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Scenari politici

Lavoro e taglio alla spesa i partiti contro Monti

Il premier: "Crescita in ritardo? Colpa della politica". E i politici sono sempre più convinti di mantenere lo status quo

Sono in molti a sostenere che le parole del premier Monti a margine dell'incontro europeo con gli imprenditori all'European Business Summit a Bruxells fossero indirizzate ai partiti italiani. "In questo momento c'è una vera penuria di policy skills, di competenze della politica", un'accusa velata che rimprovera l'immobilismo della politica nell'affrontare temi spinosi come riforma del lavoro, pensioni, liberalizzazione e quant'altro. E Monti sa bene quanto sia difficile andare avanti con il suo programma di riforma emergenziale tra paletti e sgambetti di Palazzo. Mettere d'accordo tre correnti di pensiero è impresa ardua. Alfano, Casini e Bersani hanno tre modi di intendere la cosa pubblica in modo differente. E per anni queste visioni diverse e opposte sono state la base dell'immobilismo italico. Monti è stato chiamato proprio per spezzare questo status quo che perdura da tempo e che gravi danni ha causato all'Italia dove rimandare è meglio di rimediare.

Riforme bloccate - L'avvicinamento alle amministrative aumenta come è naturale l'attrito tra partiti e governo. Soprattutto Bersani e Alfano alzano la voce formalmente in direzione di Monti ma in realtà lo sfogo è indirizzato agli elettori stanchi del fiume di tasse che li sta travolgendo. E sono da ricercare in questo contesto, i continui stop imposti prima da Bersani e poi da Alfano sulla riforma del lavoro. Il leader Pd, per non perdere l'apporto della Cgil, aveva dichiarato che urgeva cambiare le modalità di uscita dal lavoro. Ora il Pdl per bocca di Gasparri, chiede invece che siano riviste le modalità di flessibilità in entrata. Il ministro Fornero, in accordo con Monti, ha sempre dichiarato che la riforma potrà essere varata solo con piccole modifiche che non stravolgano e rendano inutile la riforma. Ma nei partiti si fa sempre più forte l'idea di mantenere tutto come era prima. Sia per quanto riguarda la riforma elettorale che se cambiata penalizzerebbe gli equilibri esistenti ora nel panorama politico, sia per quanto riguarda quella dei tagli alla spesa. Risparmiare, infatti, è un vocabolario sconosciuto nella pubblica amministrazione italiana. 

Roma

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Commenti all'articolo

  • futuro libero

    28 Aprile 2012 - 11:11

    se ne parlerà il giorno ultimo di permanenza a Palazzo Chigi. Napo non vuole, non c'è più il finanziamento della Russia, quindi bisogna arrangiarsi, e dove essere sicuri di trovarli sempre? Ovvio il popolo pecor.

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  • spalella

    27 Aprile 2012 - 16:04

    Se i partiti, i miserabili della vecchia politica, parlano di taglio della spesa parlano di sicuro della spesa per noi cittadini... non intendono certo i cento e passa miliardi di spreco corrente annuo dello stato e delle istituzioni che servono a foraggiare un milione trecentomila zecche a loro collegate ! altrimenti non sarebbero i miserabili che noi tutti conosciamo. Il problema è che Monti è un asino in mezzo ai suoni, uno che potrebbe fare ma non ha le palle per mandare a fottersi i partiti, facendo ciò che DAVVERO ritiene utile. Potrebbe fare il NECESSARIO e lanciare la palla nel campo dei miserabili politici che, se gli togliessero la fiducia, ne assumerebbero anche le responsabilità. Una cosa per la quale i miserabili politicanti hanno ancora meno palle di quante ne abbia Monti. Un bel paese di m...da davvero.

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