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Vertice Bruxelles

Grazie monsieur Hollande, altro che il pagliaccio Sarkozy

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Grazie monsieur Hollande, altro che il pagliaccio Sarkozy

Il giorno dopo le vittorie dei SuperMario gli occhi di tutt'Europa sono puntati sull'Italia. Sul premier e sul goleador, sui  due Mario che hanno portato a casa i risultati che sembravano insperati. La stampa francese celebra Hollande che, lavorando di sponda, sopratutto durante il pre-vertice di mercoledì che si è svolto a Parigi, è riuscito ad ammorbidire il rigore della Merkel che fino a qualche ora prima dell'incontro si era detta irremovibile dalla sue posizioni rigoriste. Sin dalla sua elezione, Hollande aveva fatto capire che, a differenza del suo precedessore Sarkozy, non avrebbe scodinzolato dietro la Cancelliera, non si sarebbe accodato al suo rigore "sena se e senza ma". Il braccio di ferro è stato estenuante ma, alla fine, grazie anche alla strategia di Mario Monti del bastone e della carota, l'asse Monti-Hollande ha avuto la meglio. 

Spagna e Germania La stampa spagnola celebra la vittoria del calcio italiano e anche quella dell'asse Monti-Hollande-Rajoy sottolineando come, la finale di Euro 2012, rappresenti il trionfo calcistico delle "economie straccione" contro lo strapotere economico della Germania. In Germania, il giorno dopo la sconfitta, i giornali mettono sotto accusa i due allenatori della Germania: Joachim Löw per il calcio e Angela Merkel (attaccata da Der Spiegel)  sul fronte della politica europea. 

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Commenti all'articolo

  • Renatino-DePedis

    29 Giugno 2012 - 18:06

    e sopratutto altro che il pagliaccio massimo, il nano di harcore, SilviovoldemortBelusconi!

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  • satanik

    29 Giugno 2012 - 16:04

    Grazie Hollande, ma soprattutto grazie Napolitano.

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  • ansimo

    29 Giugno 2012 - 16:04

    Ho l'impressione che la Merkel abbia capito che ora difronte non ha due tappi come Sarkosy e Berlusconi che non riuscendo a capire quello che lei diceva e faceva, era solo lì per giudicare le dimensioni del culo o il suo look. Ed avrà capito che la differenza non è certo nei venti centimetri di statura fisica, ma nei chilometri di capacità professionale.

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