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Stasera i quarti di finale Euro 2016

La sfida infinita diventa un thriller: enigma De Rossi, le carte di Conte

2 Luglio 2016

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La sfida infinita diventa un thriller: enigma De Rossi, le carte di Conte

Come se non bastasse l' ansia intrinseca in una partita come Germania-Italia, che per di più vale la semifinale di un Europeo, ci si mette anche Daniele De Rossi a trasformare in un thriller l' attesa per la partita di stasera a Bordeau (arbitra l' ungherese Kassai, lo stesso di Italia-Svezia).  Ci eravamo rassegnati a dover fare a meno del gladiatore azzurro ed eravamo pronti a sostenere il giovane Sturaro, data la contemporanea squalifica di Thiago Motta, ma il romanista ha sparigliato le carte. Capitan Futuro ieri ha fatto la sua ricomparsa in gruppo dopo giorni di terapia per l' ematoma alla coscia destra «con parziale disinserzione delle fibre del vasto mediale» rimediato contro la Spagna. «Un problema serio», lo aveva definito il medico della Nazionale, Castellacci, appena mercoledì. E invece De Rossi dopo aver pregato Conte di aspettarlo fino all' ultimo, ieri è tornato in corsa sicuramente per la panchina e al 50% per una maglia da titolare (anche se senza i 90' nelle gambe). A sciogliere gli ultimi dubbi sarà solo il provino di stamattina che tutto il gruppo dei 23 guarderà con attenzione.
«Le sue condizioni sono discrete, ma non ci sbilanciamo: in queste partite bisogna stare benissimo e dare il 120%, tutti conoscono i movimenti della squadra e possono inserirsi», è la riflessione di Conte in conferenza stampa, «la Germania è più forte della Spagna: hanno tecnica, talento, fisicità, gioco, organizzazione, sono la squadra più completa al mondo e sembrano un club più che una Nazionale. È una situazione impari, ma il calcio è fatto di situazioni: nessuno parte battuto».
Ciò che non cambierà è in ogni caso il modulo, con la conferma del 3-5-2 con Parolo e Giaccherini mezzali, De Sciglio ancora sulla fascia e la riproposizione dell' attacco e della difesa collaudati. Reparti che, sulla carta, sembrano avere poco da invidiare ai blasonati campioni del mondo: zero gol subiti dalla BBBC (Buffon-Barzagli-Bonucci-Chiellini) nel suo assetto completo - l' irlandese Brady ha segnato a Sirigu - proprio come la retroguardia tedesca. «Neuer più forte di me?


Sarebbe offensivo paragonarlo a un portiere di 38 anni», dice con umiltà Buffon, «ma non cambia quello che sono io». Appena una rete in meno segnata per gli azzurri rispetto ai rivali di oggi, trascinati da un redivivo Mario Gomez, anche se il vero osservato speciale sarà Draxler, che finora ha dato molto da rimpiangere ai tifosi della Juve che lo avevano sognato la scorsa estate. Solo due gli insostituibili di Conte (360' in campo) - Barzagli e Bonucci -, ben cinque per Löw: Kroos, Ozil, Muller ed Hector oltre al portiere Neuer. A cui si aggiungono Boateng e Khedira, con oltre 325' nelle gambe. Conterà? Speriamo.
Come tocca augurarsi che il campo annulli la differenza che c' è sulla carta tra la nostra rosa (263 milioni, Insigne il più prezioso a quota 25) e quella tedesca che sfiora i 600 di valore complessivo (100 solo dei cartellini potenziali di Ozil e Kroos). La storia insegna che si può fare: il bilancio complessivo parla di 15 vittorie italiane contro le otto della Germania su 32 incontri. Nei grandi tornei - cinque Mondiali e tre Europei - non ci hanno mai superato ed è facile elencare a memoria il 4-3 del '70, il 3-1 che valse l' oro a Spagna '82, il 2-0 ai supplementari del 2006 a Dortmund e il 2-1 di quattro anni fa con Balotelli protagonista (quattro pareggi negli altri incroci). Numeri che conteranno nella testa dei nostri avversari, mentre gli azzurri dovranno cancellare il ricordo del 4-1 di Monaco nel marzo scorso: era solo un' amichevole. Non una partita dall' altissima carica emotiva: «I miei stressati? Ci sono ben altri problemi», risponde Conte a chi gli chiede di un gruppo «appagato», «abbiamo studiato molto come poter fermare la Germania. In questo sì, li ho stressati. Queste partite ti fanno sentire grande, dobbiamo sfruttare l' onda emotiva senza perdere la nostra strada. Un mese fa non ci sarebbe stata partita, oggi siamo qui per giocarcela».
riproduzione riservata.
FRANCESCO PERUGINI

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