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Le sfilate

Milano Moda Uomo, il casual chic di lusso da Emporio Armani a Etro

Milano Moda Uomo, il casual chic di lusso da Emporio Armani a Etro

Quaranta anni di attività nel 2015: Giorgio Armani è consapevole che quel che dice viene preso per oro colato. E che dopo la sfilata sono tutti lì ad ascoltate le sue esternazioni. «L'abbigliamento - spiega - ci dice dove stiamo andando» e in questo momento «bisogna adattarsi a un mondo difficile che non ti permette di essere troppo romantico». I suoi giovani uomini in passerella con la linea Emporio Armani hanno gli occhi truccati e l’aria un po’ misteriosa, indossano pantaloni stretti sul fondo innervato da zip, caban e parka con pennellate artistiche e in testa calzano cappelli stile gendarmerie. Ma non è una divisa, piuttosto un atteggiamento <categorico, composto, controllato». E per ottenerlo non c'è bisogno dell'orbace - scherza Armani citando un vecchio tessuto di lana - ma si può utilizzare un materiale morbido e donante come il jersey, reso ancora più contemporaneo dal taglio a vivo e grande protagonista della collezione per il prossimo inverno. Nell’uomo, si sa, non sono possibili grandi rivoluzioni, ma, come ribadisce Re Giorgio, ci sono piccoli cambiamenti che caratterizzano i tempi. Così la nuova giacca è sempre più leggera, sfoderata e completamente destrutturata, ha il colletto a scialle, i polsini e il bordo in fondo come quelli del bomber, ed è abbinata ai pantaloni, stesso tono di blu per dar vita a un nuovo completo metropolitano.

Le pennellate di colore (che Armani definisce un artistico gesto liberatorio) sono presenti anche da Etro sulla giacca, come fosse un quadro. È questo il nuovo su misura di Etro, con i capi che diventano tele disegnate da artiste comasche, quelle che Kean Etro, direttore creativo del menswear, conosce da sempre. «Sono donne dai 25 ai 60 anni - racconta il creativo nel backstage - le stesse che prima dell'arrivo della stampa 3D preparavano i disegni che poi andavano in stampa sugli abiti». Così i completi in velluto liscio o a coste orizzontali si riempiono di pennellate tono su tono. I modelli camminano lungo il corridoio di un freddo palazzo barocco, popolato da animali esotici, come elefanti, tigri e rinoceronti: un ambiente ibrido che ricorda l’immagine pubblicitaria del brand che 17 anni fa ritraeva cervi, conigli e oche vestite Etro sedute a un tavolo. Sulla voce di Bruce Springsteen si muovono soprabiti decorati con un effetto tridimensionale, portati sopra camicie a quadri scozzesi e pantaloni con stampe che appaiono e poi sfumano nel tinta unita. Anche il motivo paisley dipinto si posa sui capi per poi scomparire in un gioco di trompe-l'oeil. La sera, lo smoking si porta con lunghe sciarpe a pois e sotto una giacca piumino spolverata d'oro

E se per Prada con le sue 30 uscite maschili e venti femminili, è stata una collezione tornata alle origini con il nero e il nylon (Miuccia: "Durante la preparazione delle collezione uomo trovo che certe cose starebbe bene sulle donne. Ed ecco la contaminazione tra guardaroba maschile e femminile"), un salto al passato lo ha fatto anche Moncler Gamme Bleu. Il marchio specializzato in piumini di lusso guidato da Remo Ruffini porta sulla passerella un capo che arriva dagli anni '50, quelli in cui l'azienda è nata. «Quando Remo mi ha mostrato la prima giacca originale di quel periodo, ho pensato di poterla intrecciare con il mio percorso - ha spiegato Thom Browne, lo stilista che disegna la linea Gamme Bleu da sette anni - mescolando l'anima sportswear del marchio con quella sartoriale».

Da Daks, come da Prada, si ha la sensazione di essere di fronte a una collezione unisex. "Raffinata e sexy, dall’armonia senza tempo", come la definisce Filippo Scuffi, il direttore creativo. Lo stilista con laurea ad Harvard e master a New York in psicologia dell’abbigliamento ha portato in passerella una convincente collezione in cachemire doppiato in shearling ispirata al mondo dei motociclisti. Dalla tuta al grintoso chiodo, dalla mantella con cappello allo smoking, dal pantalone al bomber nei tessuti più tradizionali del british style. Si ritrovano gessati, pied de poule bianco e nero, principe di galles e spinato, le fantasie presenti nel dna del marchio inglese, abbinate al rosso intenso, al nero e al grigio. Il trapuntato che evoca la sella della moto ha un ruolo da protagonista. 

Gioca con i cappotti unisex Vivienne Westwood che prende in prestito la faccia del principe Carlo, che diventa il fil rouge della collezione maschile invernale, stampato sulle t-shirt, da portare con maglie rilassate, abiti tartan. Ai piedi, scarponcini da trekking con mini tacco e sneakers con tripla linguetta che inneggiano alla battaglia etica della designer, e che poi si trasformano in banconote dei Paesi di tutto il mondo. Denaro in tutti i tagli anche su un completo bianco giacca-pantalone, per dire «no al monopolio delle banche».

Anche da Colombo, dove il tradizionale parka viene rivisitato nelle forme e nelle proporzioni per divenire un esclusivo capo da uomo vien voglia di indossarlo. Grazie all’utilizzo di un leggero e impalpabile tessuto in cashmere seta, la trapuntatura enfatizza la sensazione di calore senza incidere sul volume del capo che si avvolge al corpo in un confortevole abbraccio. Foderato in tessuto tecnico colore a contrasto, ha i bottoni in corno ed è arricchito con un collo staccabile di castorino. Il girocollo costa inglese bicolore è “kid cashmere fleece”, una particolare tecnica di lavorazione che rende il capo gonfio e con un moderno aspetto felted.

Il debutto che ci piace: Mario Dice ha presentato il suo uomo apparentemente “pop”, che può scatenarsi sulle note rock più acute dei Ramones, il gruppo americano che ha ispirato la collezione raffinata, apparentemente semplice, in realtà attentamente studiata, cucita addosso a un uomo contemporaneo. Capi sartoriali, come nel caso dei pantaloni classici di gabardin di lana che si arricchiscono di dettagli colorati in un gioco di “vedo non vedo”; del giaccone che all’occorrenza diventa un comodo caban e della giacca che si impreziosisce con i bottoni simili a piccoli lingotti di oro. Giacche in seta cachemire o in lana cachemire, pantaloni rovesciati e in velluto-neoprene, camicie plissè. L’uomo di Mario Dice gioca con le tute in nappa leggerissima o le felpe in cavallino (anche versione termosaldate e laserate in 3D con stampe animalier e geometriche usate anche per il jeans). Capispalla importanti, morbidi che sembrano cuciti addosso, c’è anche il montone bianco optical e il cappotto in nappa rigida o in camoscio a vestaglia. Blouson Biker rivisitati in cachemire con impunture in pelle o in montone, e per i più coraggiosi anche tempestati da Swarovski.

di Daniele Mastromattei
@DMastromattei

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