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La legge

Vietato rifare i seni alle minorenni

Multe ai medici che metteranno le protesi alle under 18

Pamela Anderson

Finalmente arriva la legge: le minorenni non potranno rifarsi il seno e dovranno attendere la maggiore età.  Ovviamente il divieto si riferisce a interventi per fini esclusivamente estetici. Ed è stato inoltre istituito il registro delle protesi mammarie. Ormai è fatta: il disegno di legge entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.  

Abuso di protesi - Ultimamente si faceva un uso smodato di protesi al seno e non sempre le donne che ricorrevano al chirurgo estetico erano maggiorenni. In alcuni casi non attendevano nemmeno la fine dello sviluppo.  E i medici che avrebbero dovuto rifiutarsi di eseguire l’intervento non sempre lo facevano. Sicuramente ci sono dottori onesti, ma ce  ne sono tanti altri che pensano più al denaro e per questo sono disposti a passare sopra alla salute dei  pazienti.

Le sanzioni - Per fortuna  con l’entrata in vigore del provvedimento  i chirurghi che non rispetteranno il divieto di intervento «under 18» (pazienti sulle quali si potrà impiantare una protesi solo in caso di indicazione medica di «gravi malformazioni congenite») rischieranno una multa fino a 20mila euro e tre mesi di sospensione dall’attività. Ed è anche poco.  Il provvedimento, fortemente voluto dall’allora sottosegretario alla Salute Francesca Martini, era stato presentato dall’ex ministro della Salute Ferruccio Fazio e aveva ricevuto il primo via libera alla Camera il 22 dicembre 2010. Alla fine del 2011, sulla scia dello scandalo delle protesi francesi difettose Pip, il Senato aveva ripreso l’esame, approvando il testo con l’inasprimento delle pene da 5mila agli attuali 20mila euro. Ora il ministero della Salute avrà sei mesi di tempo per emanare il decreto che stabilirà tempi e modi per la raccolta dei dati nel registro nazionale, che sarà tenuto dalla direzione generale farmaci e dispositivi medici del ministero.

La relazione -  Sempre al ministero spetterà ogni anno il compito di fare una relazione al Parlamento sui dati raccolti dai registri, che dovranno contenere anche le indicazioni sui tipi di protesi e di riempimenti, oltre alla durata degli impianti. Nei registri, di cui ogni Regione dovrà dotarsi, andranno indicati «tipologia e durata degli impianti, con informazioni dettagliate circa il materiale di riempimento utilizzato ed etichettatura del prodotto, gli effetti collaterali ad essi connessi nonché l'incidenza dei tumori mammari e delle malattie autoimmuni». Non dimentichiamo che ogni anno in Italia vengono effettuati circa 80-85.000 interventi chirurgici per l’impianto di protesi (intervento che quest’anno compie 50 anni dal primo realizzato in Texas ad una donna di 30 anni nella primavera del 1962). Il 30% è effettuato per motivi ricostruttivi, come ad esempio dopo un tumore alla mammella, e il 70% è legato a ragioni estetiche.

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Commenti all'articolo

  • darkstar

    24 Maggio 2012 - 21:09

    Invece di preoccuparsi dei problemi reali del paese si proibisce quello che nel resto del mondo é assolutamente normale. Naturalmente burocratizzando il tutto, con registri ed archivi dove é obbligatorio iscriversi, pena una visita della famosa "polizia" italiana, che se non brilla per la capacitá ad arrestare i criminali é invece specializzata a perquisire, arrestare e multare i cittadini onesti. Nel paese dei divieti assurdi adesso é vietato rifarsi il seno. La gente andrá a San Marino o in nazioni normali,dové il problema ? Variopinto e ridicolo paesello delle banane, ma chi ci resta piú in Italia ?

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  • Il_Presidente

    24 Maggio 2012 - 02:02

    adesso qualche degenerato progressista della domenica insorgerà urlando alla repressione, limitazione di libertà, bigottismo... eh già, far sprofondare la società nella mondezza amorale è prioritario per quella feccia.

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