Cerca

Galleria Fumagalli

Gli interrogativi visivi ed esistenziali di Nannucci

4 Maggio 2017

0
"What to see what not to see"

Quotidianamente ci viene chiesto di fare delle scelte: cosa vedere, cosa dire, cosa pensare, cosa percepire, cosa amare. Insomma come orientare le nostre decisioni. E' questo il senso della mostra di Maurizio Nannucci “What to see what not to see” appena inaugurata negli spazi milanesi della Galleria Fumagalli: cinque nuove opere in neon di grandi dimensioni e di colori diversi che, attraverso immagini, parole e significati attraverso le quali l'artista - che Sin dalla metà degli anni Sessanta esplora il rapporto tra arte, linguaggio e immagine, tra luce-colore e spazio, creando inedite proposte concettuali - non offre soluzioni in sé concluse, ma indica e allude alle differenti possibilità di lettura e interpretazione dei segni che ci circondano, in una continua apertura e declinazione delle componenti semantiche intrinseche alle proprie realizzazioni.
Il lavoro di Nannucci restituisce una valenza simbolica alle singole parole. "Credo che l'immagine trascenda i limiti della rappresentazione, diventando un'immagine mentale, virtuale, un'immagine che nasce da un sogno o da un sogno ad occhi aperti, un’immagine visualizzata e relativa, che può essere evocata da una sola parola, un suono o un profumo...", spiega l'artista che riducendo i mezzi visivi al linguaggio e alla scrittura persegue una pratica artistica che evoca la percezione sensoriale, che trasmette nuove esperienze spaziali e che attiva uno scambio tra l'opera e il fruitore, motivandolo, in un gioco libero del pensiero, ad una più approfondita e rinnovata relazione fra il proprio io, sensoriale e concettuale, e il circostante.
La mostra si potrà visitare gratuitamente in via Bonaventura Cavalieri 6 (Milano) fino al 22 luglio.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media