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Tra presente e futuro

Italia ko con la Germania, addio Europei: perché non è una "bella sconfitta"

Italia ko con la Germania, addio Europei: perché non è una "bella sconfitta"

La prima reazione a caldo dopo Italia-Germania, finita con un'amara eliminazione ai rigori dagli Europei, è "bravi azzurri, bravi lo stesso". Non a caso a Il Grande match sulla Rai e non solo si parla subito di "bella sconfitta". Comprensibile, è il cuore a parlare. Ma sbagliato, perché lo sport e il calcio sono crudeli, non ci sono "belle sconfitte" ma solo sconfitte, al più onorevoli. E in queste c'è un solo possibile lato positivo: capire, una volta a terra, perché ci si è finiti e come rialzarsi. Per vincere domani, subito. Ma non è detto che tra tutte queste pacche sulle spalle si riesca a cogliere la lezione.

Non fortuna, ma bravura - È il destino della Nazionale azzurra, grande per storia e definizione. Non ci possiamo accontentare di partecipare, anche se la logica impone piedi per terra: questa squadra, questo gruppo, non valeva per qualità ed esperienza una finale, forse nemmeno una semifinale. Ma poteva, e in un certo senso doveva. Non sarebbe giusto, come molti fanno in questi minuti, gettare il peso dell'eliminazione sulle spalle di Pellè, beffardo e beffato, o di Zaza, entrato per tirare il rigore che puntualmente ha calciato alle stelle. I 120' di Bordeaux però hanno dimostrato che un'Italia vecchia, acciaccata, dimezzata, con poco talento (e senza alternative vere, è anche per questo che i cambi sono arrivati così tardi) può competere ad armi pari contro una Germania forte, solida, priva a differenza nostra di un solo grande giocatore, Marco Reus. Non è stata fortuna, ma bravura, perché lo abbiamo fatto con le armi della tattica, della forza, dell'intelligenza. Valgono quanto un tacco, un'apertura di esterno, un tiro a giro nel sette. Sono le "nostre" armi, non dobbiamo dimenticarlo.

La scommessa di Ventura - Bravo Antonio Conte a rispolverarle nella versione migliore. Ora deve essere bravo Giampiero Ventura, il prossimo ct, a fare altrettanto. O a scoprire nuove vie, se possibile. Non sarà facile, perché la generazione 1986-90 non ha dato i frutti sperati (quanto talento sprecato tra Balotelli, Giovinco, Pepito Rossi) quando avrebbe dovuto essere l'ossatura della squadra che ci porterà ai Mondiali di Russia, nel 2018. Gente come Buffon, Barzagli, Chiellini difficilmente ci saranno, De Rossi è un dubbio, Marchisio e Bonucci con ogni probabilità saranno i leader del prossimo biennio. Dobbiamo sperare che i ragazzi nati tra 1992 e 1995 sboccino, e in fretta. Qualcuno tentenna (El Shaarawy, Insigne, Sturaro, Immobile), qualcuno sarà una colonna (Florenzi), altri si sono rilanciati proprio in Francia (De Sciglio), i migliori forse sono rimasti a casa (Rugani, Romagnoli, Berardi, di sicuro l'infortunato Verratti). Ventura ha un lavoro durissimo davanti: mantenere lo spirito contiano e iniettare più qualità e freschezza. Se non ci riuscirà, la sconfitta coi tedeschi resterà solo una sconfitta. Peggio: sarà il canto del cigno di un gruppo generoso ma incompiuto.

di Claudio Brigliadori
@Piadinamilanese

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Commenti all'articolo

  • burago426

    03 Luglio 2016 - 10:10

    ma non li avete visti? Riuscivano a fare qualche passaggio azzeccato solo per miracolo, si facevano rubare palla, mentre i tedeschi liberi mai contrastati se li passavano facilmente. Addormentati quando dovevano ricevere la palla, i tedeschi intuivano prima e scattavano velocemente per fregarlgliela. Di sicuro abbiamo avuto una buona difesa altrimenti non saremmo arrivati ai rigori.

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  • pasquineddu

    03 Luglio 2016 - 08:08

    saremmo anche bravi, ma è tutto inutile quando si è capitanati da un perfetto kollione, Ma perchè quell'idiota di konte non ha fatto le sue due sostituzioni vista la squadra stremata? Due attaccanti prima dei supplementari forse cambiavano qualcosa, cmq, assurda la sostituzione al 120' - si poteva far entrare anche un ottantenne!! - konte, konte, ma ti sei akkattata a partita?

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  • jborroni

    03 Luglio 2016 - 08:08

    abbiamo ottimi talenti ma ancora nessuno riesce a far fare squadra. la Germania faceva correre la palla con ottimi , precisi passaggi: i nostri correvano dietro alla palla spendendo energie infinite per intercettare. Penso abbiano corso il doppio dei tedeschi.

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