Addestramento in Pakistan - L'uomo, ha riferito il ministro dell’Interno Claude Gueant, dice  di essere un mujahedin e di essere legato ad Al Qaeda. In passato è stato in Pakistan e Afghanistan per istruirsi nei campi di addestramento islamici. Ha detto in queste ore di aver voluto "vendicare i bambini palestinesi" e ha fatto anche riferimento alle operazioni militari francesi all’estero. Gli inquirenti lo hanno rintracciato grazie al motorino usato e  ad alcune telefonate con altre persone. Altre operazioni sarebbero   infatti in corso in altre zone della città ma gli inquirenti al   momento mantengono il riserbo su questi altri interventi.

Evaso da Kandahar - Merah, alcuni anni fa, era evaso dalla prigione di Kandahar, dove avrebbe dovuto scontare una condanna a 3 anni per il coinvolgimento in una serie di attentati. Il giovane era sotto osservazione della Direzone centrale delle Informazioni interne da dopo gli attacchi ai tre militari dell'11 marzo e di gioved' scorso. Da anni il presunto killer era seguito anche dall'antiterrorismo francese. Nel 2010 Merah aveva tentato di entrare sia nella Legione Straniera sia nell'esercito, ma era stato scartato a causa dei suoi precedenti penali.

Jihadisti pregano per lui - Mercoledì mattina sui forum jihadisti che diffondono la propaganda di al-Qaeda è apparsa una serie di  interventi a favore del giovane francese di origine algerina braccato in un’abitazione di Tolosa. Il primo tra i forum jihadisti ad annunciare il blitz della polizia francese è stato 'al-Fida', che titolava: "Blitz contro un giovane musulmano sospettato degli attacchi di Tolosa".  Scriveva l’internauta islamico Yatim al-Baghdadi: "Preghiamo tutti per il nostro fratello affinchè riesca a salvarsi dalle mani dei miscredenti". I frequentatori dei forum dedicati ad Osama Bin Laden e   Ayman al-Zawahiri sembrano sorpresi dall’annuncio fatto dal giovane francese di appartenere ad al-Qaeda, ma scrivono: "Oh Allah, proteggi il nostro fratello da ogni male".

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  • GMTubini

    22 Marzo 2012 - 12:12

    Hai ragione: pure Galileo fu arso vivo!

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  • paolino46

    21 Marzo 2012 - 22:10

    la differenza fra noi cristiani e d i musulmani non si può sintetizzare in due parole .Quello che ora combinano le bestie, come le chiami tu, se andiamo indietro ai tempi dell'inquisizione lo combinavano anche i cristiani. Se ti ricordi, bastava dire di non credere, che si poteva essere arsi vivi. Le sale di tortura usate contro chi veniva accusato di eresia, eccetera eccetera. Una casa è sicura, l'ignoranza ed il fanatismo viaggiano sempre assieme, il fanatismo religioso è però il peggiore di tutti, produce danni incredibili, ed è incredibile incontrarlo ancora oggi nel 2012. Non è un caso però che venga usato per fini politici e di potere

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  • raucher

    21 Marzo 2012 - 19:07

    Il gran muftì di Gerusalemme NON si limitò a dare la sua benedizione alle truppe bosniache. Visse per ben 4 anni culo e camicia con Hitler , riuscì all'ultimo momento a portare le penne fuori dalla Germania e , con un lungo giro , a rientrare nei paesi arabi.Umanamente era una merda, disposto a servirsi dell'ignoranza e dell'arretratezza del suo popolo per ottenere il potere .Anche Nasser e il giovane Sadat furono pro-Hitler, come tutti gli arabi che notoriamente adorano i dittatori. Si informi, Lei non mi pare molto preparato in proposito.

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  • GMTubini

    21 Marzo 2012 - 17:05

    Entrambi, avete ampiamente dimostrato di essere persone con una certa curiosità intellettuale, pertanto non vi sfuggirà che c'è sempre stata una sostanziale differenza tra gli insegnamenti di Cristo e le effettive azioni dei suoi sedicenti seguaci (anch'io, per intendersi, mi considero me-dicente seguace). Fa bene Marcoenrico a a scrivere che il Dio dei cristiani e quello dei musulmani sono cose ben diverse e all'indirizzo di borgofosco io posso anche aggiungere, senza tema di smentita, che chi sostiene il contrario mente, per ignoranza o per malafede. A Marcoenrico chiederei tuttavia di non lasciar intendere, per favore, che l'insegnamento di Cristo consenta e tanto meno imponga di ammazzare chicchessia per qualsiasi motivo che non sia riconducibile alla difesa dell'incolumità personale e di una comunità. Scusate se vi sembro un po' brusco ma converrete che gli argomenti che avete introdotto meriterebbero ben altra trattazione che un post su questo forum.

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