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Euro2012, Italia contro Inghilterra

Lo scontro tra Pirlo e Gerrard:
passa chi vine l'Oscar alla regia

La qualificazione passa dalle idee dei "direttori d'orchestra" che hanno segnato il decennio

Quando la testa conta più dei piedi: ai quarti di finale di Euro2012 non c'è soltanto Balotelli contro Rooney
Andrea Pirlo e Steven Gerrard

 

L’accesso alla semifinale verrà deciso qui, in questi pochi metri del campo che tutti calpestano ma pochi ricordano, lontano dalla porta e con avversari che ti pressano da ogni lato. No, non sarà - probabilmente - una questione di gol o dribbling, magie o doppi passi da circo. Qui, nei venti passi attorno al cerchio di centrocampo, Italia-Inghilterra verrà decisa dalla testa, più che dai piedi. Dalle intuizioni, più che dai muscoli. Dall’intelligenza tattica, più che dalla velocità. Pirlo e Gerrard, Gerrard e Pirlo, ecco le due menti, i due registi, i due fenomeni capaci di gestire il ritmo di gioco, capaci di illuminare, di offrire geometrie e ispirazioni. Quando giocano bene loro, giocano bene le loro squadre e tutto funziona a meraviglia. 

Già, i centrocampisti. Pirlo e Gerrard sono tra i più forti al mondo e la loro partita oggi sarà una meravigliosa sfida nella sfida. Da godersi. Da ammirare. Perché il regista italiano, pur non brillando particolarmente nell’ultimo match contro l’Irlanda, sta bene ed è il trascinatore dell’Italia. Scaricato troppo frettolosamente dal Milan, si è rigenerato nella Juventus e, dopo una stagione da sballo, si è presentato a questi Europei in forma e ha subito fatto la differenza. Ricordate il dribbling e la progressione con assist a Di Natale nella sfida con la Spagna? E la punizione gol contro la Croazia? Pirlo, per come sa gestire il possesso palla e per come sa lanciare nel vuoto gli attaccanti, è unico nel suo ruolo e determinante per gli azzurri. E dovrà fare di tutto per esserlo anche contro l’Inghilterra, anche se dalle sue parti si troverà di fronte un altro genio del centrocampo: Steven Gerrard, 32 anni, giocatore completo che sa attaccare, organizzare, difendere. Nato come esterno, poi diventato mediano, ora sa giocare sia come trequartista che regista e questo fa di lui un calciatore universale, applaudito dai compagni come dagli avversari (De Rossi: «Gerrard è sempre stato il mio idolo, vorrei un giorno giocare come lui: difesa, centrocampo e attacco». Marchisio: «È in assoluto uno dei migliori»). 

Lui, bandiera del Liverpool e capitano della nazionale inglese,  ringrazia. Lo ha fatto ufficialmente ieri, in conferenza stampa: «Innanzitutto posso dire che sono orgoglioso ed emozionato di ricevere i complimenti da questi due giocatori. De Rossi è un ottimo centrocampista si muove e segna anche parecchi gol, Marchisio è un po’ diverso si muove  più in verticale. Sarà compito mio e di Parker tenerli d’occhio. L’Italia ha tre ottimi giocatori a centrocampo e per vincere dovremo controllarli bene». Già, De Rossi e Marchisio. Ma anche Pirlo. Gerrard regala carezze anche a lui. «Io penso che sia molto bravo e lo ha dimostrato sul campo. Ha un ottimo possesso palla e dobbiamo stare attenti a lui. Pirlo, Balotelli e Rooney sono grandi giocatori e dobbiamo stare attenti agli azzurri, ma le possibilità di passare il turno sono comunque al 50 per cento». Sì, una partita equilibrata e l’accesso alla semifinale verrà deciso qui, dove ragionano Pirlo e Gerrard.

di Alessandro Dell'Orto

 

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