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Adelfia

Il Sud e la desertificazione economica e umana

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Il Sud e la desertificazione economica e umana

In occasione della XXX edizione del Premio Letterario, ad Adelfia, il 24 novembre scorso, si è discusso del tema in concorso "Il Sud e i Sud" chiamando a raccolta pensatori di spicco a dire la propria. La questione, sollevata dal sindaco Giuseppe Cosola, ha trovato il suo incipit in quelle argomentazioni concrete - più vicine alle richieste - che un primo cittadino del Meridione vede porsi ogni giorno:"Come faccio con questo reddito a sfamare la mia famiglia?","Come faccio a far studiare mio figlio al Nord visto che qui non ha futuro?".
Inevitabile il districarsi del filo rosso della serata: per il Sud vale la pena restare? E restare significa patire? Lino Patruno, giornalista, ha colto l'occasione per dare una sua metafora di Sud come deserto, attraversato da anime inaridite ed erranti, ciononostante, costellato di oasi. Nella metafora, Patruno inserisce i "100 Mosè" del Sud: tutti i giovani e i giovanissimi che spiccano per la genialità delle loro start up (è di Monopoli l'ideatore dell'aereo super leggero più veloce al mondo, di Casarano l'inventore delle mini pale eoliche, di Noci il brevetto dei GPS per gli spazi chiusi, di Conversano colui che collabora alla progettazione della nuova metropolitana di Honolulu). È grazie alle associazioni e piccole imprese che ogni giorno il Sud evita di cadere nell'abbandono, poiché sono quelle che lottano contro la teoria del "nonsipuotismo".
La mitologia del Sud più comune, ha introdotto il filosofo Gianni Vattimo, è quella del malcostume, dell'inefficienza, del peso negativo sul bilancio statale, ma è il momento di ripensarlo come il luogo in cui si giocano i destini del futuro. In un mondo in cui il conflitto nord-sud si gioca tra privilegi e deposito di vitalità umana, si calcoli la percentuale maggiore di giovani presenti al Sud e la loro propensione al miglioramento economico e sociale. Allora ben vengano le ultime innovazioni provenienti dall'America Latina che dimostrano come un paese coloniale o subcoloniale abbia raggiunto una autonomia politica tale da raggiungere lo status di ex- meridione. Il Sud, dice Vattimo, rimane quella luce di speranza nel mondo capitalistico irrigidito nei modelli chiusi, quindi un pungolo per il rinnovamento. "Ma si colga anche il divario di genere" ha voluto sottolineare la professoressa Vittoria Bosna, "e quanto per le donne del Sud sia stato difficile affermarsi. Si ricordino Maria Luigia Quintieri (fondatrice storica dell'opera nazionale per la maternità e l'infanzia), Rosaria Scardigno (insegnante e fondatrice de "La voce della donna") e tutte quelle donne che in guerra hanno occupato posti lasciati vuoti dagli uomini, che hanno diretto fabbriche e donne che hanno lottato per le quote rosa".
"La questione meridionale non è superabile se non passando per il superamento della questione femminile" ricorda Mario Spagnoletti citando il pensiero di Salvatore Morelli. Il professore ha confermato come sia impossibile pensare ai sud secondo la concezione antica dell'arretratezza, perché si smetta di ereditare la penalizzazione dovuta ad antiche colonizzazioni che invece hanno tratto estremo vantaggio dall'utilizzo delle risorse meridionali. Se ci fermassimo solo a quantificare il divario rimarremmo intrappolati nel concetto di sottosviluppo perché le stratificazioni storiche e le contraddizioni strutturali non bastano ad eclissare l'iniziativa e la tenacia delle nuove generazioni.
A conclusione della serata, Spagnoletti ha affermato "Il sud del Mondo è quel luogo in cui possono germogliare elementi positivi, ma è fondamentale la presa in carico culturale del tema.".

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