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Napolitano: la Costituzione

non può essere sacrificata

Napolitano: la Costituzione

"Ogni potere delle istituzioni rappresentative, il potere legislativo ordinario come il potere esecutivo, riconosce la supremazia della Costituzione e rispetta i limiti che essa impone": sono le parole di monito di Giorgio Napolitano, pronunciate nel corso di un intervenento oggi pomeriggio al teatro Regio di Torino.
Una voce in difesa della Costituzione, che “non è un residuato bellico”: per il Capo dello stato, occorre riaffermare il primato che disciplina le forme rappresentative ed elettive e ponendo "limiti che non possono essere ignorati nemmeno in forza dell'investitura popolare, diretta o indiretta, di chi governa".
Alla vigilia della festa del 25 aprile, queste sono dichiarazioni che sembrano in particolare rivolte al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che in diverse occasioni ha avanzato l’ipotesi di una revisione delle norme costituzionali per poter rendere più efficace e immediato l’operativo del governo.
E se, continua il capo dello Stato, è "del tutto legittimo politicamente" verificare elementi di ulteriore rafforzamento dei poteri del governo e di chi lo presiede, queste modifiche devono essere comunque introdotte "sulla base di motivazioni trasparenti e convincenti".
“In funzione della governabilità non si possono sacrificare la divisione dei poteri, la pluralità dei partiti, la tutela delle minoranze politiche”, ha sottolineato il presidente della Repubblica. Parole che richiamano il pensiero del filosofo Bobbio secondo cui "la denuncia della ingovernabilità tende a suggerire soluzioni autoritarie".
In chiusura un passaggio sul 25 aprile, "festa di tutti e non di una sola parte". "I valori dell'antifascismo e della Resistenza - aggiunge il presidente della Repubblica- non restarono mai chiusi in una semplice logica di rifiuto e di contrasto e poterono perciò tradursi con la Costituzione in principi e in diritti condivisibili anche da quanti fossero rimasti estranei all'antifascismo e alla resistenza".

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Commenti all'articolo

  • antoniop41

    25 Aprile 2009 - 15:03

    a tacere e fare solo quello che l'attuale costituzione gli permette di fare. Il burattino. Altrimenti ammetta che deve essere riscritta senza la supervisione di chi ha parteggiato o è stato finaziato dal nemico RUSSO.

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  • isiced

    23 Aprile 2009 - 18:06

    Egr. Sig. Presidente della Repubblica, Lei essendo il rappresentante di tutti gli italiani, non può parlare sempre ha favore di una parte di essa, ma anche per quella parte di italiani che vedono la nostra Carta Costitizionale vecchia ed arrugginita, perchè, anche loro sono italiani, come quelli che la pensano come Lei. Lo stato italiano non appartiene alle forze politiche, ma a tutte le persone che ne accettano le regole(che nel tempo possono essere cambiate) partecipando allo sviluppo socioeconomico e culturale del paese Italia....... Ossequi Mario D.

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