Cerca

Antonio Socci

"Libero" esagera: oltre Monti cosa c'è?

Giusto criticare il governo incensato da tutti senza motivo. Ma serve un'alternativa: rimpasto e partiti nell'esecutivo

Antonio Socci

Caro Direttore, non è che Libero esageri nell’opposizione al governo? A me pare, per esempio, che la prima pagina di ieri («Il decreto sviluppo, 80 miliardi di balle») sia davvero troppo drastica e unilaterale. Dobbiamo buttare tutto? Non mi pare. La voce critica di questo giornale è stata certamente preziosa all’inizio, quando i media in coro incensavano il nuovo esecutivo come fosse il Regno di Dio in terra. Lo è stata poi nelle settimane autunnali in cui si andava impostando una politica che oggi mostra la corda in tutta Europa (e finalmente tutti la riconoscono parziale e sbagliata, mentre a novembre eravamo quattro gatti).

Questo sano spirito critico è tuttora utilissimo, pure per chi governa, oltreché per la democrazia. Ma credo che – laicamente – si dovrebbero segnalare e riconoscere le cose buone che vengono fatte. Non mi sembra utile né sensato attaccare il governo sempre e comunque per partito preso (che è il peggiore dei partiti). Il cosiddetto «decreto sviluppo», per esempio, non sarà la panacea di tutti i mali, è solo un inizio di politica della crescita, ma è pur sempre un segnale nella direzione giusta.  Ora che, finalmente, invece di introdurre nuove tasse, si parla di sgravi (penso alle ristrutturazioni delle case), di incentivi per le imprese, di infrastrutture, di risparmi dalla «spending review», di bonus per le assunzioni, di sveltimento della giustizia civile e utilizzo produttivo del patrimonio pubblico (con lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese), dovremmo continuare a sparare a zero su tutto?  O piuttosto noi dovremmo essere i primi a incoraggiare l’esecutivo, visto che da queste colonne tutti abbiamo chiesto proprio decisioni del genere, per mesi, in ogni modo possibile?

Mi dirai che è ancora poco. Certamente sì, ma il mondo del «tutto e subito» non esiste. Aggiungerai che le roboanti cifre annunciate non sono giuste, ma sovradimensionate. D’accordo. Ma allora incoraggiamo il governo a far di più, però in questa direzione, che è quella buona. Mi sembra che la gravissima situazione in cui ci troviamo – se lo avessimo dimenticato: siamo veramente sull’orlo del baratro – dovrebbe indurre tutti, anche i giornali (ma soprattutto i politici), alla massima responsabilità, ad assumere posizioni costruttive, a badare solo ed esclusivamente al bene comune. Invece è raro cogliere questa consapevolezza.  Sulla politica italiana sembra addirittura soffiare un vento di follia. Basta guardare cosa accade in queste ore. Sono momenti drammatici. Le Monde ieri titolava così la prima pagina: «La Grèce retorune aux urnes, l’Europe retient son soufflé» (La Grecia torna al voto, l’Europa trattiene il respiro).  Ebbene, mentre l’Europa e il mondo trattengono il respiro, per la catastrofe possibile in caso di voto negativo e uscita della Grecia dall’euro, in Italia (che è il Paese che rischia di più) accade che dentro il Pd si accapigliano sulle coppie gay e nel Pdl – in caduta libera nei sondaggi – sono tutti impazziti con la lunare trovata delle primarie a cui stanno candidando di volta in volta Gerry Scotti, Daniela Santanchè, Vittorio Feltri e forse presto il Gabibbo e «Cipollino» Boldi. Per non dire delle follie che si dice circolino nel Pdl a proposito dell’abbandono dell’euro e del ritorno alla lira, che è quanto di meglio per fomentare la fuga dei capitali e la speculazione internazionale (che scommette contro l’euro), tutti fenomeni che noi cittadini comuni paghiamo e pagheremo salatissimamente.

L’irresponsabilità che sembra dilagare nel Pdl (del tutto incapace di un’analisi politica seria e culturalmente fondata) arriva fino a vagheggiare la crisi di governo a luglio e le elezioni anticipate in autunno, una geniale trovata per il suicidio definitivo del centrodestra (cosa che, a quel punto, sarebbe del tutto meritata), ma soprattutto per il suicidio dell’Italia. Sia per il caos che produrrebbe in un momento così drammatico, sia per il risultato devastante che uscirebbe dalle urne, con un indecifrabile movimento grillesco come secondo partito e un Pd nella totale impossibilità di governare una crisi di sistema. Sappiano però tutti i politici che se dovesse collassare tutto (e purtroppo non è una prospettiva remota) i milioni di italiani che si ritroverebbero rovinati non si accontenterebbero più di protestare (votando disperatamente Grillo), ma – temo – si scatenerebbe un caos che potrebbe portare veramente a veder scorrere il sangue nelle strade. 

Chiunque abbia a cuore le sorti del Paese e quindi di ciascuno di noi (perché se crolla il grattacielo sono tutti rovinati, gli abitanti dell’attico come quelli del seminterrato), ha il dovere di partire realisticamente dai fatti. I quali sono (1) la situazione italiana, europea e internazionale sull’orlo dell’abisso, (2) un capo di governo, Monti, che ha credibilità e fiducia internazionale e (3) la necessità assoluta della stabilità di governo. È vero che l’attuale compagine governativa – a parte Monti e, mi pare, Corrado Passera – sarebbe tutta da buttare e cambiare, ma si può immaginare e proporre un’idea simile solo in senso costruttivo, non distruttivo. Allora bisognerebbe che i partiti che sostengono l’esecutivo, assumendosi seriamente la responsabilità del Paese e del momento storico (e probabilmente così riguadagnando credibilità), decidessero a luglio di varare un Monti-bis – riconfermando Monti e Passera – con ministri non più tecnici, ma rappresentativi delle forze politiche di maggioranza (però ministri di alto profilo e provata competenza). Così mettendo fine all’ipocrisia di una maggioranza che si vergogna di essere tale, cancellando un esperimento (quello dei ministri tecnici) che si è rivelato fallimentare e abbandonando un’irresponsabilità che induce Pdl e Pd a votare i provvedimenti del governo, ma parlandone poi male. Cosa che indebolisce il governo, mina la credibilità del Paese e scredita questi stessi partiti i quali – agli occhi degli italiani – fanno il gioco truffaldino delle tre carte.

Nei momenti di grave crisi è una coraggiosa convergenza che si chiede a tutti. Proprio così, con l’accordo di governo fra democristiani, socialdemocratici e liberali, la Germania nel decennio scorso ha rinnovato il suo sistema produttivo trovandosi ad affrontare la crisi attuale in condizioni di forza.

Questa è l’ultima possibilità che hanno i nostri politici. Se la perdono per loro è finita. E per l’Italia sarà durissima.

di Antonio Socci
www.antoniosocci.com

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • arch

    20 Giugno 2012 - 12:12

    non posso essere d'accordo sul mantenere Monti. E' una mezza calzetta,arrogante presuntuoso ma incapace e il fatto che parli inglese non significa che sia automaticamente 'rispettato' all'estero. Su Passera qualche cosa di buono forse si trova,soprattutto se potesse disporre dei soldi che dovrebbereo (anzi DEVONO) venire dal taglio delle spese.Ma è su questo punto,che avrebbe dovuto essere il primo in assoluto, che non vedo nè entusiasmo nè voglia, e forse possibilità. Ma volendo fare una mini squadra allora direi Passera e Bondi, l'uno a capo del'tagliatore' , ma con i partiti decisi a rinunciare a molti dei loro privilegi, diretti e indiretti. Questa però si chiama utopia.

    Report

    Rispondi

  • LuigiFassone

    19 Giugno 2012 - 17:05

    Caro Socci, il PD vuol votare ? E che dire della Lega,il cui attuale Segretario (già ottimo Ministro,quando si stava meglio ma tanti,troppi,non se ne accorgevano...) stravede per le elezioni ad ottobre ? Speranzoso che delle marachelle della famiglia Bossi si siano perse le tracce,e che Mario Monti (che pur nacque a Varese,covo leghista,e si istruì in quel de Milan,Capitale Morale della cosiddetta Padania...)sparisca ?

    Report

    Rispondi

  • giannim

    18 Giugno 2012 - 12:12

    Uno degli articoli più belli e validi apparsi sulle pagine di questo giornale. E' un vero peccato che Bechis ed il Belpietro non siano capaci di scrivere simili articoli. Grazie Socci, ridai la speranza che forse l'Italia può farcela.

    Report

    Rispondi

  • Teseotesei

    18 Giugno 2012 - 11:11

    E' impressionante. Ferrara cominciò a novembre con le critiche giornaliere a Monti, oggi sostiene a spada tratta l'insostenibile Fornero. Il PDL voleva staccare la spina e oggi dà corrente a gara col PD. Anche lei, caro Socci, si mette a "ragionare"? Il partito preso non è il peggiore dei partiti. Tale espressione significa semplicemente che non si deroga dai propri princìpi. Per esempio Gesù è il mio "partito preso" enon mi stacco da Lui. Monti è stato nominato in barba alle regole democratiche, da un Presidente Napolitano che travalica le sue prerogative, e governa il popolo italiano secondo gli interessi delle grandi banche, veri parassiti del popolo stesso. Non le pare abbastanza per rifiutare in blocco questo governo?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog