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Pirati tentano assalto a cargo

I marinai italiani stanno bene

Pirati tentano assalto a cargo
I pirati della Somalia non si arrendono: e tentano l'arrembaggio contro un cargo battente bandiera statunitense, riuscito miracolosamente a sfuggire all'assalto a colpi di granate e armi automatiche. Lo riferisce la Cnn, secondo cui la 'Liberty Sun' ha fatto subito scattare l'allarme, chiedendo assistenza alla Marina americana, che ha inviato sul posto la 'USS Brainbridge', arrivata nei giorni scorsi nelle acque del Golfo di Aden, dopo l'assalto dell'8 aprile alla 'Maersk Alabama'. Il cacciatorpediniere americano ha quindi scortato il cargo, con a bordo aiuti umanitari, fino al porto di Mombasa, in Kenya. L'armatore della nave, da New York, ha fatto sapere che l'imbarcazione non ha riportato danni e che l'equipaggio sta bene. Secondo quanto precisato da fonti della Difesa, la 'Liberty Sun', con a bordo un equipaggio composto da una ventina di cittadini americani, trasportava un carico di generi alimentari destinato ad alcuni Paesi africani per conto del Programma alimentare mondiale dell'Onu (Pam), di Care International e di altre organizzazioni non governative. La Cnn, nel dare la notizia del fallito assalto, riporta le e-mail che un componente dell'equipaggio, Thomas Urbik, ha mandato ieri alla madre Katy mentre i pirati sparavano i primi colpi. «Siamo sotto attacco, siamo sotto il fuoco di razzi e proiettili - scriveva - Siamo barricati nella sala motori e al momento nessuno è rimasto ferito...C'è stato un piccolo incendio, ma è stato domato. Sta arrivando la Marina...Cercherò di mandarti presto un altro messaggio». E in effetti, neanche mezz'ora dopo, Urbik ha inviato un'altra e-mail alla madre, dicendo che «la Marina si è mostrata in tutta la sua potenza, adesso siamo scortati e stiamo tutti bene». L'assalto al «Liberty Sun» è avvenuto a sei giorni da quello alla «Maersk Alabama», prima nave americana ad essere attaccata dai pirati somali, conclusosi con il sequestro del comandante, Richard Phillips, liberato domenica in un blitz delle forze speciali nel quale erano rimasti uccisi tre corsari.
Ostaggi italiani - Intanto resta nelle loro mani il rimorchiatore italiano Buccaneer con 16 membri di equipaggio, tra cui 10 connazionali. E mentre si susseguono le riunioni interministeriali e si tenta di aprire un canale di contatto per negoziare, sulla vicenda resta lo stretto riserbo del ministero degli Esteri per non compromettere l'incolumità degli ostaggi. Al momento, comunque, non sarebbe ancora arrivata alcuna richiesta di riscatto da parte dei bucanieri e la nave italiana starebbe alla fonda, nelle acque prospicienti la costa nord della Somalia. I marinai, ad ogni modo, stanno bene. A rassicurare è il presidnete della CAmera Gianfranco Fini, questa mattina a Mazara del Vallo, dove abita la moglie di uno degli ostaggi: "«Il marittimo italiano Pasquale Mulone, tra i 16 sequestrati della nave Buccaneer, stamattina ha telefonato alla moglie e ha detto di stare bene", ha raccontato Fini, che ha detto di avere "buone ragioni per essere ottimista".


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