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Ruberie a sinistra

Lusi, chiesto l'arresto per l'ex tesoriere della Margherita

I pm romani chiedono la custodia cautelare per il senatore ex braccio destro di Rutelli. Ora dovrà decidere il Senato

Le accuse: associazione a delinquere, riciclaggio, appropriazione indebita, trasferimento fraudolento di beni
Lusi, chiesto l'arresto per l'ex tesoriere della Margherita

Richiesta di arresto per Luigi Lusi: secondo quanto riferito da Fiorenza Sarzanini su Corriere.it si aggrava la situazione dell'ex tesoriere della Margherita accusato di aver sottratto dalle casse del partito fondato da Francesco Rutelli 25 milioni di euro di rimborsi elettorali. A chiedere l'ordinanza di custodia cautelare sono stati il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Stefano Pesci: l'arresto sarebbe necessario in quanto sussiste il pericolo di inquinamento delle prove. Ai domiciliari sono finiti intanto la moglie di Lusi, Giovanna Petricone, e due commercialisti. Le accuse sono pesanti: non ci sono solo i reati di riciclaggio, appropriazione indebita e trasferimento fraudolento di beni, ma è contestato anche il reato di associazione per delinquere. La palla ora passa a Palazzo Madama, dove i senatori dovranno concedere l'autorizzazione a procedere per il senatore. Lusi è stato eletto nel Partito democratico ed è stato espulso quando è scoppiato lo scandalo. Una frattura che dovrà essere sancita dal voto in aula. 

I dettagli dell'accusa - Per i magistrati e i militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza non ci sono dubbi: Lusi e il suo più stretto entourage si attivarono da tempo per portare avanti un progetto di spoliazione del patrimonio della Margherita che, tra il 2006 e il 2007, annunciò ufficialmente la sua chiusura aprendo la via a una fase di transizione che prevedeva, tra l’altro, la gestione di almeno 80 milioni di euro di rimborsi elettorali confluiti, nel quinquennio 2007 - 2011, in un conto corrente presso l’agenzia della Bnl al Senato. Secondo gli inquirenti il senatore ex Pd sarebbe il capo e il promotore di questa associazione per delinquere che ha agito in un contesto di inquinamento, fatto di ripetute reticenze, menzogne e messaggi allusivi lanciati all’esterno. Il senatore per primo non avrebbe mai reso alcuna confessione ma si sarebbe limitato a confermare quanto gli investigatori di volta in volta riuscivano ad accertare. Di recente, sono state trovate tracce di un altro milione e 335 mila euro utilizzati da Lusi per l’acquisto dell’appartamento di via Monserrato, e si è scoperto che per organizzare un fastoso catering per le seconde nozze celebrate nel luglio del 2009, oltre 30mila euro della Margherita sono stati pagati allo chef Antonello Colonna. 

Difesa "sconcertata" - "L'ordinanza cautelare del gip Simonetta D’Alessandro ci ha lasciati sconcertati perché questo provvedimento arriva dopo aver reso una ampia confessione e dopo aver chiesto una perizia contabile attraverso un incidente probatorio che ci è stato rigettato". E’ il commento a caldo dell’avvocato di Lusi, Luca Petrucci. "Avevamo anche chiesto il sequestro del sistema informatico contabile della Margherita, e non ci è stata data risposta", ha proseguito il penalista che sta andando a Genzano per incontrare Lusi e prendere visione dell’ordinanza. "Non solo - ha proseguito Petrucci - ma, dopo aver messo a disposizione della Margherita tutti i beni immobili oggetto di contestazione da parte della magistratura, è stata disposta una misura cautelare anche se, allo stato, non si comprende su quali elementi nuovi si basi questa ordinanza". 

 

 

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Commenti all'articolo

  • bennis77

    04 Maggio 2012 - 12:12

    A Rutelli niente carcere? Peccato con tutto quello che ha preso adesso paga Lusi.

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  • futuro libero

    04 Maggio 2012 - 12:12

    ma la legge è uguale per tutti. Penati? di pietro? fini?

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  • bersa56

    03 Maggio 2012 - 21:09

    La giustizia è arrivata anche per questo imbecille. In galera devi andare babbeo

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  • vin43

    03 Maggio 2012 - 21:09

    Che a Lusi gli si debba sputare in un occhio è pacifico. Però! Bene ha fatto. Perché, secondo me, quei soldi erano suoi. Aveva delega di firma e l’ente erogatore glieli dava? Tutto regolare, anche perché non esisteva più il partito del «ciccio bello». «Chi va per fregare, rimane fregato» recita un proverbio. Il Parlamento tra giri e rigiri è stato raggirato con subdole proposte poi diventate leggi. Infatti leggo «… con il consenso di tutti i partiti, ad eccezione del PLI». E’ da apprezzare la lotta fatta dai Radicali.

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