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Riforma del lavoro

La Fornero ammette: "Tagliamo le garanzie sul lavoro"

Ma il ministro difende la riforma: "Non stiamo smantellando l'articolo 18"

La Fornero ammette: "Tagliamo le garanzie sul lavoro"

 

Elsa Fornero difende l'articolo 18 ma ammette modifiche. "Sulla flessibilità in uscita è vero che stiamo tagliando qualcosa: una garanzia che impediva il licenziamento perché attribuiva al giudice l'immediato reintegro del lavoratore licenziato. Ma non abbiamo smantellato l'articolo 18". Il ministro del Lavoro è intervenuta a un convegno dell'Udc a Torino. 

Le parole del ministro - "Abbiamo cercato di fare un ragionamento prendendo in considerazione che c'è un'area che fa impresa che in certi momenti può avere un motivo economico vero per licenziare le persone e indennizzarle economicamente senza che intervenga il giudice", ha detto il ministro nel suo intervento. "Questo non è sottrarre una protezione anche perché era limitata ad una cittadella di lavoratori, i giovani ne sono fuori e in parte anche le donne, il nostro obiettivo è distribuire meglio la protezione su una platea più ampia". 

Pensioni - "L'assistenza va separata dalla previdenza e va finanziata con tassazione progressiva. Il sistema di previdenza pubblico deve essere trasparente, prima che fosse introdotto il metodo contributivo non lo era e vi erano tanti privilegi. Se lo Stato pensa solamente a dare una pensione generosa a tutti, l'unico modo è la tassazione. Ma occuparsi di chi ha meno è compito dell'assistenza e questa la si fa pagandola con tasse che devono essere necessariamente progressive. I contributi versati sul lavoro, invece, sono proporzionali". Secondo il ministro: "Questo è lo spirito della riforma delle pensioni che, con la sua durezza, incoraggia la trasparenza e il lavoro".

 

torino

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Commenti all'articolo

  • Phidry Hiellie

    01 Maggio 2012 - 11:11

    ....ho riunito le forze e sono riuscito a vedere su youtube la sceneggiata della lurida che piangeva affianco al gelido e schifoso bocconiano. Mi ha rovinato la giornata vedere quell' essere immondo a prenderci per il Khulos. Dovremmo smetterla con le parole e partire ai fatti, quegl' impostori non sono stati votati, perciò rappresentano solo chi ci vuole far del male e ci stanno riuscendo, o li togliamo dai koleones o ci rovinano l' esistenza, guardate ai suicidi di chi contribuisce ai loro stipendi. Pensateci veri Italiani per bene: o loro o noi. Dobbiamo, senza violenza, contrapporci con tutte le forme lecite a fermare quei delinquenti, politici compresi che per salvare il loro tenore di vita sovraccaricano i poveri cittadini. Il corvo del colle è la mente pensante di tutto questo disastro e quello che ha cotrattato questa banda di killers.

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  • sergiociro

    29 Aprile 2012 - 14:02

    L'ultima argomentazione della Fornero sull'Art.18, o ragionamento come lo chiama lei, è assolutamente falsa e senza fondamento logico e razionale, altrettanto fallace, inaccettabile e bugiarda quanto questo pseudo-ministro senza cervello, che si occupa indegnamente e vergognosamente del lavoro e dei dititti dei lavoratori. Chiaramente l'oggetto di questa assurda falsità è abolizione dellì'Art. 18, pretesa da questa dissociata logica solo per una questione di potere di controllo della volontà e personalità dei lavoratori, considerati dei numeri di valore nullo, come gli schiavi egizi e i sudditi da regime dittatoriale. Costei arriva a sostenere che, una volta che l'azienda ha deciso ed effettuato il licenziamento di un lavoratore, questa decisione è definitiva e irrevocabile, giusta o ingiusta che sia, e non c'è giudice o processo giudiziario che possa annullare detta decisione unilaterale dell'azienda. E infatti costei, dissennata come una paranoide, chiede e sostiene che il giudice

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  • sergiociro

    29 Aprile 2012 - 14:02

    lurida maledetta cesso di provincia ti venisse un tumore al cervello non avevi detto che se non passava come era la modifica all'articolo 18 saresti andata a m'o'r'i'r'e' tu e i tuo colleghi in'vece sei ancora li ti auguro un tumore maligno al cervello

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  • wall

    29 Aprile 2012 - 10:10

    il destino beffardo dei lavoratori pensionati e futuri pensionati eccola!!!! La grande utotopa delle politiche del lavoro deve prima cominciare dalle persone che si trovano a vita ad essere parlamentari e politici e rioganizzare le pensioni degli onorevoli e di tutti i dirigenti di stato......tetto massimo di stato per gli onorevoli e dirigenti al solo tetto attuale dell' inps....

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