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Spesa pubblica

Spending review, il governo
battuto al Senato

Passa un emendamento della Poli Bertone: tagli anche per la Presidenza della Repubblica, Camera, Senato e Corte Costituzionale

Piero Giarda

Venti di tempesta per il governo Monti, che traballa anche in aula in un voto sulla spending review, il piano per contenere la spesa pubblica. Al Senato l'esecutivo è stato battuto su un emendamento di Adriana Poli Bortone di Io Sud che abroga un comma del secondo articolo del decreto legge, quello che stabiliva che i poteri di intervento del supercommissario per i tagli, Enrico Bondi, non potevano essere applicati agli oragni costituzionali (ossia la presidenza della Repubblica, Camera, Senato e Corte Costituzionali). Il comma era stato giustificato spingendo sul fatto che la Costituzione prevede autonomia di bilancio per questi oragni. L'ok all'emendamento - 136 i voti a favore, 122 i no e sette astenuti - assomiglia a una piccola vendetta dei partiti contro il premier e Giorgio Napolitano: i tagli devono riguardare anche loro.

Disparità di trattamento - Inoltre con l'emendamento si mira a fare sì che i poteri di Bondi, per quel che concerne le regioni che hanno previsto un piano di rientro a causa del deficit sanitario, siano limintati al settore della sanità e non riguardino tutti i capitoli di bilancio. Il rischio sarebbe stato quello di creare una disparità di trattamento tra le Regioni in rosso e quelle con i conti in ordine, per le quali il supercommissario può formulare delle proposte da sottoporre al presidente della Regione stessa. Bondi, infine, potrà agire anche per l'ottimizzazione dell'uso degli immobili di proprietà pubblica anche al fine di ridurre i canoni e i costi di gestione delle amministrazioni pubbliche. In base a un emendamento delle commissioni approvato nell’aula del Senato al decreto sulla spending review, l'attività deve avvenire senza oneri per la pubblica amministrazione e in collaborazione con l’agenzia del demanio.

palazzo madama, roma, italia

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Commenti all'articolo

  • seve

    07 Giugno 2012 - 12:12

    Il licaone del governo per quale motivo dispensa il Quirinale quando spende 3 volte la Regina Elisabetta? LORO si che sono un Popolo noi siamo sempre un C.....di popolo , siamo ex Comunisti ex Partigiani ex Fascisti ex Democristiani tutto , meno che Italiani.

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  • Corto Maltese

    07 Giugno 2012 - 10:10

    E' incredibile!! Il governo Monti sta facendo da contrappeso fra "I nominati" ed il buon senso!! Bene!! Fosse la volta buona che (sfruttando la loro pochezza intellettuale/culturale/professionale)iniziamo una fase di sana concorrenza all'interno della Kasta che magari porterà a noi comuni mortali dei benefici? Se così: "Lunga vita a Monti"!!

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  • pierfabro

    07 Giugno 2012 - 07:07

    spesso si è parlato di tagli alla spesa pubblica, ma spesso sono stati solo fumo negli occhi del popolo. loro la cosiddetta casta ha sempre fatto tagli effimeri o che rientravano dalla finestra: tipo finanziamento dei partiti, auto bleu, il taglio delle spese all'epoca di scalfaro "esimio presidente" del dito nella torta. purtroppo per loro non vale il detto a chi tocca non s'ingrugna! loro ogni volta non si fanno toccare oppure si creano nuovi benefit.

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  • allianz

    07 Giugno 2012 - 07:07

    Intanto al momento i tre Str***zi ABC lo tengono in piedi.Quando ci saranno le elezioni vi faremo un C***LO cosi'.Abbiate Fede.

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