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Addio a Nora Ephron

La donna che ci ha svelato come si finge l'orgasmo

Si è spenta a 71 anni la sceneggiatrice di "Harry ti presento Sally": era la regina della commedia americana

La donna che ci ha svelato come si finge l'orgasmo

La regista, sceneggiatrice e scrittrice Nora Ephron è deceduta ieri a New York all’età di 71 anni a causa di una leucemia a sua volta causata da problemi respiratori. Se chiedete a uno spettatore domenicale chi era Nora Ephron, quello non ha reazioni. Se lo chiedete  a un critico maschio, risponde con sorrisetto di disprezzo.  Ma se la domanda  la fate a una donna, specie a una giornalista, scoprite  che Nora era un mito. Un mito basato su quattro titoli: Affari di cuore, Harry ti presento Sally (chi non ricorda la scena in cui Meg Ryan simula l’orgasmo al ristorante?), Insonnia  d’amore, C’è posta per te, ovvero i capisaldi della commedia sentimentale americana degli ultimi 30 anni.  Talmente mitici che per lungo tempo ho pensato che Nora fosse una cretinetta come Meg Ryan nei film. Invece era di testa forte  e una giornalista di punta prima ancora di scoprire il cinema, circa 40 anni or sono. Figlia di  due famosi sceneggiatori, Henry e Phoebe Ephron  (Carousel) decide dalla scuola elementare che scriverà. Fa una grande carriera. A 20 anni è stagista alla Casa Bianca («Credo di esser stata l’unica con cui Kennedy non abbia fatto avances. Forse perchè avevo poche tette», disse).  Dopo la White House, una proposta  di assunzione a Newsweek («Una tortura») e poi  la grande occasione al New York Post. Ci sta per sei anni, durante i  quali intervista i Beatles, la scrittrice Ayn Rand, il poeta Rod c Kuen. La paragonano alle mitiche Dorothy Parker e a Oriana Fallaci. Al contrario delle illustri colleghe, Nora possiede il dono dell’autoironia, che non l’abbandonerà per tutta la vita («Essere racchia ha un vantaggio: che invecchiando puoi solo migliorare»).

 Il primo incontro col cinema ce l’ha a 30 anni quando conosce, ama e sposa Carl Bernstein, il giornalista famoso per il Watergate. Carl non è soddisfatto di come  è stato trattato nella sceneggiatura di Tutti gli uomini  del presidente e chiede a Nora di aiutarlo a modificarla. I rimaneggiamenti non sono accettati, ma ormai Hollywood l’ha catturata. Comincia seriamente  con Silkwood con Meryl Streep storia di un’operaia  in una centrale nucleare che denuncia la contaminazione (e viene uccisa). Regista è Mike Nichols, che qualche anno dopo porterà sullo schermo Affari di cuore dal best seller di Nora che ha voluto raccontare il suo non sempre facile matrimonio con Bernstein. Nichols è talmente soddisfatto che vuol dare a Nora gli input per i successivi 20 anni di carriera: «Tu sei fatta per raccontare i sentimenti, la gioia di chi ha l’amore, la dolce aspettativa  di non l’ha, ma l’avrà». E ha inizio così  il ciclo di Meg Ryan, dove Nora  diventa anche regista.«Perchè mi son messa a dirigere?», raccontava «perchè purtroppo non si trova  un Mike Nichols a ogni angolo. E “directors” in sintonia con me faccio fatica a incontrarli...». L’ultimo film di Nora Ephron è uscito tre anni fa Julia & Julia ancora con Meryl Streep (che era stata il suo alter ego in Affari di cuore). Per la prima volta una protagonista vicina alla terza età. «Perchè l’ho fatto? Per autoconvincermi che si può essere felici (magari cucinando) anche da vecchi. Probabilmente è una balla. Che c’è di bello a non riuscire a ricordarti il nome di una persona che hai visto il giorno prima?».

di Giorgio Carbone

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