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Analisi

Deschamps, la lezione ai tedeschi: ma deve dire grazie all'Italia

Didier Deschamps

Finale anticipata? Forse. Quella che negli Anni 80 è stata la semifinale per eccellenza dei Mondiali (nel 1982 in Spagna vinsero i tedeschi 8-7 dopo i rigori, nell’86 in Messico fu 2-0 teutonico senza problemi) agli Europei è una battaglia inedita. E in un torneo di qualità non eccelsa, che ha bruciato diversi pronostici, un luogo comune così banale - la finale anticipata - è stato accolto come un salvavita da quanti nel calcio cercano e rovesciano le certezze quotidiane. In effetti il match di Marsiglia è stato una recita degna, forse perché ormai ci siamo abituati a partite che spesso regalano serate in pericoloso bilico fra l’esasperazione tattica e la fifa di prender gol. Germania-Francia aveva i numeri per non essere un pacco e non lo è stato. Contenuti tecnici non sacrificati e individualità che hanno messo dentro tutte le energie fisiche e nervose che avevano.

Deschamps aveva la rosa al completo, la piacevole chance di poter scegliere, la gigantesca pressione di non poter sbagliare. Löw aveva l’obbligo di smettere di copiare, ha dovuto arrangiarsi, risolvere la questione infortuni (Gomez, Khedira) e squalificati (Hummels), scegliendo una Mannschaft di corsa, da bliztkrieg e così è - quasi - stato perché, dopo Neuer che dice subito no a Griezmann, i tedeschi si installano nella metà campo francese martellando, accerchiando, la sensazione che il gol è dietro l’angolo, e per poco non sfondano. Ma “per poco” non conta. E dopo un dispendio di energie così colossale ecco la beffa, la mano galeotta di Schweinsteiger vista da Rizzoli e dal suo collaboratore e il rigore di Griezmann che manda in estasi la Francia. Un copione identico a quello della ripresa: 68% di possesso tedesco e francesi a fare l’Italia, senza mai perdere la testa e via in contropiede, come se la lezione di Conte l’avesse imparata Deschamps e già dimenticata Löw. E quando i 120 minuti di Germania-Italia iniziano a pesare sui cingoli dei panzer (che senza Mario Gomez dimostrano di non aver prodotto un vero attaccante d’area nonostante tutti gli oriundi importati) ecco l’uscita a vuoto di Neuer (non è la prima volta) e il tappetto Griezmann a portare tutti a Parigi. Piccola nota. Euro84 e i Mondiali 1998 erano in Francia: ricordate chi ha vinto alla fine? Portogallo avvisato.

di Tommaso Lorenzini

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