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Expo 2015

Expo 2015, non solo padiglioni: i cluster nascosti sono i più belli

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Expo 2015, non solo padiglioni: i cluster nascosti sono i più belli

Tra i grandi spazi espositivi all’interno di Expo 2015 dovevano esserci, in prima linea tra i preferiti dei turisti, i cluster. Molti, però, ancora oggi hanno dei dubbi su quello che sono davvero queste aree e si limitano a passeggiare all’esterno delle imponenti costruzioni e godere dei baracchini e dei food truck posizionati al loro esterno.

Innanzitutto bisogna sapere che i cluster sono una novità del tutto milanese rispetto alle altre esposizioni universali e sono ampi spazi all’interno del sito espositivo che raggruppano più paesi (soprattutto quelli in via di sviluppo) attorno a un tema comune. A volte un alimento altre volte una caratteristica ambientale. Interessanti? Forse. La verità è che, anche a detta di molti addetti ai lavori, queste aree potevano e dovevano essere pensate in modo che divenissero il vero centro di questa Expo. E sebbene questi sembrino troppo spesso più dei bazar o degli uffici del turismo, non visitarli sarebbe un vero peccato.

Partendo dall’inizio del Decumano (dal lato del padiglione Zero) il primo cluster che si incontra è quello del riso. Le sue pareti di specchi e le piccole risaie che lo circondano sono l’attrazione principale di questa area. Eppure, non mancate di fare un salto all’interno dell’area espositiva del Bangladesh di cui il riso è l’alimento principale del Paese. Per il suo tema dolcissimo e amato da tutti, il cluster del cacao e del cioccolato è uno dei più affollati. Qui, oltre agli assaggi offerti da marchi come la Lindt (che nell’area ha una vera e propria fabbrica del cioccolato), non perdetevi lo spazio di Sao Tomé e Principe. All’interno, oltre ai prodotti del Paese, potrete ammirare il frutto del cacao e i suoi semi e scoprire le modalità di coltivazione tradizionali di questo piccolo paese insulare al largo della costa occidentale del continente africano.

Poco più avanti, nel cluster del caffè, potrete scoprire l’area con due tour guidati, gratuiti. Oltre alla visita tradizionale della durata di 45 minuti (disponibile tutti i giorni alle 13.45, 16.25 e 18,45) è disponibile una visita multimediale della durata di mezz’ora ogni giorno alle 12.30, 15 e 17.30. Tra le aree da visitare, vi segnaliamo invece l’Uganda dove balli e canti sono all’ordine del giorno. Lo spazio frutta e legumi accoglie diverse varietà di piante da frutto creando l’atmosfera naturale del frutteto. Questo è forse il cluster più spoglio ma non perdetevi l’Uzbekistan: l’unico spazio espositivo in cui compare della frutta.

Adiacente all’area della frutta, nel cluster delle spezie, visitate il mini padiglione della Tanzania e scoprite l’immensa varietà di spezie, dallo zafferano al cardamomo alla vaniglia e la cannella, e le loro proprietà. E se nel cluster cereali e tuberi lo spazio più interessante è quello di Haiti e in quello delle zone aride una visita d’obbligo è nell’area della Palestina, una menzione speciale va al cluster isole mare e cibo, uno dei più distanti e nascosti, dove sorge la piccola spiaggia (con tanto di materassini e sabbia) della comunità Caraibica.

Ultimo, per posizione ma non per ricchezza di contenuti, il cluster del Bio Mediterraneo. Qui, una tappa d’obbligo è nell’area dell’Egitto dove troverete dai geroglifici alle costruzioni tipiche dell’antichità mixate con un tocco di tecnologia. Davanti a grandi specchi, infatti, potrete giocare a travestirvi con faraoni o Cleopatre. Divertentissimo.

Marianna Baroli

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